TRIESTE - Venerdì 12 marzo va in scena al Teatro Orazio Bobbio il nono spettacolo del cartellone di prosa della Contrada: Tramonto di Renato Simoni. Coprodotto da Teatri SpA, dal Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” e dalla stessa Contrada.
Stagione Teatrale 2009-2010
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Stagione Teatrale 2009-2010
Dal 12 al 14 marzo 2010
Venerdì 12 e sabato 13 marzo, ore 20.30; domenica 14 marzo, ore 16.30
Tramonto
di Renato Simoni
con Dorotea Aslanidis, Nicoletta Maragno, Giancarlo Previati
regia Damiano Michieletto
Teatri S.p.A., Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile di Trieste
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Stagione Teatrale 2009-2010
Venerdì 12 marzo 2010, ore 20:45
Il tempo delle susine verdi
di Paolo Hendel e Piero Metelli
con Paolo Hendel
Una produzione: Agidi srl
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Stagione Teatrale 2009-2010 - Teatro Veneto 9a edizione
Venerdì 12 marzo 2010, ore 21.00
di Ray Cooney
BigliettI: unico € 7,00
“Taxi a due piazze”, brillante commedia in due atti, è il fiore all’occhiello nella produzione di Ray Cooney, autore inglese contemporaneo in cartellone nei più importanti teatri del mondo. E’ una giostra sulla quale il pubblico è invitato a salire, vivendo in prima persona le peripezie degli attori che divengono ora l’uno ora l’altro loro beniamini. In un crescente coinvolgimento si passa da un sorriso iniziale di circostanza ad un riso pieno e sincero; il frenetico susseguirsi di battute e doppi sensi, l’intreccio delle situazioni, l’intricarsi degli elementi è paragonabile allo scoppio di fuochi d’artificio. Da sottolineare la freschezza della simpaticissima traduzione che, innestando il punzecchiante umorismo inglese nell’humus di un’ambientazione romana, ha reso ancora più vivace e colorata la rappresentazione. La regia ha scelto di non sottolineare ulteriormente quanto già presente, ma di accompagnare per mano lo svolgersi dell’azione cercando un ritmo rapido e sciolto che senza pause di riflessione, facesse emergere le caratteristiche dei personaggi: Carla e Barbara così diverse in tutto ma ugualmente mogli innamorate, Pascucci e Ferroni, brigadieri integerrimi nel loro lavoro ma diversi nei risvolti umani, l’amico Fattore, allucinato viveur, Bobby il vicino “particolare” del piano di sopra e il protagonista Mario Rossi, tassista freneticamente impegnato su due fronti. Complessa è stata la preparazione della commedia, che ci ha impegnato tutti in un intenso lavoro d’equipe; trovare il giusto ritmo amalgamando il tutto è costato fatica, ma dobbiamo dire che si è rivelata una bellissima esperienza proficua sul piano umano e professionale. Il prodotto lo offriamo al pubblico augurando buon divertimento.
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Stagione Teatrale 2009-2010
Tanti saluti
di Giuliana Musso
con Beatrice Schiros, Gianluigi Meggiorin, Giuliana Musso
direzione clown: Maril Van Den Broek
Regia di Massimo Somaglino
Una produzione: La Corte Ospitale
E' evidente che non c’è idea – per quanto strana essa possa essere- che gli uomini non siano disposti ad accettare con gioia, se soltanto riesce a distoglierli anche in minima misura dalla coscienza della loro finitezza, se soltanto alimenta la speranza in una qualche forma d’immortalità”. Norbert Elias, “La solitudine del morente” “Tanti Saluti” porta in scena tre clown e a loro consegna il non dicibile: il racconto delle paure, degli smarrimenti e delle soluzioni paradossali che mettiamo in atto di fronte alla morte. Unici oggetti di scena: tre nasi rossi e una cassa da morto. “Tanti Saluti” vuole esplorare, attraverso una ricerca di stampo sociologico, il tema del morire ai nostri tempi. Abbiamo raccolto testimonianze e racconti dai principali protagonisti dell’evento: medici, infermieri, familiari e morenti. Abbiamo visitato i teatri del morire: ospizi, ospedali, hospice, case. Indagato le sue nuove declinazioni: cure palliative, accanimento terapeutico, protocolli di rianimazione, eutanasia. E abbiamo anche ascoltato chi è stato così vicino al punto della morte da non averne poi più alcun timore.
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Stagione Teatrale 2009-2010
Venerdi 12 marzo 2010, ore 20:45
di Mara e Bruno Bergamasco
con i Trigeminus (Mara e Bruno Bergamasco)
Una produzione: Ambaradam
Il nuovo spettacolo dei Trigeminus è uno spaccato di vita quotidiana tra teatro e cabaret in tre episodi ambientati in luoghi e situazioni… più o meno sicuri. All’interno della sua fabbrica di sedie, un artigiano è impegnato, dall’alba al tramonto, a produrre il maggior numero di sedie possibile da vendere al “suo grosso” cliente tedesco entro i termini contrattuali. L’ultimo dei suoi pensieri è occuparsi della sicurezza sul lavoro! Dal luogo di lavoro alle quattro mura domestiche nell’episodio di cui sono protagonisti una madre e suo figlio: lui non vuole saperne di sposarsi nonostante l’età; lei è una donna ancora in salute, energica e lo vorrebbe vedere sistemato. Il rapporto si appesantisce quando il figlio inizia a rimproverare la madre perché non organizza in maniera ordinata e logica la sua giornata in casa mettendo spesso in pericolo la sua incolumità. Infine, un uomo di mezz’età, uno spaccone, è alla guida della sua auto. Una signora gli chiede gentilmente un passaggio accorgendosi, troppo tardi, che il tipo non è proprio raccomandabile… Sicurezza. In fabbrica, a casa, sulla strada. Un tema serio e importante raccontato con la leggerezza e l’ironia tipiche dei Trigeminus. E gran finale a sorpresa!
