Antonio DeSimone vince la Keith Medal 2007

TRIESTE - Il premio della Royal Society of Edinburgh al matematico della Sissa Perchè i rilevatori antitaccheggio suonano se qualcuno cerca di andar via da una libreria senza pagare il libro infilato nella borsa? «Per le striscette antifurto che, se magnetizzate, suonano - spiega Antonio DeSimone, professore di Scienza delle costruzioni alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste -. Di materiale ferromagnetico dolce, sono facilmente magnetizzabili e smagnetizzabili con piccoli campi magnetici». Le etichette antitaccheggio, utilizzate per prevenire il furto della merce anche nelle biblioteche, in profumeria e nei negozi di abbigliamento, sono solo una delle modalità applicative di certi materiali ferromagnetici soffici di cui DeSimone ha studiato i pattern di magnetizzazione sotto l’azione di un campo magnetico. Ricerca per la quale si aggiudica la Keith Medal 2007 della Royal Society of Edinburgh. La Keith Medal è un premio dell’Accademia nazionale di Scozia per ricerche pubblicate su Proceeding of the Royal Society, che abbiano contribuito ad ampliare le conoscenze nel campo della matematica o delle scienze della terra. Per la prima volta assegnata nel 1829, ha tra i suoi vincitori il fisico e ingegnere William John Macquorn Rankine, George Boole, considerato il fondatore della logica matematica, Clerk Maxwell, padre della prima teoria moderna dell’elettromagnetismo, e più recentemente i matematici John Ball e Vladimir Sverak. Con DeSimone, riceveranno il premio il prossimo 20 settembre a Edimburgo, Stefan Muller, Robert Kohn e Felix Otto, coautori del lavoro A compactness result in the gradient theory of phase transitions, pubblicato nel 2001. «Scopo della nostra ricerca era prevedere i campi di magnetizzazione in film sottili di materiali ferromagnetici, attraverso l’analisi matematica e le simulazioni numeriche – illustra De Simone -. Un aspetto particolare riguarda il risultato ottenuto: coincide esattamente con quello che contemporaneamente ottenne un gruppo di ricerca della Scuola Normale di Pisa (Luigi Ambrosio, Camillo De Lellis e Carlo Mantegazza). Con tecniche completamente diverse. Noi abbiamo usato delle tecniche tipiche dei sistemi di leggi di conservazione, loro tecniche di teoria geometrica della misura. Questo ha dato il via a un nuovo filone di ricerca: le tecniche di teoria geometrica della misura si possono applicare nel mondo delle leggi di conservazione e viceversa». Antonio DeSimone è nello staff del settore di Analisi funzionale della Scuola di eccellenza di Trieste dal 2002. Dopo la laurea in Ingegneria civile conseguita all’Università Federico II di Napoli e il titolo di dottore di ricerca in Meccanica, all’Università del Minnesota, DeSimone è stato ricercatore all’ateneo romano Tor Vergata per poi dirigere il gruppo di ricerca Multiscale Phenomena in Materials al Max Planck Institute for Mathematics in the Sciences di Lipsia. Alla Scuola di Trieste ora è impegnato nello studio delle proprietà fisiche di quelle superfici che presentano particolari proprietà idrorepellenti come le foglie dei fiori di loto, indaga la locomozione dei microrganismi, quali batteri e nanorobot, e studia nuove tecniche per proteggere il travertino romano, materiale dalla superficie molto porosa. Inoltre, in collaborazione con Gianni Dal Maso e altri ricercatori del gruppo di matematica applicata, si occupa di fenomeni di plasticità e di meccanica della frattura.