Al Rossetti è di scena Tato Russo con la Tempesta di Shakespeare

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[img_assist|nid=12133|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]TRIESTE - William Shakespeare ritorna protagonista nel cartellone Prosa dello Stabile regionale: dal 13 al 17 febbraio va infatti in scena La Tempesta, vero capolavoro della drammaturgia elisabettiana. Produzione del Teatro Bellini, lo spettacolo si avvale di un allestimento ricco di suggestioni e poesia, interpretato da un ottimo cast diretto da Tato Russo (che recita nel ruolo di Prospero ed ha curato anche la scenografia). Una quinta si stacca dalla parete del teatro, s’inclina, si gonfia di vento come una vela... La pedana su cui si erano mossi gli attori si alza, proprio come il portellone di una nave… Sono gli elementi del teatro gli strumenti della magia di Prospero: è la materia evanescente e incantata del palcoscenico a fornirgli i mezzi per il suo ritorno al Ducato di Milano e al mondo degli uomini. Il finale dell’allestimento de La Tempesta firmato da Tato Russo, palpita di infinite suggestioni, di lirismo e d’amore per il palcoscenico e suggella uno spettacolo molto emozionante. Una messinscena che – scrive nelle sue note di regia – sa prendere il tono d’una grande Liturgia della Poesia, d’una grande “Missa solennis” del Teatro, d’un trattato barocco sull’amore, sulla virtù e gli infiniti del palcoscenico, rito fascinoso per chi quell’amore offizia volta per volta sulla scena, rito del rinnovamento, della frenesia della creazione poetica… Rito della fantasia sfrenata dell’autore-regista risoluto demiurgo della scena, poeta vecchio e bambino d’ogni creazione. E ritorna così, anche qui, il gusto del doppio piano, della doppia illusione “vita-teatro”, della parabola dei due sogni paralleli e intercorrenti, del riflettente e del riflesso, nel magico specchio alchemico dell’Arte (…).   Assoluto capolavoro shakespeariano scritto nel 1611, La Tempesta offre in effetti un portentoso cimento ad ogni artista e coinvolge proprio per il suo carattere misterioso, capace di sfuggire ad ogni definizione e di offrire nel contempo una dimensione chiaramente intelligibile, di favola morale, ed altre difficili da fissare, ardue, inquiete e profondamente suggestive. Anche Tato Russo ne è rimasto conquistato se – com’è vero – dopo aver affrontato quindici anni orsono il testo per la prima volta, lo riprende adesso, nel pieno della propria maturità artistica, per osservarlo con occhi più esperti, ma con la stessa appassionata generosità: ne risulta un allestimento imponente, fantasioso e ispirato. Il regista vi rivisita Shakespeare con licenza poetica e fedeltà[img_assist|nid=12134|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=426] all’essenza, regalando accenti dialettali alla recitazione per restituire la distinzione shakespeariana fra linguaggio “basso” e “alto”, mettendo in campo la fantasia e l’invenzione, e ricorrendo addirittura alla reminiscenza barocca per dare sortilegio di suoni alle magie di Prospero. Il grande mago del teatro, infatti, muoverà i venti, le onde, la pioggia, grazie al contributo di preziose macchine sceniche elisabettiane che il regista ha ripristinato per l’occasione, facendo di questo spettacolo una vera e propria “elegia della creazione”. Lo segue ne La Tempesta un cast di interpreti versatili, che danno vita ai molti personaggi che circondano Prospero. Egli è il legittimo Duca di Milano, ma spodestato dal fratello Antonio, è costretto all’esilio assieme alla figlia Miranda. Il loro viaggio si conclude su un’isola incantata ove regna il mostruoso Caliban assieme ad Ariel, lo spirito che governa i venti. Per chi ama il teatro, sono forse le figure più sognate, metafora rispettivamente del selvaggio-animalesco, il diverso, e dello spirito dell’aria che diviene idea, pensiero, poesia… Studioso di magia, Prospero sottomette a sé l’isola. Solo dopo dodici anni giunge per lui il tempo della giustizia e della catarsi per i colpevoli: una nave che trasporta il fratello fedifrago Antonio, il Re di Napoli Alonso e suo figlio Ferdinando veleggia vicino all’isola. Prospero scatena i venti, i tuoni, le onde… un’enorme tempesta costringe l’equipaggio al naufragio. Sull’isola Ferdinando s’innamora di Miranda, Alonso e Antonio invece vengono terrorizzati dagli spiriti. Costui, pentito, restituisce il ducato a Prospero che suggella il ritorno della pace e il perdono dando in sposa Miranda a Ferdinando. Ritornerà in Italia spezzando la sua bacchetta di mago: restituita alla giustizia, la sua vita non avrà più bisogno d’incantesimi.   Stagione 2007-2008 del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia Dal 13 al 17 febbraio 2008, ore 20:30 Giovedì 14 febbraio, alle ore 16.00 e alle ore 20.30 Domenica 17 febbraio, alle ore 16.00 Politeama Rossetti - TRIESTE La tempesta di William Shakespeare con Tato Russo e con Raffaele Gangale, Hal Yamanouchi, Hilmar Pintaldi Funes, Elisabetta Ventura, Mauro Bosco, Marco Belocchi, Stefano Annoni, Claudio Angelini, Emanuele Puglia, Francesco Ruotolo, Massimo Sorrentino, Luigi Casarano, Eugenio Dura, Paola Bellisari, Rosaria Iovine, Giovanni Palmieri, Sara Rossi Scene di Tato Russo Musiche di Patrizio Marrone Costumi di Giusi Giustino Regia di Tato Russo - movimenti coreografici di Aurelio Gatti Produzione: Teatro Bellini - Teatro Stabile di Napoli Biglietti: Interi da 15 a 28 € 28.00 € 20.00 €, ridotti, da 12.00 a 23.00 € In concomitanza con La Tempesta, venerdì 15 febbraio alle ore 18 nel Café Rossetti, il direttore della British School di Trieste, Peter Brown condurrà l’incontro con Tato Russo e la compagnia dello spettacolo, per il ciclo Un aperitivo con... Info: tel. 040/3593511 www.ilrossetti.it