La cotogna di Istanbul di Paolo Rumiz al Politeama Rossetti di Trieste

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TRIESTE - È passato poco più di un anno da quando è stato presentato per la prima volta, al Teatro Miela, La cotogna di Istanbul reading musicale di Paolo Rumiz, con le musiche di Alfredo Lacosegliaz e a cura di Franco Però.

La loro collaborazione ha generato un esempio di teatro interessante, colto e coinvolgente, subito molto applaudito. Tanto che lo spettacolo viene riproposto, per una sola sera, al Politeama Rossetti di Trieste, venerdì 8 febbraio 2013.

Un teatro “a ritmo di ballata” che si richiama ai valori antichi e arcani della narrazione e del canto, delle storie che passano di bocca in bocca, e viaggiano così, magari avvolte da un affascinante senso di mistero riguardo la loro età e le loro origini…

È un onore per lo Stabile regionale quello di avere ospite sul palcoscenico Paolo Rumiz, dal cui omonimo romanzo–canzone è tratto lo spettacolo. Ma questa volta Rumiz non si limita al ruolo d’autore: affronta anche l’emozione di intervenire direttamente nello spettacolo, come narratore di un poema, di un momento di teatro scritto a ritmo di ballata.

D’altra parte, le esperienze nuove sono sempre piaciute al grande giornalista triestino, inviato speciale de Il Piccolo e poi editorialista de La Repubblica. Fin dagli anni Ottanta, ha seguito gli eventi dell’area balcanica e danubiana occupandosi poi in prima linea del conflitto in Croazia ed in Bosnia Erzegovina. Da Islamabad e Kabul ha invece scritto dell’attacco “Stati Uniti d’America” all’Afghanistan. Da queste e altre esperienze da inviato, e da viaggi realizzati per proprio piacere, ha tratto molti reportage giornalistici o addirittura materia per racconti e romanzi: fra cui ricordiamo almeno Danubio, storie di una nuova Europa, Vento di terra, Gerusalemme perduta, Annibale. Un viaggio.

Anche La cotogna di Istanbul evoca un viaggio.
Maša Dizdarevič è una donna bellissima e selvaggia «occhio tartaro e femori lunghi» ed ha dietro di sé una storia straordinaria: a Sarajevo conosce il viennese Max Altenberg. Nella “canzone del frutto giallo” che lei una sera gli canta, è predetto il loro destino. L’amore fra i due divampa tre anni più tardi, assieme alla malattia della donna: ma è proprio il profilo cupo del futuro di Maša che sembra far vibrare la loro storia di un vento che muove anime e sensi, accende la musica e il verso, mescola lingue, strappa lacrime e sogni e procede al ritmo di ballata.
Alla fine di tutto, Max partirà per un viaggio solitario nei luoghi di lei, sulle sponde del Bosforo: un itinerario che possiede gli accenti del mito, della scoperta e della resurrezione.
Una narrazione fortemente emozionante, delicata, appassionata quella di Paolo Rumiz, che ha ispirato il talento compositivo di Alfredo Lacosegliaz.

La musica in questo spettacolo non si limita infatti a scorrere accanto alla storia, ma la intreccia e la completa… Ottimo musicista e compositore per il cinema, per la televisione e per il teatro (lo ricordiamo ad esempio al fianco di Moni Ovadia), Lacosegliaz ha usato il proprio vocabolario musicale per dare vita a un universo sonoro che unisce canti apocrifi e melodie bosniache alternate a echi di valzer viennese, fino a toccare sonorità del prossimo MedioOriente, in un affresco che celebra le musicalità dell’area danubiano-balcanica attraverso suggestioni timbriche e fascinazioni linguistiche.

Sul palcoscenico – dove egli stesso è impegnato con tamburitza e aggeggi – lo aiutano nell’impresa un gruppo affiatato e interessante di musicisti che suonerà, naturalmente, dal vivo: Cristina Verità (violino e canto), il clarinettista Daniele Furlan, Orietta Fossati alle tastiere e la cantante Ornella Serafini, cui si devono momenti di notevole suggestione. Da quasi vent’anni è la voce che canta e recita la musica di Alfredo Lacosegliaz ed ha già lavorato anche con Paolo Rumiz: la sua voce educata al canto moderno, al jazz, ma anche profondamente espressiva si intreccia alle parole della storia amplificandone le emozioni.

Venerdì 8 febbraio 2013, ore 20:30

Politeama Rossetti, Largo Giorgio Gaber 1 - TRIESTE

La cotogna di Istanbul
reading musicale di Paolo Rumiz
con musiche di Alfredo Lacosegliaz
a cura di Franco Però 
Una produzione Bonawentura.

Biglietti: da 10 a 20 euro

Info: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia
Tel. 040 3593511
info@ilrossetti.it
www.ilrossetti.it