Carnicats, hip hop targato Carnia

InterConNessi

[img_assist|nid=11228|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]Sono quattro gatti del bronx carnico. Doro Gjat, Dek “ill Ceesa”, Dee-j Deo e G.I. Joe. Vengono tutti e quattro da Tolmezzo e dintorni. Hanno cominciato per amore del rap e hanno finito per ottenere premi, riconoscimenti e i ragazzini delle medie ascoltano la loro musica. E’ il loro momento.

Il cd Rap Par Cjargnel, uscito nel dicembre 2006 per MusicheFurlaneFuarte/ReddArmy é andato in ristampa nel giro di pochi mesi.

Dal primo gennaio 2007 il gruppo fa parte della nuova etichetta indipendente ReddArmy, capitanata dal veterano dell’hip-hop friulano Fulvio“C-Sal” Romanin. E tutto questo mese nelle edicole friulane sta andando a ruba il loro nuovo album Carnicats pubblicato dalla ReddArmy (13 tracce featuring Souldavid, Giallo, Mole, Arzone e Giovas) in abbinamento con il “Friuli”. Connessomagazine.it li ha incontrati e intervistati.

Connessomagazine.it: - Raccontatemi un po’ la storia dei Carnicats. Come e quando siete nati?

Doro Gjat: Allora i Carnicats nascono nel ‘99…all’inizio era più che altro un’amicizia che nasceva dal condividere la passione per lo stesso genere musicale. Poi ci sono state le varie difficoltà, abbiamo cambiato più volte formazione, persone che non ci sono più si sono tolte ed è arrivato il qui presente[img_assist|nid=11229|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=428] G.I. Joe e poi per ultimo dalla montagna è sceso Dek ill Ceesa che ci ha salvato un po’ le chiappe dal baratro… nel senso che il suo rap in carnico è piaciuto… E’ fresco. Ci ha permesso di suonare tanto, poi suonando facendo live impari a fare le cose meglio, imparando a fare le cose meglio, impari anche a registrare meglio i tuoi pezzi e tutto è sempre stato un miglioramento. Questo possiamo dirlo, non è che siamo bravissimi, ma siamo più bravi di quando abbiamo cominciato.

Connessomagazine.it: - Come mai vi siete chiamati Carnicats?

Carni sta per Carnia, la zona nord della provincia di Udine, Cats sta per gatti, animali allo stesso tempo docili e affettuosi, quanto indomabili istintivi che d’un tratto possono graffiare.

Connessomagazine.it: - Cosa vi ha spinto a formare un gruppo rap che canta in friulano?

Doro Gjat: Il fatto di essere in quattro gatti… appunto gatti… in Carnia, essere gli unici ad ascoltare questo genere musicale. L’hip-hop in Italia ha avuto dei bei momenti negli anni 90; poi dopo il 2000 ha avuto un momento di buio e come ti ho detto un attimo fa noi abbiamo cominciato nel 99 a fare le prime cose, quindi ci siamo vissuti proprio il momento peggiore e il fatto comunque di essere uniti nel voler fare hip-hop, tanto uniti, ci anche spinto a metterci assieme per dirle queste cose…il famoso disagio…se l’hip-hop nasce da un disagio e uno di Milano mi viene a dire tu cosa ne sai dell’hip-hop…eh io il disagio l’ho vissuto, è stato un disagio mio. Ovviamente… sai… non sono cresciuto nelle case popolari e non ho mai fatto un drive by shootting… però abbiamo fatto vari drive by boring. Tanti mi hanno chiesto infatti cosa centra la West Coast con la tua musica? Io ho semore risposto che la West Coast era anche non fare niente nel quartiere.

Connessomagazine.it: - Ma voi non cantate solo il friulano?

No. Allora quando si è cominciato all’inizio si facevano le caznoni in italiano. Poi successe che a qualcuno viene in testa di provare a rappare in carnico.

