Connessomagazine.it incontra i Trabant

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[img_assist|nid=11396|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]La vittoria al Premio Fondazione Arezzo Wave Italia li ha consacrati come la nuova rivelazione del rock italiano. Anche se questa etichetta li fa sorridere e preferiscono (bontà loro) continuare a suonare solo per il piacere di farlo.
E il debut-album, Music 4 Losers (pubblicato dalla Records! S'il Vous Plait e distribuito da Self da metà ottobre in tutti i negozi e negli online stores) è stato accolto entusiasticamente dalla critica e dal pubblico, che dimostra di apprezzare il loro sound dolce e allo stesso tempo frizzante come una fruit-tella frizz, che la stampa specializzata ha definito party oriented.
I triestini Trabant, quartetto nato nel 2004, viaggiano sicuri e veloci a bordo della loro macchina sonora, accessoriata con ricercati suoni di synth, cassa dritta e groove da dance floor che fanno da contraltare agli ironici testi introspettivi e alla ruvidezza dei riffs di chitarra e scaturiscono in intelligenti canzoni electro pop dal tiro classicamente rock.
Abbiamo incontrai il bassista del gruppo, Chuck, al secolo Michele Zazzara.

Connessomagazine.it: - Cosa rappresenta per voi la vittoria a Italia Wave?

Trabant: - Certamente ci ha fatto molto piacere – in fin dei conti siamo stati scelti tra 1.800 gruppi in tutta Italia… Ci ha dato la possibilità di suonare sul palco più grande che avessimo mai visto, ma soprattutto ci ha offerto maggiore visibilità e pubblicità. I canali di cui dispone una grande organizzazione come la Fondazione Arezzo Wave Italia sono certamente maggiori di quelli che possiamo avere noi o i nostri booking ed etichetta. Credo che in quella brevissima esibizione siamo riusciti a giocare bene le nostre carte, e con l’aiuto di Moscow e R!svp (rispettivamente le nostre booking agency ed etichetta) siamo riusciti a raccogliere diversi nuovi contatti per suonare in giro, farci intervistare e a ottenere tutto quanto può aiutare un gruppo a farsi conoscere il più possibile.

Connessomagazine.it: - Come descrivereste il vostro sound: a cosa e a chi si ispira?
Trabant: - Il nostro sound credo sia piuttosto variegato, proprio come lo sono gli ascolti dei vari componenti dei Trabant: non è facile individuarne uno soltanto. Ma la peculiarità del nostro sound credo derivi piuttosto dal fatto che nessuno di noi sia mai entrato in sala prove dicendo ragazzi, facciamo una pezzo alla….[img_assist|nid=11397|title=|desc=|link=none|align=right|width=427|height=640] Le nostre canzoni sono il risultato di idee più o meno sviluppate che nascono anche un po’ per caso. Dopo questa prima fase certo ci si lavora su, partendo magari dalla sezione ritmica, dove pause e stacchi devono essere precisi e avere un senso nel pezzo. Ognuno propone la propria idea su come, secondo lui, dovrebbe svilupparsi il pezzo, si discute e si trova la soluzione. Mentre a volte basta uno sguardo e si capisce che la cosa ci garba così com’è.

Connessomagazine.it: - E i vostri testi, di cosa parlano?
Trabant: - I testi li scrive Giovanni (ilMarcello), e parlano in prevalenza di ciò che si legge, di ciò che si vede in giro, di quello che ci da fastidio. Faccio un esempio: 187 p.c., che è il pezzo che apre Music 4 Losers, parla di una serie di dinamiche, di come una persona cerca di rapportarsi con gli altri. 187 p.c. indica l’articolo centottantasettesimo del codice penale americano (spesso citato nei libri di James Ellroy), e si riferisce all’omicidio premeditato. Nella canzone, nello specifico, indica l’omicidio premeditato nei confronti dei nostri sentimenti: maschero quello che provo per non far soffrire qualcun altro dal momento che necessariamente per far felice una persona un’altra sarà infelice (Happiness is guiltiness).

