40x40: al Miela una maratona lunga due giorni per festeggiare i quarantanni de La Cappella Underground

ConSequenze
[img_assist|nid=18608|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]TRIESTE - Sabato 7 e domenica 8 marzo La Cappella Underground propone nella sede del Teatro Miela 40x40: una maratona cinematografica di 40 ore per festeggiare i quarant'anni di attività dello storico cineclub triestino. Dalle 10 di mattina di sabato 7 alla tarda notte di domenica 8 marzo, una serie ininterrotta di proiezioni di film scelti dagli organizzatori che hanno fatto la storia della Cappella Underground, titoli mai banali che hanno a loro modo segnato la storia del cinema e l'immaginario collettivo del pubblico cinéphile. Un unico biglietto, del costo simbolico di 4 Euro, darà diritto ad assistere a tutti i film della maratona. Partenza affidata a La rabbia di Pasolini, ipotesi di ricostruzione della parte iniziale de La rabbia di Pasolini e Guareschi del 1963, presentato all’ultima Mostra di Venezia. Spazio poi a pellicole provenienti da alcuni dei maggiori archivi nazionali, tra cui la Fondazione Cineteca Italiana, da dove arriveranno Johnny Guitar (1954) di Nicholas Ray e L'Atalante (1934) di Jean Vigo, o Lab80, da cui provengono le copie di Il rullo compressore e il violino (1960), film di diploma di Andrej Tarkovskij, o Radiazioni BX: distruzione uomo (1957) di Jack Arnold. [img_assist|nid=18610|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=486]All’interno del programma vanno segnalati alcuni momenti speciali, avvalorati da presenze d’eccezione: L’infernale Quinlan (1956) di Orson Welles sarà presentato dal critico cinematografico Paolo Mereghetti; Lo sconosciuto (1926) di Tod Browning sarà accompagnato al pianoforte dal maestro Carlo Moser. Tra le novità in cartellone: Tony Manero, trionfatore all’ultima edizione del Torino Film festival; Caffè Trieste, documentario prodotto da La Cappella Underground sul locale di San Francisco dove nacque la beat generation; Lasciami entrare, vincitore del Méliès d’Or 2008 per il miglior film fantastico europeo. Non mancano alcune chicche, disseminate nell’arco delle due giornate e nella notte: Control del fotografo/regista Anton Corbijn; Kiss di Andy Warhol e Mario Schifano Tutto, titoli che richiamano i primi anni di attività de La Cappella Underground; e una serie di cartoons d’epoca provenienti dalla Cineteca del Friuli. Questo e molto altro in un programma estremamente variegato, a testimonianza della molteplicità di strade artistiche percorse dal Centro Ricerche nel corso degli anni. Nata alla fine del 1968 come centro arti visive La Cappella, nella sede di una chiesa sconsacrata in Via Franca 17, l'associazione inizia l'attività cinematografica nel febbraio 1969, concentrandosi sulle avanguardie, il cinema sperimentale e l'underground (la prima proiezione fu Nude Restaurant di Andy Warhol). La Cappella Underground diventa così ben presto il cineclub di riferimento per gli appassionati triestini, alternando proiezioni dedicate ai registi indipendenti con cicli di classici (Buñuel, Hitchcock, Lang) e incontri con registi. Tra gli ospiti figurano Pupi Avati, Mario Camerini, Francis Ford Coppola, Roger Corman, Franco Giraldi, Nanni Moretti, Gregory Markopoulos. Fra le iniziative degli anni Settanta, le rassegne estive nel Castello di San Giusto e le monografie dedicate alle cinematografie dei paesi dell'Est Europa; la collaborazione con il Festival del Film di Fantascienza con alcune fondamentali retrospettive (Jack Arnold, Fant'Italia, Fant'America) e una non-stop sull'opera di D.W. Griffith. Gli anni Ottanta vedono la nascita di un archivio video destinato a trasformarsi in una delle collezioni più importanti in Italia. Dall'esperienza