Caos Calmo. Antonello Grimaldi: "A Berlino per vincere"

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[img_assist|nid=12105|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]UDINE - Caos calmo è il film italiano in concorso al 58esimo festival di Berlino, in programma dal 7 al 18 febbraio. Vado per vincere ha esclamato il regista Antonello Grimaldi sullo stage del cinema Visionario di Udine in occasione della presentazione del film.

E De Cubertin dove lo metti?, incalza Nanni Moretti con la solita ‘esasperante’ ironia, ormai di casa nel capoluogo friulano.

La pellicola, in questo periodo nelle sale, ha tutte le caratteristiche per fare breccia e portare a casa un premio. Partendo dai protagonisti che, oltre a Nanni, annovera Alessandro Gassman, Valeria Golino, Silvio Orlando e Roman Polanski. Ricercate le musiche e, ottima la trama. Un ossimoro per descrivere l’essenza di un uomo. Il caos della vita, dove si mischiano sentimenti, impegni e problemi ai pensieri volutamente calmi, atti a riprogrammare una vita stravolta da un evento luttuoso.

Nanni Moretti nei panni di attore, presente in quasi tutte le scene del film, rappresenta un uomo alle prese con l’elaborazione della morte e una nuova organizzazione familiare dove, al centro, c’è la figlia. Capisce che deve farle sentire il suo essere padre, la sua vicinanza e il suo amore. Lo fa in modo bizzarro ed emblematico, standole sempre accanto fuori da scuola. E’[img_assist|nid=12106|title=|desc=|link=none|align=right|width=571|height=640] così che per Pietro Paladini, il protagonista, comincia una nuova vita. Un’esistenza che ripercorre il passato, vive di introspezione ma, soprattutto, si rimpossessa del tempo dilatandolo fino all’estremo.

Proprio grazie a questa estensione Pietro capisce molte cose di se stesso, rimettendosi in discussione. La sua vita viene riprogrammata sulla panchina del parco prospiciente la scuola elementare frequentata dalla figlia. Incontra le persone più disparate, i vecchi amici, i parenti, gli uomini che contano della sua realtà lavorativa.

Il regista Antonello Grimaldi nel film segue fedelmente la traccia del libro di Sandro Veronesi, edito dalla Bompiani ma, a differenza delle pagine del volume, sul grande schermo si nota meno dolore e maggiore valorizzazione del tempo come strumento di modifiche sostanziali e cambiamento.

La storia era così forte che è stato sufficiente compattarla – spiega il regista – e volevo che il film fosse un one man show con un protagonista forte e assoluto.

Ho cercato di dare il massimo nella recitazione visto che stavolta non vestivo i panni di regista - prosegue Nanni Moretti – e mentre impersonavo Pietro ho capito che mi sono sentito particolarmente vicino a lui nella percezione e nel modo di vivere il dolore. Un dolore che, come ha sottolineato lo stesso Nanni Moretti prima di congedarsi dal pubblico friulano che lo ha travolto di applausi, è trasversale e intacca equamente, ignorando le differenze sociali e qualsiasi incasellamento creato dall’uomo.