Al Visionario di Udine al via la rassegna Praga da una primavera all’altra. 1968 – 1969

UDINE - Mercoledì 10 giugno al Visionario di Udine alle ore 21.00 ha inizio la rassegna cinematografica Praga da una primavera all’altra. 1968 - 1969: pellicole, per lungo tempo proibite, arrivano a Udine a testimoniare quella stagione di riforme, rivoluzione sociale e fervore intellettuale che maturò e morì quarant’anni fa in Cecoslovacchia. Presentata dal Centro Espressioni Cinematografiche e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Udine, parallelamente alla mostra fotografica allestita nell’ex Chiesa di San Francesco, la retrospettiva prevede tre appuntamenti, sempre il mercoledì sera (10, 17 e 24 giugno), con biglietto d’ingresso unico al prezzo speciale di € 3,00 comprendente tutte le proiezioni in programma. Tutte le pellicole della rassegna verranno presentate in lingua originale sottotitolate in italiano. Svoltasi con gran successo da dicembre a inizio marzo nel Palazzo delle Esposizioni di Roma, approda a Udine una retrospettiva inedita. Un’occasione per approfondire gli equilibri sociali e le evoluzioni storiche di un paese – ora formato da due Stati - geograficamente a metà strada tra est e ovest, proprio ora che sta per concludersi il semestre in cui la Repubblica Ceca è Presidente di turno dell’Unione europea. La retrospettiva Praga da una primavera all’altra. 1968 - 1969 è curata da Francesco Pitassio, docente di Storia del Cinema presso l’Università di Udine, che introdurrà la visione della serata inaugurale al Visionario. La proposta cinematografica si concentra sulle pellicole realizzate in Cecoslovacchia tra il 1968 - nel fiorente clima culturale uscito dalla clandestinità - e l’avvento della normalizzazione, successiva all’invasione delle truppe sovietiche, che ingloberà, fino a distruggere, i movimenti insorti. Quattro decenni dopo la prevedibile e drammatica conclusione dell’esperienza sociale e politica della Primavera di Praga, molto resta di quella fortunata stagione. I titoli presentati condividono una vicenda simile: realizzati durante il nuovo corso, dopo la rimozione dei vincoli censori, furono interdetti e invisibili successivamente alla fine della esperienza politica della Primavera. Con molti casi paradossali: produzioni avviate nella fase di incertezza politica conseguente alla invasione sovietica, mai terminati all’epoca, nascosti tra le pizze di film di archivio, rivisti e montati venti anni dopo; oppure, documentari realizzati durante la Settimana di Palach, i sette giorni tra il suicidio del giovane studente per protesta contro l’invasione e le sue esequie, pellicole testimoni del trauma collettivo vissuto da un’intera nazione poi occultate per decenni per sfuggire alla repressione culturale e alla volontà di cancellare il passato. Piccoli messaggi in bottiglia destinati ai posteri… Negli anni Sessanta, la partecipazione al progetto di cambiamento sociale trovò nella cultura uno spazio di riflessione sul presente e il recente passato: il cinema si volse alla fase stalinista per interrogarsi sui suoi effetti nell’antropologia quotidiana, allora e successivamente – è il caso di Lo scherzo (1968) o Cerimonia funebre (1969-1990). Oppure appuntò il proprio sguardo sul presente, interrogandolo attraverso lo strumento della allegoria, come in Il settimo giorno, l’ottava notte (1969-1990), o con lo spietatezza di uno sguardo documentario ai limiti del grottesco, evidente in Riformatorio (1969-1990). Il programma di mercoledì 10 giugno inizia con La Storia Per Otto (Dějiny na osm) di Václav Táborský: un documentario ironico del ‘68 sulle ricorrenza del numero 8 nella storia ceca - nel 1918 la fondazione della repubblica, nel 1938 la perdita dei Sudeti, nel 1948 il colpo di stato del Partito comunista cecoslovacco. La realtà era meno umoristica della finzione e le truppe varcarono i confini, ponendo fine alla Primavera e relegando questo documentario in archivio, fino al 1989. Si prosegue con Lo Scherzo (Žert) di Jaromil Jireš: tratto dal capolavoro di Milan Kundera, il film racconta la storia di Ludvík che all’università, a causa di una battuta scherzosa, ha conosciuto la crudele insensatezza della persecuzione politica, nei campi di lavoro. Poi un insieme di circostanze lo mettono in condizione di vendicarsi del proprio accusatore di allora. Ma la Storia ha sempre un lato tragicomico per Kundera. Chiude il primo appuntamento la proiezione de Il Riformatorio di Hynek Bočan che descrive gli sforzi di un insegnante in un riformatorio giovanile per non omologarsi al cinismo dei propri colleghi e far valere i suoi metodi più umani di fronte alla brutalità prevaricante dei ragazzi. Il film non venne terminato nel 1969 ma quasi venti anni dopo, per essere poi distribuito nelle sale successivamente al crollo delle democrazie popolari. La rassegna Praga da una primavera all’altra. 1968 – 1969 è un’iniziativa organizzata e promossa dal Centro Espressioni Cinematografiche, dal Comune di Udine e dal Dipartimento di Lingue e Civiltà dell'Europa Centro-orientale dell’ Università di Udine in collaborazione con il Národní filmový archiv di Praga e il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Ceca. Tutti gli appuntamenti prevedono un biglietto d’ingresso al prezzo speciale di € 3,00. Mercoledì 10 giugno 2009, ore 21.00 Cinema Visionario, via Asquini, 33 - UDINE Praga da una primavera all’altra. 1968 – 1969 Il programma La Storia Per Otto (Dějiny na osm) di Václav Táborský 1968 - documentario (10’) Lo Scherzo (Žert) di Jaromil Jireš 1968 – v.o. con sottotitoli in italiano (78’) Il Riformatorio (Past´ák) di Hynek Bočan 1969-1990 – v.o. con sottotitoli in italiano (91’) ingresso unico speciale a € 3,00 Rassegna cinematografica a cura di Francesco Pitassio Un’iniziativa organizzata e promossa da Centro Espressioni Cinematografiche Comune di Udine Dipartimento di Lingue e Civiltà dell'Europa Centro-orientale, Università di Udine in collaborazione con Národní filmový archiv, Praga, Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Ceca Info: CEC/Centro Espressioni Cinematografiche tel. 0432299545 info@cecudine.org www.cecudine.org