del cineclub nascono e si sviluppano in quegli anni altre importanti realtà culturali, tra cui il cinema Ariston, la Cineteca Regionale FVG, Alpe Adria[img_assist|nid=18609|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=491] Cinema, il Teatro Miela. Dal 2000 La Cappella Underground si trasferisce nella nuova sede di via Economo, dove proseguono le attività di video-rassegne, formazione e didattica. E' storia recente il servizio pubblico di mediateca, con una collezione di oltre 16.000 film su supporto video, mentre fiore all'occhiello delle attività è l'organizzazione del festival Science+Fiction, che ha raccolto l'eredità dell'indimenticabile Festival Internazionale del Film di Fantascienza, riportando a Trieste una grande manifestazione che fa parte del suo patrimonio storico e culturale. Per l'associazione, in ogni caso, non si tratta che dei primi quarant'anni, con la ferma intenzione di proseguire in crescita anche nei prossimi, potenziando i servizi offerti ad un pubblico sempre più eterogeneo e numeroso alle molteplici iniziative organizzate.   Sabato 7 marzo e domenica 8 marzo 2009 Teatro Miela - TRIESTE 40x40: una maratona cinematografica di 40 ore per festeggiare i quarant'anni di attività de La Cappella Underground Il programma   Sabato 7 marzo ore 10.00 La rabbia di Pasolini di Giuseppe Bertolucci (Italia, 2008, b/n, 83') Ipotesi di ricostruzione della parte iniziale de La rabbia del 1963 di Pasolini e Guareschi, da un'idea di Tatti Sanguineti. Uno spaccato sull'Italia e sul mondo dei primi anni '60 in un innovativo film di montaggio, impreziosito da interviste inedite. ore 12.00 L'Atalante di Jean Vigo (Francia, 1934, b/n, 89', v.o. sott. it) Juliette e Jean (Dita Parlo e Jean Dasté) sono due novelli sposi a bordo della chiatta Atalante, governata dal marinaio père Jules (Michel Simon). Film di poesia attraversato dai bagliori del surrealismo, celebrato dalla Nouvelle Vague e da Fuori Orario. + La Jetée di Chris Marker (Francia, 1962, b/n, 28', v.o. sott. ing.) In una Parigi post-nucleare, un uomo è ossessionato dall'oscuro ricordo di una donna vista all'aeroporto; un team di scienziati lo proietterà nel futuro. Il crono-foto-romanzo che ha ispirato 12 Monkeys di Giliam è una meditazione sul tempo e la memoria. ore 14.00 Johnny Guitar di Nicholas Ray (USA, 1954, col., 110’, v.o. sott. it) La storia di Vienna (Joan Crowford) e del pistolero Johnny (Sterling Hayden) nel western in Trucolor che fu anche parodia del maccartismo. Una spina nel fianco dello star system hollywodiano che fece dichiarare a Godard "Il cinema è Nicholas Ray". ore 16.00 Kiss di Andy Warhol (USA, 1963, b/n, 50', muto) Uno dei primi film del genio della pop-art: Warhol assembla una serie di cortometraggi muti di scene di bacio, innestandovi lo stesso senso di staticità e di iterazione che domina le sue serigrafie. Un gesto di appropriazione delle convenzioni hollywoodiane. ore 17.00 Orson Welles _ Introduzione A Un Maestro a cura di Paolo Mereghetti + Touch Of Evil di Orson Welles (L'infernale Quinlan, USA, 1958, b/n, 112', v.o. sott. it) “Noir sadico, dalle ascendenze kafkiane”: Orson cuce su se stesso la parte titanica di un poliziotto “malato di assolutismo, riprovevole eppure dotato di un fiuto infallibile”. Il piano sequenza che apre il film è da manuale, Marlene Dietrich indimenticabile. ore 19.30 The Unknown di Tod Browning (Lo sconosciuto, USA, 1927, b/n, 65', muto, cartelli inglesi) accompagnamento al pianoforte del M° Carlo Moser Dal regista di Freaks, una grottesca storia d’amore tra Alonzo, lanciatore di coltelli senza braccia (è Lon Chaney, l'uomo dai mille volti) e la sua giovane partner Nanon. Ritrovato e presentato dalla Cappella nel 1977 alla retrospettiva Fant'America 1.   