Alla Scuola Grande San Teodoro una retrospettiva dedicata a Miro Romagna, uno dei maestri del chiarismo veneziano

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[img_assist|nid=13675|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VENEZIA - A due anni dalla scomparsa, la mostra Miro Romagna. 1927 - 2008 intende ripercorrere le tappe salienti del percorso di questo artista, giudicato dalla critica tra i più significativi pittori del chiarismo veneziano post-impressionistico, e forse l'ultimo grande testimone di un’epoca e di una scuola alla quale si attesta l'arte veneto-lagunare del primo e parte del secondo Novecento.

La personale presso la Scuola Grande San Teodoro a Venezia (19 giugno - 8 luglio 2008), che inaugura mercoledì 18 giugno alle 17.30 alla presenza del critico d’arte Enzo Di Martino, è organizzata dall'Associazione Culturale Miro Romagna in collaborazione con la Galleria d'Arte Flaviostocco di Castelfranco Veneto e fa parte di un ciclo di esposizioni antologiche dedicate all'artista veneziano che toccheranno, per ora, alcune città del Veneto. In calendario Villa Pisani a Strà, nel maggio del 2009, e successivamente a Vittorio Veneto, in collaborazione con l'Associazione Culturale il Filò e l’ Assessorato alla Cultura del Comune.

Tre le sezioni in cui si articola la mostra:
Esposte circa quaranta opere fra le quali una ventina dedicate al primo periodo dell'artista, legato al gruppo di pittori di Palazzo Carminati (dal 1956 al 1962): con lui erano Barbaro, Borsato, Domestici, Magnolato....
Quando ci si deciderà a tratteggiare, in un libro o in una mostra, quel periodo, si vedrà la connessione con il “realismo esistenziale” milanese e con altri gruppi italiani, e si capirà come, sotto lo stesso segno acre e risentito, covasse nei veneziani una temperie cromatica tutta particolare: quella che, appunto, Miro Romagna ha espresso così magistralmente (Paolo Rizzi, 1991).
Una piccola sezione sarà inoltre riservata ai ritratti eseguiti dall'artista nel corso della sua vita pittorica ad amici-artisti tra i quali Eugenio Da Venezia, Giovanni Nei Pasinetti, Neno Mori, Giampaolo Domestici, Toni Fulgenzi, Ernani Costantini, e a critici d'arte fra i quali Guido Perocco, Paolo Rizzi, Enzo Di Martino...
E’ forse la mostra più coraggiosa della stagione. Alla Galleria[img_assist|nid=13676|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=559] Sant’Angelo di Venezia Miro Romagna presenta i suoi amici: i ritratti cioè di una ventina di persone, tra cui alcuni artisti ben noti. Con le tecniche del riporto fotografico oggi di moda e con la stessa diffusa assunzione di linguaggi più o meno iperealistico, fare un ritratto alla maniera pittorica parrebbe un anacronismo. Per Romagna diventa invece una sfida. Troppo comodo usare la fotografia o il ricalco: vediamo cosa sa fare un pittore-pittore! Che la sfida sia riuscita o meno ognuno può giudicare... Si riconosce insomma in Romagna il pittore “di razza”, che lavora spavaldamente allo scoperto, mettendo sul tavolo tutte le carte. E oggi, in un tempo in cui gli operatori paiono nascondersi dietro i triangolini e i quadratini di un’impotenza espressiva, l’esempio di questa mostra può essere uno choc salutare (Paolo Rizzi, 1972).
Chiuderà la rassegna una decina di paesaggi recenti di grande dimensione, per lo più scorci lagunari del Canale della Giudecca, del Mulino Stucky e di punta della dogana...
“Si tratta di una veduta delle Zattere alla Marittima con dei lavori in corso del 1996; una visione del 2005 dello stesso porto, più avanzato verso il bacino, con sullo sfondo la chiesa di San Giorgio; ed infine una Venezia immaginata, sfaldata in una luce turneriana – diffusa ed innaturale, che da sola potrebbe forse rappresentare la concezione della pittura che aveva Miro Romagna. Risultando del tutto evidente che l'artista appare oggi uno dei maggiori protagonisti della tradizione pittorica veneziana, quella che prende l'avvio degli incantati e straordinari cieli tiepoleschi, per intenderci. Evitando di proposito di citare la cosiddetta Scuola di Burano, perchè, a parte alcuni grandi personaggi, Miro Romagna ha certamente sopravanzato i limiti immaginativi ed esecutivi di questo pur rispettabile gruppo di pittori di tradizione, nel tentativo di ricollegarsi invece alla grande pittura veneziana” (Enzo Di Martino, 2006).

