Il Simbolismo in Italia in mostra a Palazzo Zabarella

E20
Dal 1° ottobre al 12 febbraio del 2012 a Padova il grande evento espositivo

PADOVA - Dal 1° ottobre al 12 febbraio del 2012, Palazzo Zabarella di Padova ospita il grande evento espositivo Il Simbolismo in Italia, che ripercorre, per la prima volta, la vicenda artistica del movimento, nel panorama artistico italiano.

Il tema e l'ambito sono ben noti: a cavallo tra Otto e Novecento, l'inconscio irrompe nell'arte e nulla sarà più come prima. E' la scoperta di un mondo "altro", affascinante, intrigante, di una nuova lente che vira la percezione di ogni realtà, si tratti di un paesaggio fisico e di un moto dell'anima. E' la storia di un movimento che si estende velocemente su scala europea ma che qui viene compitamente, ed è la prima volta, indagato nella sua fondamentale vicenda italiana.
Non senza proporre confronti oltre confine e in particolare con l'ambito austriaco del Simbolismo: valgano tra tutti la Giuditta - Salomè, di Gustav Klimt o Il Peccato, celebre capolavoro di Franz von Stuck: due opere che valgono da sole la visita alla mostra.
Ma se i raffronti internazionali sono di assoluta qualità, ciò che di italiano offrono le otto sezioni di questa mostra, non è certo da meno.
Sono opere che, nel loro insieme, ricostruiscono quel dibattito sulla missione dell'arte che infuocò quegli anni di decisive mutazioni sociali. Opere che evocano ciò che aleggiava negli ambienti letterari e filosofici di Gabriele D'Annunzio o di Angelo Conti o nei cenacoli musicali devoti a Wagner, mentre le Esposizioni portavano in Italia i fermenti dei movimenti europei.

Proprio con una esposizione, la Triennale di Brera del 1891, si apre l'itinerario della mostra che presenta affiancate Le due madri di Giovanni Segantini e Maternità di Gaetano Previati, quadri che segnano la sintesi fra divisionismo e contenuti simbolici. Segue una sezione dedicata ai protagonisti: gli artisti italiani e stranieri che parteciparono direttamente a quell'avventura poetica cresciuta intorno al Manifesto del 1886 di Jean Moréas e all'arte di pensiero foriera della poetica degli stati d'animo.