ore 21.00 Tony Manero di Pablo Larrán (Cile/Brasile, 2008, col., 98', v.it.) In pieno regime Pinochet, Raùl Paralta passa il tempo in un night-club a imitare il suo mito John Travolta; nel frattempo i suoi crimini, sempre più efferati e senza senso, continuano a passare inosservati. Film trionfatore del Torino Film Festival 2008. ore 23:00 Control di Anton Corbijn (USA, 2006, b/n, 122', v.it.) Nel fermento della scena post-punk inglese anni ‘70, il giovanissimo Ian Curtis si unisce ad altri tre ragazzacci e fonda i Joy Division. Il suo suicidio a soli 23 anni lo renderà un mito, ora ritratto dal fotografo Corbijn, già autore di clip per U2 e Depeche Mode. Domenica 8 marzo ore 01.15 Ken Park di Larry Clark, Ed Lachman (USA/Olanda/Francia, 2002, col., 96’, v.o. sott. it) In un sobborgo di Los Angeles solo all’apparenza ordinato e tranquillo, si incrociano storie di adolescenti fatte di sesso e nevrosi senza freni né disperazione. Lo sguardo di due maestri della fotografia fra oggettività ed estetismo da voyeur. ore 03.00 A Snake Of June di Tsukamoto Shinya (Giappone, 2002, b/n, 77', v.o. sott.it) Una torbida storia di voyeurismo, malattia e catarsi dal regista di Tetsuo. Nella stagione delle piogge, una giovane donna è costretta dal ricatto di un maniaco a superare le proprie inibizioni. Fotografia in b/n virata in blu, il colore delle ortensie. ore 04.30 Near Dark di Kathryn Bigelow (Il buio si avvicina, USA, 1987, 94', v.it) Una famiglia di vampiri si muove fra le gelide atmosfere notturne predilette da Kathryn Bigelow, regista di Strange Days. Il loro viaggio scorre sulle ruote di un caravan attraverso il west, tra iperrealismo e splatter, verso un incredibile happy end. ore 06.15 The Incredible Shrinking Man di Jack Arnold (Radiazioni BX: distruzione uomo, USA, 1957, b/n, 81’, v.o. sott.it.) Un uomo colpito da una nube radioattiva rimpicciolisce progressivamente, fino a scontarsi in duello con un ragno! Sceneggiato da Richard Matheson, è una delle vette della SF anni '50, specchio delle paure legate al progresso e alla perdita d'identità. ore 08.00 Mario Schifano Tutto di Luca Ronchi (Italia, 2001, b/n-col., 77') Dieci anni dopo la scomparsa, il primo film completo su Schifano, uno degli artisti italiani più amati, conosciuti e falsificati del ventesimo secolo. Un viaggio nel tempo costruito con materiali inediti, interviste, videoclip e frammenti di film dell'artista. ore 09.30 Caffe’ Trieste di Andrea Magnani e Raffaele Rago (Italia, 2008, col., 30') A San Francisco, il Caffè Trieste era luogo di ritrovo della beat generation: la controcultura americana rivive attraverso le parole del fondatore Gianni Giotta, e quelle di artisti e poeti come Hirschman o Ferlinghetti. Prodotto da La Cappella Underground. ore 10.15 Menschen Am Sonntag di Kurt Siodmak (Uomini la domenica, Germania, 1929, b/n, 73', muto, cartelli italiani) La gioia di vivere di quattro giovani in una domenica berlinese. Un film sperimentale girato quasi come un documentario, progettato e realizzato da un gruppo di amici, artisti e cineasti: i fratelli Siodmak, Fred Zinnemann, Edgar Ulmer e Samuel “Billy” Wilder. ore 11.30 The Big Shave di Martin Scorsese (USA, col., 6') Un giovane si rade la barba, in un crescendo che scorre sulle note di I Can't Get Started di Bunny Berigan. Noto anche come Viet'67, è stato prodotto dalla New York University's Tisch School of the Arts come parte di un progetto intitolato Sight & Sound Film. + Super 8 Stories di Emir Kusturica (Germania/Italia, 2001, b/n–col., 90', v.o. sott.it.) Quasi un ritorno alle origini per il geniale e poliedrico Kusturica, che in questo sperimentale road documentary racconta il tour della No Smoking band. Ritratti, suoni e interviste da "un paese che non c'è più", arricchite da super 8 di Emir e famiglia. ore 13.15 Gdy Spadaja Anioly di Roman Polanski (La caduta degli angeli, Polonia, 1959, b/n, 21', v.o. sott.it) Una serie di flashback ricostruisce la vita di una vecchia signora, sorvegliante di una toilette pubblica: la gente passa non la guarda nemmeno, ma lei ricorda di essere stata giovane e bella e di avere amato. Film di diploma di Polanski alla Scuola di Lodz. + Katok I Skripka di Andrej Tarkovskij (Il rullo compressore e il violino, URSS, 1960, b/n, 55', v.o. sott.it) Prova d'esame al VGIK di Mosca del regista di Andrej Rublev e Solaris, su soggetto di Konchalovsky. Il mediometraggio racconta dell'amicizia tra il piccolo violinista Sasha e un operaio di nome Sergej: la speranza di cambiamento mescolata al sogno. ore 14.45 Dark Passage di Delmer Daves (La fuga, USA, 1947, b/n, 106', v.o. sott.it.) Fuggire per dimostrare la propria innocenza. Una caccia all’uomo tesa e senza valori, una cambio di volto, poliziotti più persecutori che tutori della legge, un magistrale uso della soggettiva per questo capolavoro noir con Humphrey Bogart e Lauren Bacall. ore 16.45 selezione cartoons (a cura de La Cineteca del Friuli) Jack And The Beasnstalk di Ub Iwerks (USA, 1933, 8', v.o.) | Russian Rhapsody di Robert Clampett (USA, 1944, 8', v.o.) | Little Pancho Vanilla di Frank Tashlin (USA, 1938, 8', v.o.) | Toyland Premiere di Walter Lantz (USA, 1934, 8', v.o.) | Holiday Land di CHarles Mintz (USA, 1934, col., 8', v.o.) | Date With Duke di George Pal (USA, 1947, col., 7', v.o.) | Rhapsody In Wood di George Pal (USA, 1944, 9', v.o.) ore 17.45 The Sound Of Jazz di Jack Smigth (USA, 1957, b/n, 57’ ) Trasmissione televisiva CBS del 1957, contiene una delle rare apparizioni sullo schermo della grande Billie Holiday:per quanto provata, la cantante irradia un magnetismo senza pari. Accanto a lei, Count Basie, Ben Webster, Coleman Hawkins e Lester Young. ore 18.45 Stranger Than Paradise di Jim Jarmusch (Più strano del paradiso, USA, 1984, b/n, 90', v.o. sott.it.) L'ironia e l'umorismo di Jim Jarmusch trasportate in un assurdo contesto on the road: il viaggio di tre strani personaggi da New York alla Florida passando Cleveland. Tre luoghi, tre storie, tre destini, un inconfondibile senso di verità su ruvide immagini b/n. ore 20.30 Let The Right One In di Tomas Alfredson (Lasciami entrare, Svezia, 2007, col., 114', v.it) Il vampirismo adolescenziale non è solo Twilight. Alla periferia di Stoccolma, un ragazzino trova protezione in una compagna costretta eternamente in un corpo da bambina, condannata a uccidere per sopravvivere. Méliès d'Or come miglior film fantastico europeo 2008. ore 22.30 Ten Thousand Years Older di Werner Herzog (GB/Germania, 2001, 10’, v.o. sott. it.) Un'isolata popolazione indio incontra per la prima volta l'uomo bianco. Dieci minuti possono rivoluzionare la vita di una popolo? Si, secondo Herzog e questo suo corto dal film collettivo Ten Minutes Older. + Palermo Shooting di Wim Wenders (Germania/Francia/Italia, 2008, col., 108', v.it.) Il cinema cosmopolita e metropolitano di Wenders con le sue ossessioni per la fotografia e la morte, fra Düsseldorf e Palermo. Ci stanno Campino e Milla Jovovich, Dalì e Lou Reed, Edward e Dennis Hopper. La critica ha sparato a zero: vedere prima di credere. ore 00.30 Radio On di Chris Petit (GB, 1979, col., 101', v.o. sott. it.) Un disc-jockey è in viaggio da Londra a Bristol su una vecchia Rover per scoprire le cause del misterioso suicidio del fratello. Road movie prodotto da Wenders, con soundtrack targata David Bowie, Kraftwerk, Robert Fripp, Devo, Lene Lovich. Info: La Cappella underground Tel. 0403220551 info@lacappellaunderground.org www.lacappellaunderground.org