L'audiovisivo pornografico con Peter Lehman e Feona Attwood al FilmForum Festival 2011

Porn Flakes

GORIZIA – Fra le tematiche di riflessione, nell’ambito dei lavori della FilmForum Festival - Spring School, spicca senz’altro, lunedì 11 aprile, quella dei porn studies, un genere di ricerca e approfondimento che senz’altro pone Gorizia quale capofila italiana di questo specifico ambito di riflessione accademica.

GORIZIA – Fra le tematiche di riflessione, nell’ambito dei lavori della FilmForum Festival - Spring School, spicca senz’altro, lunedì 11 aprile, quella dei porn studies, un genere di ricerca e approfondimento che senz’altro pone Gorizia quale capofila italiana di questo specifico ambito di riflessione accademica.

In particolare, la sezione dedicata ai porn studies esplora quest’anno le geografie dell’audiovisivo pornografico, cercando di leggere tale produzione da una prospettiva cartografica. Fra gli ospiti illustri della sezione, domani a Gorizia, i due ‘fondatori’ di questo genere di studi, gli studiosi Feona Attwood (docente di Sex, Communication and Culture presso la Sheffield Hallam University, UK, fra i fondatori della piattaforma Onscenity Sex, Commerce, Media and Technology in Contemporary Society) e Peter Lehman (direttore del Center for Film, Media and Popular Culture della Arizona State University). A partire da quest’edizione la sezione porn studies promuove un progetto di ricerca triennale finalizzato alla fondazione di una cartografia degli audiovisivi pornografici. Nell’immagine “idealizzata” la pornografia appare come qualcosa di monolitico: noiose e ripetitive scene sessuali, indecenti colonne sonore, doppiaggio ridicolo, “grandi” nomi e mitologie svuotate di consistenza (Moana Pozzi e Gola Profonda, solo per fare due esempi). Ma questa immagine corrisponde solo parzialmente alla realtà. Innanzitutto perché non esiste una sola pornografia: nonostante la comune ossessione per la massima visibilità dell’atto sessuale, la pornografia ha storicamente manifestato in tutto il mondo forme e tipologie molto differenti. Una differenziazione storica e geografica che l’avvento del digitale ha portato a sviluppi parossistici. Il progetto triennale Cartografie dell’audiovisivo pornografico si propone di catalogare le varie forme assunte dalla pornografia cinematografica e audiovisiva nel corso della sua storia. In particolare, scopo del progetto, che raccoglie alcuni importanti studiosi internazionali, è quello di disegnare una sorta di mappa “di orientamento” delle diverse pornografie nazionali (europee, americane, asiatiche, ecc.) e delle loro radici storiche.

E sarà infatti presentato nella giornata di mercoledì 13 aprile il nuovo volume edito da Mimesis Cinema, Il porno espanso. Dal cinema ai nuovi media,a cura di Enrico Biasin, Giovanna Maina, Federico Zecca con una postfazione di Peter Lehman. Di seguito un breve estratto dal testo di Lehman (...) Due sembrano essere le questioni chiave che informano il dibattito teorico in questo campo: qual è la differenza tra arte e pornografia? E quale quella tra softcore e hardcore? Della prima ho scritto estensivamente nel mio saggio introduttivo di Pornography: Film and Culture, a cui rimando il lettore interessato all’argomento[1][1]. Mi interessa sottolineare subito, invece, come tali questioni siano strettamente correlate a una serie di problematiche di carattere intellettuale, giuridico e industriale. È solo in seguito all’affermazione degli studi sulla sessualità, e all’elezione del porno come argomento di interesse, che gli studiosi universitari si sono scoperti interessati (o forse dovremmo dire “auto-interessati”) al dibattito su arte e pornografia. Per ciò che concerne la dimensione commerciale, invece, un produttore di cinema a luci rosse potrebbe affermare che un film non sia “davvero” hardcore per evitare di essere denunciato all’autorità giudiziaria (o di essere ostracizzato dai mezzi di comunicazione) – facendo finta che la distinzione tra hardcore e non hardcore sia dimostrabile e chiara (...)
Sempre lunedì 11 aprile, per il ciclo di incontri Prin sul cinema italiano, l’appuntamento nella Mediateca “Ugo Casiraghi”, alle 18, è dedicato alla produzione cinematografica. Protagonisti dell’incontro saranno Donatella Botti (Bianca Film) e Igor Princic (Transmedia). Il ciclo di proiezioni serali di Gorizia FilmForum festival sarà curato domani, dalle 21 al Kinemax, da Alfredo Cramerotti, direttore artistico dell’ottava edizione di Manifesta. Per il pubblico goriziano ha selezionato alcuni lavori di due artisti legati alle ricerche sul tema dell’archivio: Stefanos Tsivopoulos e Hito Steyerl. Ingresso libero. Prosegue anche il progetto mediacritica: le recensioni dei ragazzi sulle proiezioni del festival possono essere consultate al sito www.mediacritica.it

Info: filmforum.uniud.it