Al Salone degli Incanti di Trieste i corpi di Ricardo Cinalli

E20

TRIESTE - Dal 24 marzo al 27 aprile 2013, l’ariosa eleganza dell’architettura del Salone degli Incanti di Trieste fa spazio alla monumentalità dei corpi nella mostra La metafora del perturbante del pittore argentino Ricardo Cinalli.

La metafora del perturbante,  esposizione ideata dal presidente dell’Associazione Culturale Woland, Claudio Crismani, nasce per permettere anche al grande pubblico italiano di conoscere e approfondire l’opera di questo importante artista contemporaneo. 
Artista che presenta due facce: una notevole poliedricità (oltre a una maestrale padronanza dei diversi linguaggi) e nel contempo un’esemplare coerenza artistica, che ponendosi come suo tratto distintivo, gli ha permesso di raggiungere, attraverso il suo trentennale percorso artistico, il consenso dei nomi più alti della critica e dei media.

Cinalli, nel dipingere, concepisce l’opera in scala monumentale: questa tensione  ad “espandersi” proviene anche dall’influenza che la tradizione rinascimentale italiana esercita su di lui, ma non solo. L’opera di Cinalli infatti significa anche poliedricità, mescolare l’eredità pittorica italiana con un’espressione immediata, di grande impatto, e con la sua esperienza di scenografo teatrale.
Il titanismo trova la sua radice nella mia infanzia: da bambino ho fatto, sul muro di una delle stanze della mia casa, una Venere di Milo di dimensioni gigantesche. In quel momento della mia vita ero in Argentina, nel mezzo della campagna desertica – spiega l’artista - e non avevo nessun contatto con gli affreschi umbri o toscani. Successivamente, con la mia permanenza, tanto quella a Londra quanto quella in Italia, ho capito più a fondo questo tipo di espressione, fino a sentirla naturale dentro di me..

La metafora del perturbante si compone di una selezione di 52 opere monumentali e si articola in 7 sezioni, ognuna rivolta a  descrivere i conflitti e gli interrogativi dell’essere umano di fronte ai grandi temi classici: la trascendenza, la dimensione del tempo, l’arte, la creazione, la religione, il sesso e la morte. Quest’esposizione,  di importanza “monumentale” per il capoluogo triestino, è curata da critici di altissima statura morale, quali Edward Lucie Smith, Patricia Rizzo e Sanda Miller. Se Trieste è il trampolino di lancio per questa mostra, l’intento è quello di esportarla in diverse città come Venezia, Milano, Firenze, Roma e Palermo.

Ricardo Cinalli, classe 1948, nasce in Argentina, a Santa Fe, da genitori italiani. Laureatosi in psicologia all’Università di Rosario, vive e lavora tra Buenos Aires e Londra, dove si è stabilito dal 1973 e dove ha perfezionato i suoi studi artistici seguendo i corsi della Harrow School of Art e del prestigioso Hornsey College of Art, scuola famosa per vantare, tra i suoi iscritti, Richard Wilson, Anish Kapoor, Dante Leonelli e  John Lennon.  Oltre ad aver realizzato numerose opere in Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Unione Sovietica, Spagna, Norvegia e Inghilterra, Cinalli ha trovato lo spazio ideale per esprimere il suo “titanismo” artistico anche in Italia, a Terni, dove, nel 2007,  ha realizzato l’affresco “La Resurrezione” sulla controfacciata del Duomo e, nel 2008, gli affreschi per la Nuova Cappella della Chiesa di S.M. della Misericordia.

Dal 24 marzo al 27 aprile 2013

Salone degli Incanti, ex Pescheria, Riva Nazario Sauro - TRIESTE

Ricardo Cinalli - La metafora del perturbante

Vernissage: sabato 23 marzo 2013 alle ore 17:00 all'Auditorium del Museo Revoltella la presentazione della mostra con la partecipazione di Ricardo Cinalli artista, Edward Lucie Smith critico d’arte, Sanda Miller critico d’arte,Patricia Rizzo critico d’arte-, ospite d’onore María Kodama. A seguire inaugurazione alle ore 18.30 al Salone degli Incanti

Orario: da martedì a venerdì 17:00-20:00; festivi 10:00-20:00

Biglietti: ingresso intero € 6,00, ridotto € 4,00, gratuito fino a 14 anni

Mostra realizzata dall’Associazione Culturale Woland e dalla casa editrice Elzeviro, in collaborazione con il Comune di Trieste.

Info: www.lametaforadelperturbante.it
www.associazionewoland.org