To be or not to be: Giuseppe Pambieri e Daniela Mazzucato diretti da Antonio Calenda al Giovanni da Udine

Foyer
[img_assist|nid=25199|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]UDINE – Nuovo e atteso appuntamento con la Stagione di Prosa del Giovanni da Udine: da mercoledì 11 a sabato 14 novembre, con una replica pomeridiana domenica 15, andrà in scena la celebre commedia To be or not to be, nell’applaudita versione che Antonio Calenda ha messo a punto per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Nei ruoli principali, due interpreti d’alta scuola come Giuseppe Pambieri e Daniela Mazzucato.     Ian e Maria sono i capocomici di una compagnia teatrale di Varsavia, intenti a provare uno testo non troppo velatamente antinazista. È il 1939 e gli eventi precipitano: Varsavia è asservita a Hitler e la censura impedisce la messinscena. Gli attori ripiegano su Amleto, ruolo che è il pallino di Ian ma che diventa presto il suo incubo: durante il lungo monologo dell’essere o non essere, infatti, Maria si fa raggiungere in camerino da uno spasimante. Proprio grazie a lui, giovane ufficiale dell’aeronautica, il mondo evanescente degli attori diviene fondamentale per giocare una serie di tiri contro gli oppressori nazisti… Una commedia gradevole, vivace, a tratti esilarante, ma niente affatto spensierata, se si mantiene in giusto equilibrio tra leggerezza e impegno contro le nefandezze della storia. È questo il segreto di To be or not to be, titolo shakespeariano con cui Maria Letizia Compatangelo adatta il soggetto dell’ungherese Melchior Lengyet, divenuto poi un film [img_assist|nid=25200|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=427]sopraffino del grande Ernst Lubitsch (Vogliamo vivere, nella versione italiana). Sorridere e riflettere, dunque, grazie al gioco di specchi, travestimenti, disvelamenti che solo il palcoscenico consente e che in questo testo, da teatro nel teatro e a doppia faccia tra finzione e realtà, fa ritrovare a una colorata compagnia di attori le vie della salvezza, della dignità e della beffa anche alla logica truce del dittatore in baffetti. A conti fatti, emerge sottotraccia il filo rosso dell’elogio della fantasia e della bellezza, mediate dal mondo della scena, per paradosso luogo luminoso della verità in cui il re è sempre nudo. Ho amato molto questo testo – racconta Antonio Calenda – perché ritengo che offra una bella e struggente elegia del mondo dello spettacolo, un leggero e dolce apologo su quanto nella vita sia necessaria la poesia. E in tempi sempre più cupi per la cultura, come sembrano diventare irrimediabilmente i nostri, ricordare in qualche modo questa necessità dell’arte, della poesia, del teatro, non appare affatto scontato». E aggiunge: «È il mio primo lavoro con un precedente cinematografico e sebbene fossi felice di affrontarlo, questa vicinanza con il film mi preoccupava un po’. Ma nel testo drammaturgico avviene un piccolo miracolo: pur mantenendo una corretta fedeltà al soggetto, esso se ne alontana anche, assumendo una propria legittimità teatrale. Stagione di Prosa 2009-2010 Dall'11 al 14 novembre 2009, ore 20:45 domenica 14 novembre, alle ore 16:00  Teatro Nuovo Giovanni da Udine, via Trento, 4 - UDINE To be or not to be regia di  Antonio Calenda con Giuseppe Pambieri e Daniela Mazzucato    Una produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Info:  tel. 0432248418 info@teatroudine.it www.teatroudine.it