Dalla Moldava al Piave: i Cecoslovacchi sul fronte italiano nella Grande Guerra in una mostra a Treviso

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Dal 20 gennaio la mostra nel Foyer della Provincia al Sant'Artemio

TREVISO - Nuova mostra fotografica sulla Grande Guerra, questa volta dedicata ai cecoslovacchi che combatterono sul fronte italiano, in particolare sul Piave. Dalla Moldava al Piave – I Cecoslovacchi sul fronte italiano nella Grande Guerra il titolo della mostra che inaugura il 20 gennaio alle 17.30 nel foyer del Sant'Artemio della Provincia di Treviso.

Esposizione curata dal FAST (Foto Archivio Storico Trevigiano) della Provincia di Treviso e dal Centro di Documentazione Storica sulla Grande Guerra di S. Polo di Piave. All'inaugurazione sono stati invitati Mària Krasnohorskà, ambasciatore della Repubblica Slovacca e Peter Burianek, ambasciatore della Repubblica Ceca.

Citata nel Bollettino della Vittoria del 4 novembre 1918, la divisione "czeco-slovacca" (più comunemente ricordata come "Legione"), fu istituita il 21 aprile 1918 mediante una convenzione tra il Presidente del Consiglio italiano Vittorio Emanuele Orlando e il generale  Milan Rastislav Stefánik, in rappresentanza del Comitato nazionale ceco-slovacco di Parigi, e giuridicamente sottoposta  all'autorità di quest'ultimo organismo. Ciò equivalse al suo riconoscimento come governo de facto e in tal modo l'Italia precedette gli Alleati nel dare legittimità alla costituenda Ceco-Slovacchia. Stefanik ricevette la bandiera di combattimento nel  corso di una solenne cerimonia all'Altare della Patria il 24 maggio alla presenza delle massime autorità. La Legione raggruppò circa 18.000 uomini, tra prigionieri e disertori, che erano stati dislocati in vari campi dell'Italia centrale, meridionale e in Sicilia. Essa combatté valorosamente nella decisiva battaglia del Solstizio, distinguendosi successivamente sul Doss Alto in Trentino il 21 settembre.

Una scia di sangue nel corso di quei mesi segnò la presenza dei militari cechi e slovacchi, che, qualora caduti in mano al nemico, venivano immediatamente giustiziati come traditori. L'episodio più tragico avvenne sul Piave alla vigilia dell'offensiva austriaca tra il 14 e il 15 giugno quando quindici di essi vennero catturati, portati a Conegliano, processati e poi in parte fucilati e in parte impiccati. La città ha ora intitolato una via ai Martiri cecoslovacchi.

La mostra, che è già stata esposta a Praga, ha un alto valore simbolico e storico. Essa indica l'esistenza di una linea alternativa  a quella perseguita dal ministro degli esteri Sonnino fin dall'inizio del conflitto, volta al mantenimento della monarchia asburgica, e cioè l'alleanza con i popoli dell'alleanza centrale decisi a liberarsi dal dominio imperiale.