La storia d'Italia nei capolavori del cinema in una rassegna al Cinema Sociale di Gemona del Friuli

Pocket News

Gemona del Friuli (UD) - In occasione della festa per i 150 anni dell’unità d’Italia, giovedì 17 marzo alle ore 19 al Cinema Sociale di Gemona sarà proiettato 1860 – I Mille di Garibaldi (1933) di Alessandro Blasetti, nella copia restaurata dalla Ripley’s Film di Roma.

Il film è il primo di una serie di diciassette titoli sulla storia nazionale proposti dalla Cineteca del Friuli con il Comune di Gemona, il polo scolastico gemonese, l’associazione RUE - Risorse Umane Europa e con l’Associazione Professionale Proteo Fare Sapere.
1860 è un film epocale considerato ancora oggi un precursore della lunga stagione del neorealismo, realizzato per il cinquantenario della morte di Garibaldi (1807-1882). Blasetti vi rappresenta il Risorgimento come rivoluzione popolare che coinvolse l’intera penisola, con gli italiani che da ogni città e provincia, abbandonando le loro case, si raccolsero intorno all’Eroe dei due mondi e ai suoi Mille. Il racconto corale si dipana seguendo la missione di un giovane patriota siciliano che, mentre l’isola si prepara ad accogliere le truppe garibaldine, è inviato “in continente” per assicurarsi che la spedizione del condottiero sia un progetto concreto. Dovrà raggiungere la Liguria e lungo il faticoso cammino avrà modo di conoscere da vicino il tormento dell’Italia in transizione.
I materiali selezionati dalla Cineteca offrono un quadro del difficile processo di unificazione – incluse alcune problematiche sociali e linguistiche – così com’è stato rappresentato nel nostro cinema da maestri quali Germi, Visconti, De Sica, Rossellini, Monicelli, oltre che in film d'animazione e documentari RAI e LUCE.
La rassegna al Sociale si protrarrà per diversi mesi e comprenderà, oltre al film di Blasetti, i seguenti titoli: Piccolo mondo antico (1941) di Mario Soldati, con Alida Valli, dal romanzo di Antonio Fogazzaro; Un garibaldino al convento (1942) di Vittorio De Sica; Il brigante di Tacca del Lupo (1954) di Pietro Germi, con Amedeo Nazzari, dal racconto di Riccardo Bacchelli sul brigatismo calabrese; La pattuglia sperduta (1954) di Piero Nelli, che Mario Martone ha dichiarato essere la fonte più prossima del suo recente Noi credevamo; il capolavoro monicelliano La grande guerra (1959), con Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Silvana Mangano; Viva l’Italia (1961), realizzato da Roberto Rossellini in occasione dei 100 anni dell’unità d’Italia; il cortometraggio animato La lunga calza verde (1961) di Roberto Gavioli, sulle imprese di Garibaldi, i carbonari e le guerre d’Indipendenza; il celeberrimo capolavoro di Luchino Visconti Il Gattopardo (1963), con Burt Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon, dal romanzo di Tomasi di Lampedusa; I compagni (1963), altro capolavoro di Mario Monicelli sulle lotte operaie nella Torino di fine Ottocento; Bronte – Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato (1972) di Florestano Vancini, ispirato alla novella Libertà di Verga; Nell’anno del Signore (1969) di Luigi Magni, con Nino Manfredi e Claudia Cardinale; il documentario Rai con la fotografia di Dante Spinotti Parlare, leggere, scrivere (1973), una storia sceneggiata della lingua italiana raccontata da Tullio De Mauro, Umberto Eco e Piero Nelli; L’Eroe dei due mondi (1995), film di animazione di Giorgio Manuli; Noi credevamo (2010), la controstoria del Risorgimento firmata da Mario Martone e ispirata al romanzo di Anna Banti; e infine, due documentari realizzati per i 150 anni dell’unità d’Italia e costruiti in gran parte con materiali d’archivio: Ma che storia… (2010) di Gianfranco Pannone, con immagini dell’Archivio Storico Luce, e Concerto italiano: Storia e storie dell’unità d’Italia (2010) di Italo Moscati, con materiale delle teche Rai.