Un paesaggio è uno stato dell'anima scriveva Henry-Frédéric Amiel e a questo principio è ispirata la sezione che, trattando del sentimento panico della natura, espone opere dove prevalgono, nella rappresentazione del paesaggio, la nebbia, i bagliori notturni, la variabilità atmosferica, le situazioni insomma più facilmente collegabili ai turbamenti psicologici. A prefazione di questo tema l' Isola dei morti di Böcklin nella raffinata ed inedita versione di Otto Vermehren, affiancata dai dipinti di Vittore Grubicy, di Pellizza da Volpedo, di Plinio Nomellini.
Il mistero della vita è il soggetto della successiva sezione. Qui troviamo la rappresentazione di azioni quotidiane: la processione, le gioie materne, il viatico, la partenza mattutina. Emblemi di quell'artista veggente che aveva il compito, secondo le teorie simboliste, di decifrare il mondo dei fenomeni e di cogliere le affinità latenti e misteriose esistenti tra l'uomo e la realtà circostante. Alle soglie del Novecento, Angelo Conti affermava che la natura, anche nelle sue calme apparenze, era tutta uno spasimo, una frenesia di rivelarsi ed esprimere, per mezzo dell'uomo il segreto della sua vita: un segreto che spesso era demandato a rappresentazioni dense di rimandi letterari, di evocazioni mitologiche cariche di sensualità, in cui l'artista esibiva la capacità di trasformarne quei contenuti in immaginazioni rare e coinvolgenti, come nei dipinti di Pellizza da Volpedo, Morbelli e Casorati.
L'ispirazione preraffaellita domina la pittura di Giulio Aristide Sartorio, Adolfo De Carolis realizza le aspirazioni figurative di D'Annunzio, Galileo Chini intesse sontuose e iridescenti allegorie, Leonardo Bistolfi interroga la Sfinge, Gaetano Previati riscopre nella storia il dramma di Cleopatra: le sezioni che illustrano il mito e l'allegoria propongono i capolavori di questi artisti mettendone in evidenza la portata internazionale attraverso il confronto - clamoroso per importanza e qualità - con le opere di Gustav Klimt e di Franz von Stuck.
E' nella sezione dedicata al bianco e nero, cioè alla nutrita produzione grafica degli anni fra Otto e Novecento, che meglio si comprende il dialogo degli italiani con la cultura figurativa mitteleuropea, impegnata ad indagare i più riposti sentimenti dell'uomo, i suoi fantasmi interiori. Spiccano in questa i fogli di Gaetano Previati, di Alberto Martini, di Romolo Romani, di Giovanni Costetti, di Umberto Boccioni, del giovane Ottone Rosai, che variano dall'allegorico, al fiabesco, al fantastico, all'orrido, confermando l'idea allora ricorrente che solo attraverso il disegno si riuscisse a preservare la spiritualità della visione dalle scorie della quotidiana esperienza.
Il percorso della mostra si conclude nella Sala del Sogno, che alla Biennale di Venezia del 1907 aveva consacrato le istanze e le realizzazioni della generazione simbolista creando una vera e propria scenografia affidata all'ingegno decorativo di Galileo Chini e agli artisti che, con la loro militanza, avevano contribuito ad alimentare le poetiche del piacere e dell'inquietudine, della bellezza e del mito, della spiritualità e degli stati d'animo, sostenendole con tenacia fino alle soglie della rivoluzione futurista cui introducono due capolavori ancora simbolisti di Umberto Boccioni come Il sogno (Paolo e Francesca) e La sorella intenta a cucire.

Dal 1° ottobre 2011 al 12 febbraio 2012

Palazzo Zabarella, Via degli Zabarella, 14 - PADOVA

Il simbolismo in Italia

Artisti: Leonardo Bistolfi, Umberto Boccioni, Felice Casorati, Galileo Chini, Giovanni Costetti, Adolfo De Carolis, Vittore Grubicy, Gustav Klimt, Alberto Martini, Plinio Nomellini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Romolo Romani, Ottone Rosai, Giulio Aristide Sartorio, Giovanni Segantini, Otto Vermehren, Franz Von Stuck

A cura di Fernando Mazzocca e Carlo Sisi con Maria Vittoria Marini Clarelli, direttore della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Vernissage: venerdì 30 settembre, alle ore 12.00 (conferenza stampa di presentazione)

Orario: Tutti i giorni 9.30 - 19.00 (la biglietteria chiude 45 minuti prima). Chiuso il lunedì non festivo

Biglietti: intero euro 10.00; ridotto speciale euro 8.00; ridotto di legge euro 5.00; gratuito per bambini sotto i 6 anni, giornalisti con tesserino e visitatori diversamente abili (con più del 50% di invalidità)
Prenotazione: euro 1.00 a persona (obbligatoria per gruppi e scolaresche)
Visite guidate: gruppi euro 110.00; scolaresche euro 50.00

Mostra promossa da: Fondazione Bano, Fondazione Antonveneta In collaborazione con: Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma Galleria d'Arte Moderna, Milano

Info: tel. 049.8753100

info@palazzozabarella.it

www.palazzozabarella.it 

Nelle immagini: Umberto Boccioni, Il Sogno (Paolo e Francesca), 1908-1909 Collezione privata
Gustav Klimt, Giuditta II. Salomè, 1909 Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro (Foto Claudio Franzini)
Franz von Stuck, Il Peccato, 1908 Palermo, Galleria d’Arte Moderna “E. Restivo”, foto Giacomo D’Aguanno