Connessomagazine.it: - Essere indicati come una grande promessa del nuovo rock vi galvanizza o vi preoccupa?
Trabant: - Il fatto di essere indicati come una grande promessa del nuovo rock, non ci preoccupa e non ci galvanizza perché sappiamo che non rispecchia la realtà. O almeno, noi non abbiamo interesse e non ci poniamo davanti alla musica per essere considerati “una grande promessa del rock”; piuttosto ci ridiamo su, se qualcuno lo sostiene. E continuiamo a pensare a ciò che più ci interessa: provare piacere da quello che facciamo.

Connessomagazine.it: - Con la crisi della discografia e soprattutto per un gruppo agli esordi,la dimensione live quanto è importante?

Trabant: Il live è essenziale, bellissimo e utile. Essenziale per poter mettere soldi nel fondo cassa per pagare le spese del gruppo, bellissimo perché ti porta a suonare in diverse città, a conoscere tanta gente a stancarti, sudare, ridere, incazzarti, divertirti... Insomma è vitale e tutte questa fisicità ci piace molto. Inoltre è utile perché suonando ti fai conoscere, suoni in una città dove magari quella sera c’è qualcuno che scrive per una webzine, un portale di musica, una rivista e ti fa una bella recensione del concerto. La voce si sparge, e trovi altri contatti per suonare.

Connessomagazine.it: - Qual è stato il momento della svolta: quando avetecapito che eravate pronti per il salto di qualità?

Trabant: - Capita a volte che per fare un salto, trovare il giusto assetto, cambiare la rotta in meglio o in peggio - questo lo si scopre poi - ci sia bisogno di un evento che ti fa fermare e riflettere. A quel punto puoi o smettere e deprimerti oppure alzare la testa e andare avanti. Circa un anno fa uno dei componenti significativi del gruppo, Michele Rumiz, decise, non[img_assist|nid=11398|title=|desc=|link=none|align=left|width=444|height=640] senza un’analisi sofferta, di andare via da Trieste per continuare i suoi studi a Londra. Questo per tutti noi è stato uno shock: avevamo suonato insieme per 6 anni e condiviso la nascita del gruppo e la nostra crescita individuale. A quel punto stavamo per mollare tutto e tutti. Sfortuna o fortuna ha voluto che avevamo ancora una sala prove affittata per un mese, che decidessimo insieme di goderci questo ultimo mese di suonate, e che capissimo che quello era il modo migliore per continuare. Dopo circa un mesetto avevamo abbastanza canzoni nuove per un mini live che abbiamo eseguito all’ Etnoblog l’ultimo di Carnevale. È stato un successo che ci ha spinto a provarci ancora. E oggi sembra che sia stata la decisione giusta….

Connessomagazine.it: - Il fatto di vivere a Trieste, in un lembo estremo a Nordestrispetto ai grandi centri dello show-biz, oggi - all'epoca di myspace e di youtube - è ancora così penalizzante?
Trabant: - Vivere a Trieste non è facile per una band: ci sono diversi problemi, uno dei quali è sicuramente il fatto di vivere così decentrati dal resto dell’Italia. A differenza di un gruppo di Modena, Ferrara, Bologna siamo distanti da tutti e questo comporta una spesa maggiore di benzina e tempo per gli spostamenti. Certo, myspace e in generale il web, aiutano a tenere contatti e a pubblicizzarti nel resto d’Italia e nel mondo, ma è anche vero che devi fare i conti con tante altre realtà, magari altrettanto valide, che però trovandosi in città più “centrali” riescono a tenere dei cachet più bassi.

Connessomagazine.it: - Le nuove tecnologie e i nuovi media,
cos'hanno rappresentato per la vostra musica e per il vostro modo di proporvi al pubblico?

