La quinta edizione de Le voci dell'inchiesta a Pordenone

Rassegne

PORDENONE - In programma dal 13 la 17 aprile, la quinta edizione de Le Voci dell'Inchiesta, riunirà anche quest’anno a Pordenone, oltre una quarantina di ospiti italiani e stranieri: registi, giornalisti e protagonisti vari della contemporaneità che si confronteranno su tematiche di stringente attualità.

Spiccano, in quest'edizione 2011 l’indagine sulle fonti energetiche in esaurimento e sulle economie dipendenti dal petrolio nella sezione Oro Nero, al cui interno ben si inseriscono anche due lavori sulla morte di Pasolini, l’Inchiesta televisiva di ieri e di oggi, tema trasversale a tutto il festival, con la serata speciale Crudelity show (a trent’anni dalla tragedia di Vermincino fino ad Avetrana) con Piero Badaloni e l’Omaggio a Rai 3, nuovo media partner del festival, con prestigiosi ospiti (Angelo Guglielmi, Paolo Ruffini, Sveva Sagramola, Sigfrido Ranucci..) e anteprime televisive della terza rete. Ancora, in primo piano, Rifiuti, Ambiente, Nucleare, OGM, Emigrazione, il nostro Paese visto da occhi stranieri nella sezione L’Italia vista da fuori, la scuola di legalità Legality Coop.

Le sezioni del Festival
 
Oro Nero: a un anno dalla catastrofe del Golfo del Messico e a vent’anni dalla Guerra del Golfo, il festival quest’anno si sofferma sulla lunga scia nera che, tra ripercussioni geo-politiche ed ambientali, ha segnato gran parte della nostra storia recente. Nella sezione ampio spazio alla figura di Pier Paolo Pasolini: “Petrolio” è il titolo del lucidissimo romanzo incompiuto dello scrittore’ corsaro’, che di recente ha contribuito a riaprire dubbi e indagini sulla sua morte. Venerdì 15 aprile sarà presentato il documentario-inchiesta di RaicinemaNero petrolio di Roberto Olla, ospite del festival: sicuramente Pasolini aveva cominciato a collegare eventi, date, situazioni, uomini in un’indagine forse non estranea alla sua morte. A seguire proiezione di La notte quando è morto Pasolini di Roberta Torre, una lunga intervista esclusiva a Pino Pelosi, unico indagato per il suo omicidio. In programma anche Apocalisse nel deserto di Werner Herzog, Delta Oil’s Dirty Business del regista greco Yorgos Avgeropoulos, che descrive la devastazione del delta del Niger dopo la scoperta dei primi giacimenti di petrolio; ancora, Petropolis del canadese Peter Mettler, documentario pluripremiato che racconta un disastro ambientale nella regione canadese dell'Alberta. Infine, la presentazione di un’inchiesta televisiva che si lega anche a un’importante e atteso ospite di questa quinta edizione: Sigfrido Ranucci, tra gli autori “storici” di Report, sarà all’Inchiesta nel pomeriggio di domenica 17 (ore 18.00) per un incontro in omaggio allo storico programma condotto da Milena Gabanelli. Al termine sarà presentata una sua inchiesta realizzata per Report dal titolo Mare nero, un lavoro che parte dal disastro nel Golfo del Messico, per interrogarsi sulla situazione italiana.

Per la sezione L’Italia vista da fuori - che nel 150° anniversario dell'Unità d’Italia racconta pregi e difetti del nostro Paese con una serie di opere recentissime firmate da filmmakers europei - ancora un omaggio a Pasolini con il recente film del belga Gilles Coton, Qui finisce l'Italia. Un viaggio nel nostro confuso paese, sulle tracce di Pasolini. Il film ripercorre il viaggio dello scrittore dell'estate1959 quando, a bordo della sua Fiat 1100, percorre l’intera costa della penisola, da Ventimiglia a Trieste. Nasce così La lunga strada di sabbia, diario di viaggio in un’Italia sospesa tra il boom economico e un passato recente. Nell'estate 2009 Coton ha rifatto quel viaggio: il risultato non è un documentario su Pasolini, ma un road movie che unisce le impressioni pasoliniane di 5 decenni prima e le contraddizioni dell’Italia contemporanea. Tra frammenti sonori di trasmissioni televisive e radiofoniche, all'evocazione della voce di Pasolini si aggiungono le opinioni di altri intellettuali come Claudio Magris, Massimo Cacciari e Mario Monicelli. Ancora nella sezione troverà spazio la produzione svizzera indipendente Sorelle d’Italia, racconto di un viaggio nell’universo femminile lungo l’Italia di Berlusconi, realizzato da Lorenzo Buccella e Vito Robbiani con la camera a mano. Da Nord a Sud, dalla storica residenza del premier ad Arcore a villa Certosa, in Sardegna, 101 donne, incontrate casualmente per le strade di varie città, raccontano chi è per loro Silvio Berlusconi, tra adorazioni di massa e critiche feroci. In Gibellina, il terremoto l’autore austriaco Jörg Burger affronta il “paradosso” della ricostruzione della città siciliana, interpellando comuni cittadini e testimoni oculari di quel bizzarro esempio di riqualificazione, mentre Unfinished Italy è un viaggio che il francese Benoit Felici fa nella “architettura dell’incompiuto” nel nostro Paese.

