Al Candiani Close Up Iran, una rassegna sul cinema iraniano contemporaneo

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Mestre (VE) - Nel quadro delle iniziative collaterali alla mostra fotografica Iran gente strade paesaggi, che sta incontrando un lusinghiero successo di pubblico, con oltre 2.000 visitatori nella prima settimana di apertura, prende il via lunedì 10 settembre al Centro Culturale Candiani di Mestre la rassegna cinematografica Close Up Iran, curata da Marco Dalla Gassa, che insegna Storia delle cinematografie orientali al Tars di Ca’ Foscari. Dodici film per ripercorrere le fortune di una produzione d’autore affermatasi sulla scena internazionale per la freschezza del suo linguaggio, nel quadro di orizzonti tematici capaci di esplorare la complessità della società iraniana, raccontando l’Iran e le sue genti al di là degli stereotipi. Nel nome di Abbas Kiarostami, il regista e fotografo in mostra al Candiani con le sue “strade”, massimo esponente del nuovo cinema iraniano, la rassegna farà il suo esordio lunedì sera al Candiani con Close Up, primo successo internazionale del regista, nel 1990, proseguendo poi con Il ciclista di Mohsen Makhmalbaf (mercoledì 12), Il palloncino bianco di Jafar Panahi (venerdì 14), E la vita continua… (lunedì 17) e Sotto gli ulivi (mercoledì 19) ancora di Kiarostami, Il tempo dei cavalli ubriachi di Bahman Ghobadi (venerdì 21), Bashù, il piccolo straniero di Barhan Beizai (lunedì 24), Viaggio a Kandahar di Makhmalbaf (mercoledì 26), Lo specchio di Panahi (venerdì 28). Marathon di Amir Naderi (lunedì 1° ottobre) e Oro rosso, ancora di Panahi (mercoledì 3 ottobre). In chiusura di rassegna, venerdì 5 ottobre, la presentazione, in prima assoluta italiana, del documentario Iran: une révolution cinématographique di Nader Takmil Homayoun, presente il regista. Sarà anche l’occasione per fare il punto sul presente del cinema iraniano che, come osserva Marco Dalla Gassa nell’articolo che compare sul numero di settembre di New{s}Candiani, dopo le fortune degli anni Novanta sta conoscendo una fase di riflusso, non da ultimo per le asfittiche condizioni culturali in cui versa la produzione d’autore. Una carrellata agile ma esauriente di opere che per più di un decennio hanno consentito ad un grande paese di esportare la propria cultura e uno sguardo sensibile ai problemi della contemporaneità – osserva l’autore – nell’attesa di ‘nuove’ stagioni migliori. Proiezioni in sala conferenze del Candiani con inizio alle ore 21. Ingresso riservato ai soci CinemaPiù, con sottoscrizioni delle tessere presso la biglietteria del Candiani anche prima delle proiezioni.