Dek ill Ceesa: In realtà è stata una spinta da parte loro che mi hanno detto…ma…visto che tu sei quello che fa ridere un po’ tutti, perché a quei tempi il mio ruolo nel gruppo era quello di fare il cazzone, dire cavolate, fare le battute, in friulano chiaramente (Dee-j Deo: quello è rimasto) così è saltata fuori la prima canzone che è sul disco Rap Par Cjargnel.

Doro Gjat: E’ la trasposizione alla realtà di Los Angeles a quella carnica col cambio della lingua

Connessomagazine.it: - Comunque la lingua friulana è anche un modo per contraddistinguervi?

Dek ill Ceesa: No, non l’abbiamo scelta per quello. L’abbiamo scelta per un’appartenenza. Come un rapper di Los Angeles usa lo slang io uso il carnico perchè a casa ho sempre parlato carnico, a scuola molto spesso, quando sali sull’autobus e ti fanno la multa se parli in friulano è molto più semplice. Poi nel tempo la cosa si è evoluta. Siamo andati ad una jam a Monfalcone che si chiama Scimmie in gabbia, abbiamo conosciuto Fulvio, poi c’è stata la vittoria al premio Friul nello stesso autunno, quindi l’album;

Doro Gjat: Poi ancora la vittoria a Carniacanta che ci ha portato visibilità. Poi ovvio non siamo stati i primi a farlo.

Connessomagazine.it: - Ma non pensate che la lingua friulana sia un limite per la diffusione della vostra musica?

Dee-j Deo: Allora per la diffusione si potrebbe esserlo…però alla fine no perché sennò non avremmo messo in un disco di rap italiano una traccia interamente in friulano se ci fosse questo problema.

Doro Gjat: Però sicuramente ci siamo resi conto che portare uno show interamente in dialetto già al di fuori della provincia di Udine diventa un po’ difficile, questo non vuol dire che se usciamo dal Friuli non facciamo più canzoni in friulano. Però la parola nel’hip-hop è importantissima.

Connessomagazine.it: - Che spazio viene offerto in Friuli a giovani come voi che vogliono farsi sentire?

Dek ill Ceesa: Si è verò viene offerto, ma[img_assist|nid=11230|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=541] ce lo siamo anche presi noi lo spazio. Nel senso che ci è stata data una grande mano con questo disco e con il premio Friul e Carniacanta, c’è stato uno spazio sui media abbastanza importante, che però abbiamo capitalizzato. Non è che perché abbiamo vinto un paio di cose ora siamo i più lofi e non ci muoviamo più. Siamo arrivati a suonare a Friuli Doc che per noi è già tanto, c’era tantissima gente, però abbiamo anche suonato nei baretti in Carnia.

Dee-j Deo: Bisogna dire che però c’è stato un supporto da parte della Provincia notevole, tutti ci hanno aiutato e ci continuano ad aiutare. Anche il fatto di far uscire il cd in edicola con il settimanale “Il Fiuli” è una prova di fiducia e noi per questo li ringraziamo. Se non ci sono loro non andiamo da nessuna parte.

D.I. Joe: E poi anche il discorso delli lingua, tu prima ci chiedevi se poteva essere limitante, in realtà ci ha permesso di suonare in posti assurdi dove l’hip-hop non arrivava neanche con binocolo ed erano tutti contenti. Sai l’hip-hop è un genere di nicchia che parla di hip-hop e che viene ascoltato solo dalla gente che mastica hip-hop: facendo quello che abbiamo fatto abbiamo allargato il pubblico dai quarantenni ai quasi bambini.

Dek ill Ceesa: Amici miei che non hanno mai ascoltato questo genere di musica e che quando gli dicevi solo la parola hip-hop alzavano subito i pugni o dicevano “mi fa schifo” a priori, si sono avvicinati non tanto per le parole ma anche solo per come è suonato il disco, arrangiato con tante parti suonate, ci sono anche cose suonate da Fulvio…

Dee-j Deo: L’idea è di non fare hip-hop solo per quelli che ascoltano solo questo tipo di musica. Suonare in giro così tanto è stata cone una scuola. Sai che devi arrivare a chi ti sta di fronte, anche all’impiegato, anche all’operaio…non puoi fermarti al solo ragazzo che veste come te che già in partenza condivide quello che dici.