Miro Romagna (Venezia 1927 - 2006) partecipa alla vita artistica italiana dal 1949 in seno all’opera “Bevilacqua La Masa” di Venezia, esponendo a ben undici edizioni delle [img_assist|nid=13677|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=537]mostre collettive conseguendo il secondo premio nel 1961.
Sue mostre personali vengono allestite a Venezia, Milano (Galleria della Permanente, Galleria Barbaroux, Galleria Bergamini), Bologna (Galleria Voltone), Verona (Galleria Ghelfi), Trento (Galleria d'Arte Gli Specchi), Mestre (Galleria San Giorgio – Galleria Fidesarte), Belluno (Galleria Campdel), Bolzano (Galleria Le chances de l'art), Padova (Galleria Venezuela), Castelfranco Veneto (Galleria Giorgione) , Treviso (Casa dei Carraresi), Conegliano Veneto (Galleria Cristallo), Seattle (Little Gallery).
Partecipa ad importanti rassegne internazionali d'arte ed in particolare al Premio Marzotto, IV Mostra Nazionale di Pittura – Valdagno, Vicenza 1956, (3° premio), al Premio Burano del 1956 (Primo premio Carpano) Mostra Nazionale di Pittura città di Bari 1959 (medaglia d'oro), VII° Premio Marche 1962 (medaglia d'oro), V° Premio Città di Mestre (medaglia d'oro), Premio Gigi Candiani Mestre 1964 (Primo premio), IX Quadriennale di Roma nel 1965, Premio Città di Adria 1967-70 (Primo premio), Biennale d'Arte Triveneta città di Padova 1986, Premio Perotti Arte Sacra 1990 (Primo premio), Premio Nazionale Jacopo da Ponte Bassano del Grappa 1990 (Primo premio), Premio di Pittura i Lions per Mestre 1995 (Primo premio Gruppo Coin).
La spiccata personalità artistica e la qualità delle sue opere lo pongono ben presto tra i maggiori pittori veneti, facendogli conseguire, nel corso della sua maturità artistica, numerosi premi e riconoscimenti in Italia e all’estero.
Ha tenuto corsi di disegno, acquerello, e tecniche pittoriche varie, presso il Centro Internazionale della Grafica di Venezia.
Nell’Anno Accademico 1999-2000, gli è stata dedicata una tesi di laurea presso l’Istituto Universitario di Cà Foscari di Venezia, Dipartimento di Lettere, dal titolo “Miro Romagna pittore e cantore della luce veneziana”.
Sulla sua attività di pittore hanno scritto saggi, su quotidiani e riviste specializzate, molti tra i più eminenti critici d’arte italiani e stranieri. La RAI e la Televisione italiana gli hanno dedicato molti servizi.
Sue opere si trovano in gallerie d’arte moderna pubbliche e private di Venezia (Museo di Cà Pesaro), Milano, Roma, New York, Seattle, Stoccolma, Londra, Parigi, ecc...
Miro Romagna è stato tra i più significativi pittori del “Chiarismo veneziano” post-impressionistico, e forse l'ultimo grande testimone di un’epoca e di una scuola alla quale si attesta l'arte veneto-lagunare del primo e parte del secondo Novecento.
 
 
 
Dal 19 giugno all'8 luglio 2008

Scuola Grande San Teodoro a Venezia, Campo San Salvador 4811 - VENEZIA

Miro Romagna 1927 - 2006

Vernissage: mercoledì 18 giugno, alle ore 17.30

Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 18

Ingresso libero
 
con  il patrocinio del Consiglio Regionale del Veneto, Provincia di Venezia, Comune di Venezia – Assessorato alla Cultura, Fondazione Bevilacqua La Masa 
 

Info: tel. 0415226556
info@miroromagna.it
www.miroromagna.it
 

Nelle immagini: Miro Romagna, Fiori e melograni in giallo,  1977, olio su tela cm 70x80

Miro Romagna, Conchiglia e sardine, 1986, olio su tela cm 50x60

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