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Rassegna Teatrale S.Giovanni 2009/10
Venerdì 12 marzo 2010, ore 21:00
liberamente ispirato a La metamorfosi di Franz Kafka
testo e regia di Ugo Chiti
scene: Daniele Spisa
costumi: Giuliana Colzi
luci: Marco Messeri
Musica originale e adattamento: Vanni Cassori e Jonathan Chiti
Testo vincitore del 49° Premio Riccione per il Teatro Premio ETI 2009 come migliore attrice protagonista a Giuliana Lojodice
Anna: Giuliana Lojodice
Signor Samsa: Massimo Salvianti
Signora Samsa: Giuliana Colzi
Grete: Lucia Socci Procuratore
Signor Gotti: Dimitri Frosali
Signor Curzi: Andrea Costagli
Violinista: Alessio Venturini
“Quando Gregor Samsa si risvegliò una mattina da sogni inquieti si ritrovò nel suo letto trasformato in un insetto gigantesco”. L’incipit, probabilmente, più folgorante di tutta la letteratura moderna, potrebbe essere cambiato nel più dimesso “quella mattina quando Anna arrivò in ritardo di oltre cinque minuti, vide il signore e la signora Samsa seduti nel tinello in attesa di fare colazione. La figlia Grete aveva già messo il latte sul fornello e Anna, scusandosi con tutti, notò che il signorino Gregorio non era ancora in piedi malgrado fossero già le otto passate” Questo cambio prospettico è uno sguardo autonomo e diverso su uno dei racconti più emblematici del novecento “La metamorfosi” di Franz Kafka. Uno sguardo defilato, dal basso, che mette al centro della scena il personaggio marginale di Anna assumendola come punto di osservazione per l’intera vicenda. Scelta prospettica che sottolinea un aspetto “portante” della metamorfosi; quella disperante ovvietà quotidiana che si respira in casa Samsa come la studiata comicità involontaria che spesso illumina i personaggi evidenziandone il tragico. Nel racconto di Kafka Anna è l’anziana vedova che la famiglia Samsa assume come donna tutto fare dopo quanto accaduto a Gregor, nel testo teatrale Anna è da subito testimone dell’insolito risveglio di Gregor-Gregorio. La donna, inizialmente allontanata quasi esclusa dal dramma familiare viene poi coinvolta fino ad assumerne tutto il peso e le responsabilità. Anna si presenta come un donnetta loquace e inopportuna ma presto lascia intravedere un cuore ruvido e semplice capace di relazionarsi con tutti i personaggi di casa Samsa compresa l’angosciosa esclusione di Gregorio. Anna si muove, in parte, parallela alle dinamiche conosciute della vicenda, in parte “attivando” quelle che potremmo chiamare “le scene assenti” del racconto o le “scene appena percepite” da Gregorio attraverso la porta chiusa della camera. Anna con la sua tenera, riduttiva visione del vivere è uno sguardo disincantato ma anche giaculatoria affettuosa, grido struggente, rabbioso che commenta e accompagna la tragedia di ogni diversità, come la condizione estrema del vivere accanto al dolore. Ugo Chiti
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Mira al Cuore 2009/10
Venerdì 12 marzo 2010, ore 21.00
di William Shakespeare
spettacolo di Massimiliano Civica
con Elena Borgogni, Oscar De Summa, Mirko Feliziani, Angelo Romagnoli
maschere realizzate da Andrea Cavarra
Premio Ubu 2009 Miglior Regia
Massimiliano Civica – Fondazione Teatro Due
Scritta intorno al 1596, la commedia in cinque atti composta di prosa e versi presenta la storia di un patto non mantenuto e di una vendetta sullo sfondo della millenaria intolleranza religiosa nei confronti degli ebrei. Per il regista Massimiliano Civica, dopo il successo ottenuto nella scena off con Ai fantoccini meccanici, Grand Guignol e La parigina, Il mercante di Venezia di Shakespeare rappresenta l’approdo, felicemente riuscito, sulle scene teatrali. “Il Mercante di Venezia è un enigma. Non provo neanche a sintetizzare le tante questioni interpretative che solleva. È nella nostra voglia di interpretare, di spiegare, cioè di sciogliere l’enigma, che forse si trova un vizio di forma, il peccato originale. Perché pensiamo che l’enigma sia una domanda? Siamo sempre stati convinti che esso preveda e contenga una risposta, che solleciti la sua risoluzione. L’enigma non è una domanda, ma una certificazione della realtà. Non è qualcosa da capire, è qualcosa da contemplare. Come si contempla un paesaggio, il mare, l’abisso dei nostri ricordi, un amore, l’irriducibilità al senso di ogni manifestazione piena della vita.” Massimiliano Civica
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Stagione Teatrale 2009-2010
Dall'11 al 14 marzo 2010, orre 20:30
domenica 14 marzo solo alle ore 16:00
di Carlo Goldoni
regia Toni Servillo
scene Carlo Sala
costumi Ortensia De Francesco
luci Pasquale Mari
Teatri Uniti / Piccolo Teatro di Milano - Teatro
d'Europa
Biglietti: Centrale € 25,00
Centrale ridotto € 21,50
Laterale € 23,50
Laterale ridotto € 20,50
Loggione + palchi laterali dietro I, II e III ord. € 12,00
Gruppi scuola € 8,50

