Con la mostra Venezia che spera il Museo Correr celebra il 150° anniversario dell'Unità d’Italia

Italia 150

VENEZIA - Organizzata nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, la mostra Venezia che spera. L'unione all'Italia (1859-1866), al Museo Correr di Venezia documenta gli avvenimenti più significativi del periodo compreso tra il 1859 e il 1866, ovvero dalla seconda Guerra d’Indipendenza fino all'annessione di Venezia e del Veneto al Regno d'Italia.

Venezia che spera. L'unione all'Italia (1859-1866) presenta un ricco apparato iconografico e di una cospicua selezione di documenti storici provenienti per lo più dalle importanti collezioni civiche risorgimentali, oltre che di un nucleo di opere giunte da altre importanti musei italiani, come il Museo del Risorgimento di Milano, il Castello di Miramare di Trieste e i Musei Civici di Udine e Pordenone.
Curata da Giandomenico Romanelli e Camillo Tonini, si articola in cinque sezioni - Venezia che spera, L’Austria a Venezia, Venezia nei documenti fotografici dell’epoca, L’Attesa, Venezia all’Italia – ospitate al Museo Correr, iniziando dalla Salone da Ballo al primo piano per proseguire al secondo piano. Vengono quindi esposte più di duecento opere, tra dipinti, ritratti istituzionali, esempi di cartografia pre-unitaria, monete, medaglie e distintivi, una ricca serie di suggestive foto d’epoca, disegni, manifesti, bozzetti per i monumenti commemorativi degli eroi risorgimentali, oltre a tanti altri cimeli e rarità, tra cui molti inediti.

Attraverso un percorso espositivo ricco e variegato viene illustrato come la città lagunare affrontò gli eventi che la portarono ad affrancarsi dal dominio austriaco per entrare a far parte nel 1866 al Regno d’Italia a seguito della terza Guerra d’Indipendenza.
Venezia che spera è il nome della mostra e anche della prima sezione espositiva, ospitata nel Salone da Ballo della Reggia che, dopo Napoleone e gli Asburgo, con l'annessione all'Italia, divenne la dimora ufficiale di casa Savoia a Venezia. Il titolo si ispira ad un celebre quadro di Andrea Appiani jr. (Milano, 1814-1865) proveniente dal Museo del Risorgimento di Milano, che raffigura un’allegoria di Venezia, non ancora unita all'Italia, ma “speranzosa” nel prossimo futuro.
Alcuni pittori, partendo dal biennio rivoluzionario del 1848-49 rappresentarono in forma allegorica la Venezia irredenta e desiderosa di riscatto, in una serie di seducenti immagini che, rievocando la memoria di quei giorni, vengono qui proposte assieme a vedute della città, che mettono in evidenza la passione per il tricolore durante alcuni riti civici ma anche nei tragici momenti in cui la città subì l’assedio e la capitolazione nell’estate del 1849.

