Alle Giornate del Cinema Muto l’attualità di J’accuse, il capolavoro antimilitarista di Abel Gance

ConSequenze
[img_assist|nid=24449|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]PORDENONE - J’accuse (1919), la possente epopea di Abel Gance sulla prima guerra mondiale, sarà proiettato alle Giornate del Cinema Muto, in corso a Pordenone, venerdì 9 ottobre, accompagnato dal vivo al pianoforte da Stephen Horne. Il film viene presentato, nell’ambito della rassegna pluriennale Il canone rivisitato, nell’ultima versione a colori restaurata dal Nederlands Filmmuseum di Amsterdam in collaborazione con la Lobster Films di Parigi. Opera di un grande regista, tra i più sperimentali di tutta la storia del cinema, J’accuse - seppure non scevro da errori e difetti - presenta alcuni aspetti formali importanti. Il campionario di innovazioni tecniche è ovviamente inferiore a quello che avrebbe caratterizzato il suo capolavoro Napoleon, ma sono notevoli la sperimentazione del montaggio rapido nelle scene clou della battaglia, l’uso dei carrelli e i dolly per accentuare la disperazione nei movimenti dei personaggi, gli effetti di split-screen (come nella sequenza in cui i soldati morti paiono marciare in parallelo sui sopravvissuti che sfilano in parata sotto l’Arc de Triomphe) e, soprattutto, il virtuosismo delle luci.Tuttavia, da un punto di vista odierno, al termine di un decennio d’inizio secolo segnato da violenze e sofferenze su larga scala, appare più importante ri-vedere J’accuse nel contesto delle devastazioni provocate dalla Grande Guerra, immaginando l’esperienza vissuta dal pubblico in Francia e in Inghilterra, dove il film uscì nel 1919 riscuotendo un enorme successo.Gli ultimi anni di guerra avevano sollevato reazioni di rabbia e [img_assist|nid=24450|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=481]disperazione in cui si insinuavano nuovi sogni e fervore rivoluzionario, sentimenti colti istantaneamente da Gance, che concepì il film a conflitto ancora in corso. In J’accuse si respirano rabbia e disperazione per le sofferenze dei soldati e della popolazione, e soprattutto per l’enorme spreco di vite umane, inconcepibile fino a quel momento storico. A colpire maggiormente nel film, oltre ai dolori e alle violenze vissuti tra le mura domestiche (riassunte nella travagliata vicenda umana dei protagonisti e in particolare di Edith, violentata dai soldati tedeschi), sono infatti le molte sequenze della terza parte che testimoniano le sofferenze e la morte dei soldati al fronte (le trincee piene di pioggia, il freddo insopportabile, i cadaveri nel fango, i corpi accatastati dentro una cattedrale in rovina), e che culminano nella famosa, sconvolgente avanzata dei veri “morti viventi”, i soldati uccisi che risorgono per tornare alle loro case e raccontare le atrocità della guerra.Oggi J’accuse non può essere definito un film pacifista: i riferimenti al cieco patriottismo come responsabile di tanta devastazione appaiono troppo vaghi e finiscono per annullarsi in un’attribuzione di colpa alla natura stessa. Ma se il grido di accusa si risolve in un grido di impotenza che evita qualsivoglia implicazione e causalità di tipo storico, il film rimane una testimonianza ed emblema insuperato delle atroci sofferenze umane della Grande Guerra.Nel 1921 Gance si recò negli Stati Uniti per presentare la pellicola davanti ad un pubblico di cui facevano parte anche D.W. Griffith e le sorelle Lillian e Dorothy Gish.Com’è noto, nel 1938 il regista girò una nuova versione di J’accuse, opportunamente distribuita alla vigilia della seconda guerra mondiale. Ma anche se utilizzò parte del metraggio dell’originale, si trattò in sostanza di una nuova pellicola e l’impatto non fu altrettanto forte.   Dal 3 al 10 ottobre 2009 Le Giornate del Cinema Muto 2009 – XXVIII edizione Venerdì 9  ottobre Il programma Teatro Verdi Ore 9.00 Riscoperte/Rediscoveries The Steinhoff Project Ein Mädel Und 3 Clowns (GB/DE 1928), Hans Steinhoff; 35mm, 90'Pianoforte: Günter Buchwald Ore 10.30 Albatros Le Chasseur De Chez Maxim’s (FR 1927), Nicolas Rimsky & Roger Lion35mm, 127'; Pianoforte: Neil Brand Ore 14.30 Sherlock E Gli Altri/ Sherlock And Beyond - 7 Pianoforte: Gabriel Thibaudeau Ore 16.15 Muti Del XXI Sec./21st Century Silents In Your Dreams (US 2008)Sydney Duncan; 35mm, c. 3' (16 fps) British Silent Film Festival The Wheels Of Chance (GB 1922)Harold Shaw; 35mm, 74' Pianoforte: Philip Carli Ore 17.30 Riscoperte/Rediscoveries Bois d’Arcy 40 L’île enchantée (FR 1926)Henry Roussell; 35mm, 111'Pianoforte: Pordenone Masterclasses Aspirant Ore 20.30 Il Canone Rivisitato/The Canon Revisited J’accuse (FR 1919), Abel Gance; 35mm, 192' Pianoforte: Stephen Horne Ridotto del Verdi Ore 9.00 Albatros Harmonies De Paris (FR 1928), Lucie Derain; 35mm, 28' La Nuit Du 11 Septembre (FR 1919), Dominique Bernard-Deschamps; 35mm, 47' Ore 13.00 Collegium Dialogue - 6 Costruire una filmografia: il contesto, il metodo, gli obiettivi Building a Filmography: Context, Method, Aim Ore 14.30 Ritratti/Portraits Charlie Goes To School (GB 2009) Peter Wyeth; HD video, 25' Note su “Sherlock Jr.” di Buster Keaton (IT 2009), Francesco Ballo, Paolo Darra; 70' Ore 16.15 Ritratti/Portraits Helsinki, Ikuisesti (FI 2008) Peter von Bagh; Beta SP, 75' Ore 17.30 Domitor Meeting Auditorium della Regione Ore 11.00 The Pordenone Masterclasses 2009 Convento di S.Francesco Ore 18.00 Incontro con l’autore/Meeting The Author   Info: La Cineteca del Friuli info@cinetecadelfriuli.org www.cinetecadelfriuli.org/gcm