Trabant: - La rete o i portali user friendly”come myspace o altre piattaforme, costituiscono un validissimo aiuto per potersi pubblicizzare in maniera indipendente, con le dovute cautele però. Conosco dei gruppi che riescono a promuoversi quasi interamente attraverso myspace come i MyAwesomeMixtape: è ammirevole, perché significa che è possibile, ma riconosco anche che per farlo c’è bisogno di tempo e di essere particolarmente portati per le pubbliche relazioni. Per quanto mi riguarda, promuoversi autonomamente a livello professionale è difficile e non alla portata di tutti. Noi ad esempio non ne siamo capaci. E’ sicuramente vero che questi portali offrono un aiuto notevole. Non c’è bisogno di spedire album in giro oppure non devi perderti in complicate presentazioni farcite con nomi di gruppi per far capire che tipo di musica fai. Carichi i tuoi pezzi su myspace e distribuisci il “link” della pagina alla gente che chiede di te. Per quanto ci riguarda, sito e myspace, più che essere una fonte di pubblicità e motivo per trovare concerti, li usiamo per tenerci in contatto con i fan e con i locali e i circoli culturali dove abbiamo suonato. Il nostro sito www.trabant.it è strutturato come un blog, come un diario del gruppo: puoi trovarci tutte le informazioni che ti servono, dalle date ai video dei live, agli mp3 alla biografia. Ma soprattutto c’è una forte partecipazione del pubblico che può commentare i reports che vengono pubblicati praticamente dopo ogni concerto. Ci piace così tanto il confronto con il pubblico che vogliamo protrarlo anche dopo il concerto, e possiamo farlo grazie al sito.

Connessomagazine.it: - Pubblicare per una label distribuita a livello nazionale è stato un passo importante, ma , non va in controtendenza rispetto alla crisi della discografia e all'utilizzo sempre più massiccio del download digitale?
Trabant: - È verissimo quello che dici sullo scaricare i pezzi direttamente da Internet, tuttavia una sacco di gente, soprattutto in Italia, decide ancora di scendere in negozio e comprare il cd, oppure di comprarlo ai live. Le due cose quindi vanno di pari passo, infatti non siamo solo distribuiti a livello nazionale da Self (www.self.it) ma, grazie alla nostra etichetta R!SVP, (www.rsvprecords.com) siamo su iTunes ed è inoltre possibile comprare il nostro album anche sul nostro sito.

Connessomagazine.it: - Com'è stato accolto il vostro cd di debutto?
Trabant: - Il nostro album Music 4 Losers è stato accolto[img_assist|nid=11399|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=427] piuttosto bene: è uscito il 17 ottobre, giorno in cui abbiamo tenuto il release party al teatro Miela di Trieste facendo sold out. Cercheremo in un prossimo futuro di organizzare qualcosa anche per le persone che per mancanza di posti non sono riuscite a entrare. A breve distanza dal nostro debutto discografico, abbiamo ottenuto un sacco di recensioni e - incredibile ma vero - per la stragrande maggioranza più che positive. Ne siamo felici, perché l’album era un nostro obiettivo e raggiungerlo con un così grande successo è stato molto bello.


Connessomagazine.it: - Perché lo avete chiamato Musica per perdenti?

Trabant: - L’album si chiama Music 4 Losers perché è musica per perdenti o meglio, per quelli che in Italia sono considerati perdenti. A dire il vero, è un voler calcare la mano su questo meccanismo contemporaneo di ipercompetizione a tutti i costi: un ring continuo che vede come vincitori personaggi con cui non sentiamo di avere alcunché in comune, e con cui non trovano punti di contatto neanche coloro che ci seguono. Quindi, per esclusione, se questi sono i vincitori, noi siamo i perdenti. I 4 perdenti.

Connessomagazine.it: - E adesso la vecchia, anzi, oggi dopo i recenti riconoscimenti più che mai nuova fiammante Trabant, dove vi porterà?
Trabant: - (Ride) La nuova fiammante Trabant sembra avere tanti concerti davanti a sé. Solo a dicembre ne abbiamo tenuti 11 e in gennaio e febbraio siamo già stati contattati per altre nuove e stimolanti date. Inoltre con ogni probabilità collaboreremo con un altro gruppo per far uscire un 7 pollici da collezione con nostre interpretazioni di alcuni dei loro pezzi e viceversa. Ma per le ultimissime vi invito a seguire www.trabant.it e a scriverci.

Biografia

I Trabant sono un quartetto proveniente da Trieste, nato nel 2004. In soli due anni hanno messo assieme un buon numero di lives e di pezzi, alcuni dei quali usciranno il prossimo autunno per la neonata label friulana R!SVP Records. Dopo 2 demos autoprodotti su cd-r che hanno avuto un buon successo, la band è stata contattata dalletichetta per far parte del suo roster. Accompagnati dai ricercati suoni di synth, la cassa dritta e il groove da dance floor fanno da contraltare agli ironici testi introspettivi e alla ruvidezza dei riffs di chitarra scaturendo in intelligenti canzoni electro pop dal tiro rock.