Doro Gjat: Dico la verità. A me come rapper manca aver fatto un disco che suona come l’hip-hop nel 96 perché quel disco che abbiamo fatto così putroppo è andato perso, però adesso la nostra dimensione la stiamo cercando ed è in un connubio tra campionamento e parti suonate

D.I. Joe: Anche per quanto riguarda i testi non ci chiudiamo a degli stereotipi come fa qualcuno.

Connessomagazine.it: - Quali sono i temi dei vostri testi?

Parlano di quello che facciamo.

Connessomagazine.it: - Sono politici?

D.I. Joe: Sì! Moderatamente…

Doro Gjat: Io ti posso dire che per gli studi classici che ho fatto ho capito bene il percorso della nascita della civiltà occidentale e della democrazia l’ho capito bene e vivere i tempi in cui viviamo è degradante. Questo non vuol idre che alziamo il pugno e la rivoluzione è l’unica via. Il problema che noi sentiamo più grosso è quello sull’informazione che non è libera e questo nel nostro disco nuovo c’è in ben due pezzi. La disinformazione è il cancro più grande della nostra società. Altri dicono che è la corruzione, la cocaina… Ok, non c’è solo un problema, ma se tutti sapessimo di cosa parliamo e a cosa andiamo incontro questo sarebbe già un passo in avanti. Tanti dicono i rapper criticano solo e non danno soluzioni. La nostra soluzione è informatevi ragazzi!

Connessomagazine.it: - Voi pensate quindi tramite la vostra musica di fare protesta sociale?

Doro Gjat: La nostra musica è protesta sociale ma anche un mezzo d’informazione. Questa sarebbe una figata se qualcuno venisse a dirmi che imparato qualcosa o si è accorto di qualcosa ascoltando la nostra musica.

D.I. Joe: Però non c’è solo politica nella nostra musica, c’è anche tanto divertimento.

Connessomagazine.it: - Chi compone i testi?

Carnicats: - Dipende un po’ tutti. Dee-j deo è il nostro grafico e produttore musicale.

Connessomagazine.it: - Quali sono le vostre influenze?

Carnicats: - A prescindere dal fatto che noi per quanto cerchiamo una formula personale, noi facciamo hip-hop e di consegnuenza ascoltiamo hip-hop. Ma una nostra ispirazione è anche il reggae.

Connessomagazine.it: - Siete stati a suonare anche al Sunsplash, come mai? vi siete trovate bene?

Carnicats: - Ma, si ci hanno dato questa opportunità, ci siamo trovato molto bene. Sai non è stato poi così strano, alla fine il rap viene dal reggae.

Connessomagazine.it: - Di solito parti dal testo e poi viene la musica o viceversa?

Carnicats: - Dipende. Dentro il cd spiegamo anche come sono le nate le canzoni traccia per traccia.

Connessomagazine.it: - Rap Par Cjargnel nasce come un tuo progetto e poi hai convolto gli altri?

Carnicats: - E’ un progetto di gruppo. Anche se io canto in friulano e gli altri no.

Connessomagazine.it: - Il progetto mixtape Gatti del Nordest corre parallelo al gruppo?

Carnicats: - Sì. L’idea è stata quella di coinvolegere altri nostri amici che fanno hip-hop anche in veneto e fare un cd che racchiuda la scena musicale hip-hop nel nord est, una sorta di carta d’identità, anche perhè a Udine manca qualcuno che dica cosa c’è fuori e con questo disco i dubbi si cancellano finalmente. Il mixtape contiene interessanti esclusive su beat americani (featuring Zona Est, Forze Del Disordine, 21 Click & Giuann, ForeOdioTribale, Fure Boccamara & Dj Rockdrive e tanti altri).