Al di là del tempo: la pittura di Massimo Rao alla Galleria Civica di Bolzano

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[img_assist|nid=10341|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]BOLZANO - Il capriccio per un esotismo “al contrario” ed altri eventi propizi mi hanno portato a vivere a Bolzano. Troppo mi erano piaciuti prima di allora Matthias Grünewald e Jan Van Eyck per non desiderare di gettare, così uno sguardo, ai “lontani fiumi del Nord”. Ed è lì, sotto le azzurrine luci riflesse delle taglienti cime dei monti, che sono affiorati sicuri e dirompenti i segni già preconizzati che fanno la mia storia di pittore (… 20 giugno 1988).
Dunque furono il capriccio ed altri eventi propizi che dal 1976 al 1981 fecero sì che il percorso artistico di Massimo Rao si intrecciasse con Bolzano. Al grande artista, morto nel 1996 a 46 anni, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bolzano dedica una mostra che resterà aperta in Galleria Civica dal 1° novembre 2007 al 27 gennaio 2008.
Dopo l’omaggio a Nicolò Rasmo e Gottfried Hofer - spiega l’assessore alla Cultura, Sandro Repetto - procediamo con la riscoperta di personalità della cultura e artisti che hanno lasciato un segno importante in Alto Adige, ma di cui si stava perdendo la memoria. Grazie a questa mostra, che riallaccia i fili della presenza di Massimo Rao a Bolzano proponendo molte delle opere qui realizzate, anche questo grande artista rientra nel patrimonio culturale cittadino.
Altra particolarità dell’esposizione è quella di essere stata posta a chiusura del progetto Time_code. Il tema del tempo è infatti centrale nell’opera del pittore per svariati motivi che diverranno comprensibili non appena il visitatore entrerà in Galleria civica.
I lavori di Massimo Rao - una cinquantina fra oli, incisioni, litografie - non paiono quelli di un maestro contemporaneo: l'artista si pone Aal di là del tempo. Si notano rimandi a pittori del passato, s'avvertono suggestioni di scuola nordica, rinascimentale, manierista, preraffaellita: modelli ricalcati dal punto di vista iconografico e dello stile senza mai cadere nel citazionismo grazie a una rielaborazione personale continua, testarda. I soggetti dei suoi dipinti - uomini, donne o, spesso, personaggi dall’identità sessuale indefinibile - non sono mai legati a una cognizione concreta del tempo. Dal punto di vista tecnico, poi, c’è il recupero di sistemi antichi, studiati con attenzione, assunti nella cura delle tele, nella preparazione dei colori.
Il tipo di pittura che proponeva Massimo Rao - afferma Silvia[img_assist|nid=10342|title=|desc=|link=none|align=right|width=510|height=640] Spada, direttrice dell’Ufficio Servizi museali e storico-artistici, organizzatore della mostra - non andava di moda, l’astratto dominava il mercato. Lui entrò in un campo - quello figurativo - che non era tracciato e che ora, invece, è tornato in auge: per questo vorrei considerarlo un precursore. E oltre alla tecnica e a tutto ciò che fa pittura, aveva una marcia in più: lo spirito che pervade i suoi quadri. Colto, di grande respiro, che spinge a riflettere”. Come i titoli dei suoi lavori, che “spesso sono giochi linguistici e letterari, la comprensione non è univoca e quindi si aprono nuovi interrogativi!”, dice Valentina Romen, curatrice dell’esposizione, che conobbe personalmente Rao.
“Invito chi visiterà la mostra a cercare di lasciarsi trasportare da quello che vedrà e da quello che leggerà
aggiunge Romen. I motivi per farlo? Il letto che appare vuoto, ma può risultare animato de Le départ de Monsieur Proust (La partenza del signor Proust, 1983) che rimanda ad lla ricerca del tempo perduto.
O il giovane con alle spalle una luna soverchiante de Il trionfo del Tempo e del Disinganno (1988), titolo mutuato dall’oratorio che Georg Friedrich Händel compose nel 1707. O, ancora, la circolarità esasperata di Per caso e per un attimo (1986/87).
Il percorso espositivo - spiega Valentina Romen - è guidato dal tema del tempo ed è cronologico. Propone opere nate per lo più a Bolzano, come in alcuni casi si comprende dall'ambientazione e dai soggetti. È presente però anche l'ultimo lavoro di Rao, rimasto incompiuto. Una scelta prevalentemente estetica mi ha invece guidata, di concerto con l'allestitore - Massimiliano Mariz - nella collocazione dei dipinti e delle incisioni. Di certo - conclude - l'impatto della prima sala è forte ed introduce subito nel mondo affascinante e misterioso, sempre in bilico fra realtà e fantasia, di questo grande artista.
Al di là del tempo è completata da un catalogo, edito dal Comune di Bolzano, che contiene i contributi critici di Rossana Bossaglia, Arnold Tribus, Klaus Romen e Valentina Romen, che ne è la curatrice.

[img_assist|nid=10343|title=|desc=|link=none|align=left|width=553|height=640] Massimo Rao è nato nel 1950 a San Salvatore Telesino, in Campania. Ha frequentato il liceo artistico a Benevento e si è iscritto alla facoltà di architettura di Napoli. La maniera contorta e tagliente di Bernardo Cavallino e del Ribera lo
catturavano. Attratto dai maestri del Nord e dal gusto per l’esotico, nel 1976 Massimo Rao si è trasferito a Bolzano. Qui ha trovato uno studio in via Bottai e ha partecipato attivamente alla vita artistica locale, finché non ha sostituito le cime
delle Dolomiti con le morbide linee del paesaggio umbro. Dal 1981 ha vissuto e lavorato come pittore e incisore nella solitudine voluta di un antico casolare da ristrutturare a Pornello di San Venanzo in Umbria. Accompagnato dai suoi
galleristi di Milano e Amsterdam, ha tenuto mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 1996, a soli 46 anni, è morto.

Dal 1 novembre 2007 al 27 gennaio 2008

Galleria Civica, piazza Domenicani 18 - BOLZANO

Massimo Rao. Al di là del tempo (1950 – 1996)

Vernissage: mercoledì 31 ottobre, alle ore 18.00

Orario: da martedì a domenica, ore 10.00-12.30 e 15.30-19.00, Lunedì chiuso.

Ingresso libero

Info: Ufficio Servizi museali e storico artistici
Tel. 0471997581/0471997697
servizi.museali@comune.bolzano.it
www.comune.bolzano.it

Nelle foto: Massimo Rao - Monsieur Troublet, Ornitologo (1980)
Massimo Rao, Luna (1987)
Massimo Rao, N.H. Tommaso P Cherubino, maestro di scherma (1980)

Ogni riprodizione vietata