Ascanio Celestini presenta La pecora nera al Cinemazero di Pordenone

ConSequenze

PORDENONE - La pecora nera di e con Ascanio Celestini, in concorso alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia dove ha fatto la sua bella figura, è un film intelligente che in un certo senso sfida le leggi della spettacolarità più banale per attingere vita e smalto dalla stralunata figura del suo autore-interprete, oltre che, beninteso, dal tema messo in scena, quello della follia e dal contesto figurativo immerso in un'indefinita aura pasoliniana cui ha senz'altro contribuito la fotografia di Ciprì.

Il materiale narrativo prende origine dalle ricerche, dall'ascolto di storie vere, dal lavoro di rielaborazione portato a termine da Celestini in fasi successive, e dal quale sono nati il libro omonimo, uno spettacolo teatrale e un dvd. Quindi, se da un lato Celestini paga lo scotto dell'esordio sul grande schermo, dell'inesperienza in materia di linguaggio e messa in scena cinematografica, dall'altro esprime tutta la forza e la verità di un lavoro a lungo meditato. Tutto il film è pervaso dalla presenza del suo interprete, dalla sua allure di donchisciotte dolcemente folle ed introverso, nato sul finire dei «favolosi» anni Sessanta, che si esprime genialmente con ritornelli, litanie, storielle surreali e popolari sia come personaggio che come voce narrante del film. Il film sviluppa contemporaneamente la storia di un bambino e di un adulto (il bimbo stesso da grande). Il bimbo vive con la nonna assieme alla quale, ogni tanto, si reca a portare le uova alla suora del manicomio, «il condominio dei santi», e a far visita alla madre che giace immobile in un letto. Durante le vacanze il papà lo conduce in campagna a curare le pecore assieme ai due fratelli grandi che assoldano una poveretta per soddisfare i loro istinti sessuali. L'adulto (Celestini) risiede assieme ad un amico ammalato, Nicola (Giorgio Tirabassi) nel «condominio dei matti» dove aiuta la suora (Luisa De Santis) e va con lei al supermercato per la spesa. E' lì che incontra Marinella, la bambina di cui si era innamorato, ora diventata addetta alla pubblicità del caffè. Questo incontro gli fa superare lo scivoloso crinale fra l'apparente normalità e la manifestazione di comportamenti devianti. Ed il Celestini regista troverà un modo poetico ed originale per rivelare e dar corpo alla schizofrenia del suo eroe, ennesima, dolente espressione dell'Italia dei vinti.

Il manicomio è un condominio di santi. So’ santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo. Così ci racconta Nicola i suoi 35 anni di manicomio elettrico, e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli anni Sessanta, i favolosi anni Sessanta, e il mondo che lui vede dentro l’istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori – un mondo sempre più vorace, dove l’unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura.

Venerdì 15 ottobre 2010, ore 21:30

Cinemazer - PORDENONE

Ascanio Celestini presenta La pecora nera

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