Scolpire gli Eroi. La scultura al servizio della memoria al Palazzo della Ragione di Padova

E20

PADOVA - Un popolo che ha grandi monumenti onde inspirarsi non morirà del tutto, e moribondo sorgerà a vita più colma e vigorosa che mai. L'affermazione di Ippolito Nievo apre la grande mostra Scolpire gli Eroi. La scultura al servizio della memoria, in programma al Palazzo della Ragione Padova, dal 21 aprile al 26 giugno.

La mostra propone una singolare storia del Risorgimento narrata attraverso circa ottanta bozzetti riferiti ai più importanti monumenti italiani: dal Vittorio Alfieri di Antonio Canova al Duca d'Aosta di Arturo Martini, Eugenio Baroni e Publio Morbiducci, passando per Pietro Tenerani, Ettore Ximenes, Ettore Ferrari, Ercole Rosa, Leonardo Bistolfi, Giuseppe Grandi, Mario Rutelli, Odoardo Tabacchi, Emilio Zocchi, Francesco Barzaghi, Pietro Bordini, Luigi Borro, Enrico Butti, Davide Calandra, Pietro Canonica, Guglielmo Michieli, Eugenio Pellini.

Già la sede, il Palazzo della Ragione, dà conto dei caratteri di eccezionalità di questa rassegna: si tratta dell'immenso Salone affrescato dove davanti a tutto il popolo si amministrava nel Medioevo la giustizia.
Subito dopo il 1861 e ancor più verso la fine del secolo, l'Italia rese omaggio a chi aveva reso possibile il processo di unificazione, e in ogni città sorsero comitati per raccogliere sottoscrizioni pubbliche e finanziare la realizzazione di monumenti celebrativi dei quattro Padri della Patria - Mazzini, Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele - e degli eroi locali che avevano partecipato alle lotte.
Per queste opere vennero banditi concorsi di respiro nazionale cui partecipano i più grandi scultori del momento, e le città maggiori divennero esempio e modello per quelle minori: nevralgico fu il ruolo di Milano, Roma e Torino che, anche in quanto sedi di accademie storiche, rappresentavano i riferimenti della scultura monumentale italiana. Proprio perché doveva conciliare l'Italia intera, questa seppe sviluppare un linguaggio nazionale, compreso e condiviso nell'intera Penisola, in un percorso che andò sviluppandosi dal neoclassicismo di Canova, per sfociare nella pulizia formale e nel "nuovo classicismo" del Novecento.