Televisione: ampio spazio quest’anno all’inchiesta televisiva, un percorso trasversale a tutto il festival, dove spicca l’omaggio a RaiTre, la rete che da più di vent’anni lavora per restituire al servizio pubblico televisivo il ruolo di istituzione sociale e di strumento di promozione culturale. Proprio ad alcuni tra i massimi rappresentati della terza rete Rai, nuovo media partner della rassegna, il compito di inaugurare ufficialmente il festival (mercoledì 13 aprile alle 21.00) con la serata in onore di Angelo Guglielmi Ricomincio dal tre. Scrittore, critico letterario, letterato neoavanguardista, Guglielmi fu protagonista di una svolta radicale nella storia della televisione italiana: la nascita della cosiddetta "tv verità". In soli sette anni (1987-1994) una giovane, ed allora un po' emarginata, RaiTre quadruplicò gli ascolti sotto la sua guida. Tra i molti direttori che gli seguirono, solo l’attuale direttore Paolo Ruffini, anche lui ospite della serata inaugurale, si dimostrerà all'altezza di raccoglierne il testimone, confermando RaiTre come una rete coraggiosa ed innovativa. Presenti anche Nino Criscenti e Bruno Voglino in un incontro moderato dal giornalista Gian Paolo Polesini.

La collaborazione con RaiTre porterà quest’anno al festival numerose anteprime che la rete presenta in esclusiva al pubblico de Le Voci: documentari e inchieste che per argomenti e temi affrontati ben si inseriscono anche nei percorsi tematici del festival. E’ il caso di un documentario della serie Radici (nella sezione Storie di immigrazione) un nuovo programma firmato da Davide Demichelis che documenta una sorta di emigrazione al contrario, in onda su Rai 3 dal prossimo 10 giugno (quattro puntate ogni venerdì sera): in anteprima la puntata che ha per protagonista Maguette Dzengue, immigrato senegalese residente a Torino, che guida il pubblico alla scoperta del suo paese. Storie dell'emigrazione è anche il titolo della storica inchiesta realizzata nel 1972 per la Rai dal maestro del cinema italiano Alessandro Blasetti: al festival saranno riproposte le cinque puntate da un'ora che ripercorrono i momenti salienti dell’emigrazione italiana dall’Unità d’Italia alla tragedia di Marcinelle.

Ancora, in anteprima, il documentario d’inchiesta e denuncia di Silvestro Montanaro, Collera, in programmazione su Rai 3 alla fine dell’estate: ad un anno dal terribile terremoto, Haiti fa i conti con l’esplosione di un’epidemia di colera e con il fallimento evidente delle organizzazioni umanitarie che si ‘spartiscono’ la tragedia. Attesa ospite del festival anche la conduttrice storica di Geo&Geo, Sveva Sagramola che dall’estate sarà in prima serata con un nuovo programma targato Raitre dal titolo Sei miliardi di altri, ispirato all’opera di Yann Arthus-Bertrand - noto per le sue foto aeree e il reportage La terra vista dal cielo - che ha tracciato un identikit dell’umanità intervistando 5 mila persone in 75 paesi del mondo.

Domenica 17 aprile, poi, il festival ospiterà un altro autore storico della terza rete: dopo l’incontro con Ranucci di Report, il testimone passa nella mani di Fiore De Rienzo (ore 21.15 al termine dell’ intervento della scrittrice iraniana Marina Nehmat in sostegno del connazionale regista Jafar Panahi) autore da sempre in prima linea nella redazione della trasmissione televisiva più longeva della storia di RaiTre, Chi l’ha visto?, nell’incontro Un inchiesta lunga 22 anni.
Un'altra occasione per confrontare pratiche e rituali delle televisioni di ieri e di oggi verrà offerta al pubblico da un'altra anteprima RaiTre: il documentario Nient'altro che questo di Massimetti e Serbandini, sull'incidente alla miniera di San José, Cile - 33 minatori imprigionati per due mesi a 700 metri di profondità - e sul circo mediatico che si venne a creare intorno alla vicenda, con tanto di telecamere calate nelle viscere della terra a riprendere immagini da sparare in diretta via satellite alle televisioni di tutto il mondo.