Dagli straordinari reporter d’epoca Ippolito Caffi (Belluno,1809- Lissa, 1866) e Luigi Querena (Venezia, 1824-1887), che documentarono con lavori vivacizzati dai colori bianco, rosso e verde, luoghi e avvenimenti emblematici della Venezia di quei giorni, si giunge ad artisti che raffigurarono l’immagine personificata di Venezia, esprimendo con grande forza evocativa le spente speranze di annessione della città tradita e disillusa, dopo il trattato di Villafranca (1859) con il quale solo la Lombardia passava al nuovo Regno Sabaudo. È il caso, oltre al già citato Appiani jr., di Giacomo Casa (Conegliano Veneto, Treviso,1823- Roma, 1887), che, con il grande telero dell’Unione di Venezia all'Italia, celebra l'avvenuta annessione al Regno Sabaudo attraverso una “veronesiana” personificazione della città inginocchiata dinanzi al Re d'Italia, mentre, tra la folla che assiste all'evento, sono riconoscibili i protagonisti del Risorgimento italiano
Le sale espositive al secondo piano accolgono la seconda sezione, L’Austria a Venezia, dedicata al periodo della terza dominazione austriaca (1849-1866), evocato da alcuni ritratti istituzionali e dalla cartografia d'epoca, che illustrano la situazione dell'Italia pre-unitaria, in particolare quella dei possedimenti della Monarchia asburgica all'apice della sua potenza.
Un argomento di particolare interesse riguarda la costruzione del ponte ferroviario translagunare, che così profondamente avrebbe inciso sul tessuto urbano della città strappandola dalla sua insularità, incrementando il polo commerciale e industriale anche attraverso gli imponenti lavori per lo sviluppo portuale dell'alto Adriatico.
Inoltre, dalle ricche raccolte numismatiche civiche, vengono presentate alcune monete di grande interesse, come quelle di Francesco Giuseppe (che furono le ultime coniate nella Zecca di Venezia, dimessa dopo l'annessione), oltre a medaglie che immortalano eventi riguardanti la corte imperiale a Venezia e ad alcuni interessanti distintivi che offrono una vasta panoramica del ricco apparato burocratico veneziano dell'epoca.
A catalogo sono allegati stralci di un puntuale, quanto riservato testimone, Emmanuele Antonio Cicogna (Venezia, 1789-1868), che nei suoi Diari, conservati presso la Biblioteca del Museo Correr, annotava i quotidiani episodi di censura austriaca e di fermento patriottico che in quegli anni erano diffusi in città.
La terza sezione, Venezia nei documenti fotografici dell’epoca, presenta alcuni straordinari documenti fotografici provenienti dagli archivi della Fondazione Musei Civici di Venezia. Si tratta di vedute della città durante l'occupazione austriaca, ma anche di numerosi ritratti di protagonisti, testimoni dell'epoca (Napoleone III, Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi, Nino Bixio, Giuseppe Mazzini, Nicolò Tommaseo, Anna Maria Marsich Bandiera…) ed alcune eccezionali riprese di avvenimenti.
Del pittore e fotografo Domenico Bresolin sono esposte le stampe fotografiche su carta salata di edifici e architetture (del 1857 ca); ma importanti sono anche gli “scatti” di Carlo Ponti e Carlo Naya, il più noto fotografo del periodo, autore di uno sterminato catalogo fotografico di monumenti, opere d'arte, scorci e vedute, oltre alla rarissima foto di Beniamino Giuseppe Coen che ritrae nel 1853 ca. alcuni soldati austriaci in Piazzetta S. Marco in servizio durante la festa del Corpus Domini.
Il ciclo di quattro dipinti di Vincenzo Giacomelli (Grizzo, Pordenone,1814- Venezia,1890), pittore-soldato durante l'eroica resistenza di Venezia (1848-1849), apre la quarta sezione, dedicata a L’Attesa. Questi raffigurano alcuni episodi delle tre guerre di indipendenza ma soprattutto documentano la presenza sabauda nell’epopea risorgimentale. Qui si trova anche un ritratto del garibaldino Pietro Cortes (Venezia, 1831 – 1908), uno dei tanti patrioti-esuli che dedicarono tutta la vita all'indipendenza italiana, prima lottando per la liberazione di Venezia dagli austriaci, poi cospirando lontano dal Veneto, il quale alla sua morte donò la sua vastissima raccolta di cimeli risorgimentali alla Municipalità di Venezia. Tra questi, ricco di valenza simbolica è anche il Ritratto femminile di una sconsolata giovane con in mano il Trattato di Villafranca, che, concluso tra Napoleone III re di Francia e Francesco Giuseppe d'Austria, sanciva la cessione della Lombardia al re di Sardegna Vittorio Emanuele II mentre il Veneto restava agli Asburgo.
Di Ippolito Caffì, patriota esule e pittore di storia, oltre all’Autoritratto, proveniente dalla Cassa di Risparmio di Venezia, viene presentata una serie di appunti grafici tratti dai suoi taccuini. In questi sono annotati alcuni momenti salienti, come l'incontro di Vittorio Emanuele con Garibaldi a Napoli, usato come studio preparatorio per un grande quadro oggi alla Galleria Sabauda di Torino, gli schizzi che lo vedono recluso nelle carceri veneziane di San Severo, fino al piccolo disegno della “Re d'Italia”, la nave ammiraglia italiana sulla quale l’artista trovò la morte nella battaglia di Lissa (1866).
Dopo gli esiti favorevoli della terza Guerra di Indipendenza e con il plebiscito del 20-21 ottobre 1866, il Veneto arriva il momento di entrare nel Regno d'Italia. L'entusiasmo popolare per la nuova situazione politica viene evocato nella quinta e ultima sezione della mostra, Venezia all’Italia, attraverso l'iconografia dell’epoca e documenti conservati nelle raccolte civiche.
La celebrazione dell'epopea risorgimentale attraverso alcuni monumenti cittadini che ricordano i protagonisti del Risorgimento sono oggetto di una parte di questa sezione, dove vengono documentati attraverso bozzetti preparatori, dipinti e suggestive foto d'epoca, i monumenti eretti per celebrare Daniele Manin, Vittorio Emanuele II, Niccolò Tommaseo, e Giuseppe Garibaldi.
Completa l’offerta espositiva un ricco apparato didascalico con pannelli esplicativi, tavole sinottiche e didascalie che rendono più agevoli e comprensibili al pubblico i temi trattati in mostra, oltre a un ampio e articolato programma di attività didattiche, curato dai Servizi Educativi, rivolto a differenti fasce scolastiche, come il percorso storico in forma di gioco “Dagli Asburgo ai Savoia. Venezia 1861-1866” (scuola primaria II ciclo e secondaria) o al pubblico di ogni età, come i matineé.

Il catalogo Marsilio, curato da Cristina Crisafulli, Franca Lugato e Camillo Tonini, raccoglie scritti di Giandomenico Romanelli, Michele Gottardi, Nadia Maria Filippini, Tiziana Agostini, Leonardo Mezzaroba, Camillo Tonini, Franca Lugato, Cristina Crisafulli, Giovanni Sarpellon Maria Voltolina e Claudio Franzini.


Dal 17 marzo al 29 maggio 2011

Museo Correr, Piazza San Marco 52 - VENEZIA

Venezia che spera. L'unione all'Italia (1859-1866)

A cura di Giandomenico Romanelli e Camillo Tonini

Vernissage: mercoledì 16 marzo, alle ore 18.30

Oario: fino al 31 marzo 10-17 (biglietteria 10-16); dal 1 aprile 10-19 (biglietteria 10-18)

Biglietti: singolo valido per: Palazzo Ducale - Museo Correr - Museo Archeologico Nazionale - Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana Intero 12,00 euro. Ridotto 6,50 euro. Gratuito residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini 0/5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici che accompagnino gruppi; 1 gratuità ogni 15 biglietti previa prenotazione;membri I.C.O.M. Per famiglie composte da due adulti e almeno un ragazzo (dai 6 ai 18 anni): 1 biglietto intero e gli altri ridotti Offerta Scuola Musei di Piazza San Marco 5 euro a persona

L’iniziativa è prodotta dalla Fondazione Musei Civici Veneziani in collaborazione con il Comune di Venezia - Presidenza del Consiglio e Assessorato alle Attività Culturali.

Info: Musei Civici Veneziani

tel. 0412405211

info@fmcvenezia.it

www.museiciviciveneziani.it