La mostra si concentra sui soggetti ricorrenti: Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso di Cavour e Giuseppe Mazzini. All'indomani della scomparsa del I re d'Italia l'intera Penisola lanciò sottoscrizioni per la sua commemorazione con esiti grandiosi come il Vittoriano romano, citato in mostra dal modello del gruppo equestre presentato da Odoardo Tabacchi.
A Garibaldi - forse il personaggio più amato e rappresentato del nostro Risorgimento - vennero dedicati soprattutto dopo la morte nel 1882, monumenti in quasi tutte le città e cittadine d'Italia: in mostra è presente il bozzetto del monumento di Torino - completo anche del basamento - , quello di Michieli per Udine, città nella quale il sentimento irredentista caricava l'opera di un significato profondo e combattivo, o il più moderno Garibaldi a cavallo di Enrico Butti per il concorso di Milano, fino ad arrivare a due tardi esempi di Arturo Martini mai realizzati. Di Mazzini sono presenti il bozzetto con cui Ettore Ferrari si aggiudicò il grande monumento romano, e quello milanese di Giovanni Spertini.
Oltre a ricordare le diverse forme in cui vennero celebrati i protagonisti della storia risorgimentale, l'esposizione vuol aprire una parentesi sui "padri spirituali" che vaticinarono l'unità: come Ugo Foscolo, consolato dall'Italia dopo il trattato di Campoformio nello splendido gesso di Odoardo Tabacchi; piange anche l'Italia turrita sulla tomba di Vittorio Alfieri in Santa Croce a Firenze, nel bozzetto capolavoro di Antonio Canova. Non manca un accenno all'eroina napoletana Eleonora Pimentel Fonseca, ancora di Tabacchi, e a Giuseppe Verdi - nel gesso di Butti - nelle cui note gli italiani riconobbero il coraggio della rivolta.
L'esposizione rende poi omaggio a dei grandi "comprimari": Niccolò Tommaseo, presente in mostra con i due esempi del monumento di Veneziane di Selenico, e Daniele Manin celebrato sia nella sua Venezia - e la mostra propone il bozzetto di Luigi Borro - che a Firenze e Torino. O ancora Carlo Cattaneo, di cui è esposto il bozzetto del monumento di Milano, opera assicuratasi ancora una volta da Ettore Ferrari, o i fratelli Cairoli immortalati sul Pincio da Ercole Rosa.
Per alcuni monumenti, come quello di Vittorio Emanuele II a Venezia o quello al Duca d'Aosta, grazie ad inedite ricerche d'archivio, si sono ricreate le vicende del concorso, mostrando non solo il modello vincente ma portando anche quelli scartati ed analizzando le ragioni della scelta.
In concomitanza con l'esposizione, viene restaurato a Padova il monumento a Mazzini opera dello scultore padovano Giovanni Rizzo. Un intervento che rientra nel vastissimo progetto di restauro dei maggiori monumenti risorgimentali nelle varie regioni e città italiane, dal Veneto alla Sicilia, portato avanti nel 2011 dall'Unità Tecnica di Missione della Presidenza del Consiglio.
La mostra è accompagnata da un supporto multimediale mirato alla contestualizzazione dei bozzetti attraverso video e immagini, sia storiche che attuali.

Dal 21 aprile al 26 giugno 2011

Palazzo della Ragione, ingresso dalla Scala delle Erbe, Piazza Delle Erbe - PADOVA

Scolpire gli Eroi. La scultura al servizio della memoria

Artisti: Eugenio Baroni, Francesco Barzaghi, Leonardo Bistolfi, Pietro Bordini, Luigi Borro, Enrico Butti, Davide Calandra, Pietro Canonica, Antonio Canova, Ettore Ferrari, Giuseppe Grandi, Arturo Martini, Guglielmo Michieli, Publio Morbiducci, Eugenio Pellini, Ercole Rosa, Mario Rutelli, Odoardo Tabacchi, Pietro Tenerani, Ettore Ximenes, Emilio Zocchi

A cura di Cristina Beltrami e Giovanni C. F. Villa

Vernissage: mercoledì 20 aprile, alle ore 11.45 per la stampa. Seguirà la presentazione  (Piazza Cavour) del Monumento a Camillo Benso conte di Cavour a conclusione degli interventi di restauro finanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Unità Tecnica di Missione per le celebrazioni del Centocinquantenario, nell'ambito del Progetto I Luoghi della Memoria e realizzati in collaborazione con il Comune di Padova.  Oltre al Monumento a Cavour, nell'ambito del medesimo Progetto, sono stati restaurati anche i Monumenti a Giuseppe Garibaldi, a Giuseppe Mazzini e a Re Vittorio Emanuele II

Orario: dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 18.00 chiusura biglietteria ore 17.00

Biglietti: intero € 9,00 ridotto € 7,00 - gruppi da 10 a 25 - ultra 65 anni - ragazzi dai 7 ai 18 anni - studenti fino a 26 anni - portatori di handicap - touring club, padova card, Musei tutto l'anno, Ordine architetti Padova

Mostra promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Unità Tecnica di Missione per le celebrazioni del Centocinquantenario e dal Comune di Padova.

Info: 

Unità Tecnica di Missione per il 150^ anniversario dell'Unità d'Italia

 

Direttore per la Comunicazione e le Relazioni esterne: Dott.ssa Maria Emanuela Bruni e.bruni@governo.it
Tel. 06 6779 5055

Direzione Musei Civici, via Porciglia 35
tel. +39 049 8204513
fax +39 049 8204566
padovacultura.padovanet.it