Una vicenda che per molti aspetti fa tornare alla memoria, a trent’anni di distanza, la tragedia di Vermicino (giugno 1981). Il caso di Alfredino Rampi, un bambino di sei anni caduto in un pozzo artesiano di 80 metri, dal quale purtroppo non uscirà vivo, tenne attaccati alla tv per giorni milioni di italiani, innescando la più lunga diretta (18 ore a reti unificate) della storia della Rai: una sorta di interminabile crudelity show, il cui impatto sulla società e sul sistema mediatico nazionale sarà oggetto di riflessione da parte di uno dei numerosi ospiti d'eccezione del festival: il giornalista televisivo Piero Badaloni, conduttore all’epoca del TG1 a cui spettò il primo ‘lancio’ da studio di quella lunghissima diretta .Sabato 16 aprile alle 21.00 il caporedattore del TG Rai del Friuli Venezia Giulia Giovanni Marzini accompagnerà Badaloni nell’incontro Crudelity Show: la tv del dolore da Vermicino ad Avetrana, dove si ripercorreranno alcuni degli eventi di cronaca nera italiana più noti degli ultimi trent’anni, fino al recentissimo caso dell’omicidio di Sarah Scazzi, con un’attenta analisi del cambiamento di linguaggio di una nuova ‘televisione del dolore’ che riempie ormai i palinsesti televisivi.
 
Grandi film internazionali e un’inchiesta multimediale sviluppata in Friuli Venezia Giulia, insieme alle Mediateche del territorio e all’ARPA/LaREA, nella sezione Rifiuto: dal locale al globale: un percorso per confrontare, con proiezioni e incontri, i noti problemi nazionali con le realtà extraeuropee e con i temi attualissimi della sicurezza sul lavoro. Tra i lavori in sezione l’anteprima nazionale di un documentario spettacolare e drammatico, con immagini di cruda bellezza Iron Crows, del coreano del sud Bang Nam Park. Squadre di operai a Chittagong Bangladesh, fanno un mestiere quasi unico al mondo, smontando e distruggendo le gigantesche navi che nessuno vuole demolire, con i lavoratori che rischiano la vita per due dollari al giorno. Il tema dell’ambiente e dei rifiuti sarà soprattutto al centro della giornata di giovedì 14 aprile che vedrà ospite il noto scrittore ed economista Guido Viale nell’incontro La riconversione ecologica, preceduto e seguito da numerose proiezioni. In programma i pluripremiati film Garbage Dreams di Mai Iskander, film documentario sulla vita tra i rifiuti dei poveri de Il Cairo, che grazie al loro lavoro riciclano più dell’80% dei materiali; ancora Plastic Bag di Ramin Bahrani - “viaggio epico” di un sacchetto di plastica fino al Vortice di Spazzatura del Nord Pacifico, commentato dalla voce fuori campo di Werner Herzog – e, infine, il classico - ma non ancora riscoperto - N. U. Nettezza Urbana di Michelangelo Antonioni.
Eccezionale presenza al festival anche per la prima assoluta in Italia del documentario vincitore del Premio per il miglior montaggio al Sundance Film Festival, If a tree falls. a story oh the earth liberation front di Marshall Curry, la storia di un uomo – Daniel McGowan – attivista della controversa organizzazione Fronte di liberazione della Terra, comunemente indicato come movimento “eco-terrorista”, catapultato in circostanze straordinarie nel tentativo di fermare i crimini contro la natura.

Molto spazio, come anticipato, al fenomeno dell’Emigrazione di ieri e di oggi: accanto ai documentari e alle Inchieste prodotte dalla Rai, in programma nella sezione anche il documentario "Monaco, Italia. Storie di arrivi in Germania": il giornalista, filmmaker e produttore Alessandro Melazzini è andato a scoprire le fatiche e i successi degli italiani che hanno varcato il confine. Se da qualche tempo la Germania va di moda, e Berlino fa tendenza, è tuttavia la Baviera che mantiene relazioni privilegiate con il nostro Paese. Qui vivono centomila connazionali, ventimila di loro nella sola Monaco. E ne arrivano sempre di più.
Da segnalare ancora la sezione OGM... Free?? Con una tavola rotonda e un film documentario di grande impatto per riflettere su problematiche che interessano molto da vicino anche il territorio friulano. In programma, sabato pomeriggio, Il mondo secondo Monsanto. Storia di una multinazionale che vi vuole molto bene di Marie-Monique Robin e, a seguire, l’incontro pubblico sugli OGM.
 
In collaborazione con Coop Consumatori Nord Est, spazio all’interno del festival anche per il progetto di sensibilizzazione sui temi della legalità Legality COOP, che prevede un concorso di livello nazionale rivolto agli studenti delle scuole secondarie e delle Università italiane, affiancato da incontri pubblici e momenti di dibattito. Ospiti l’imprenditore calabrese Pino Masciari che ha denunciato la ‘ndrangheta (protagonista di un duplice incontro: nella giornata di apertura, alle 18.00, con il giornalista Gianpaolo Carbonetto e la mattina di giovedì 14 in un incontro riservato alle scuole), il docente ed esperto di hacker Giovanni Ziccardi, Fabio Ghioni uno dei maggiori esperti a livello mondiale in sicurezza e tecnologie non convenzionali e l’attuale capo dell’ufficio pubblicazioni relazioni della camera dei deputati Giovanni Rizzoni chiamati trattare il tema della legalità nelle sue diverse sfumature

Sempre sul fronte delle giovani generazioni, da segnalare l’iniziativa adottata dal festival Segugi dell’inchiesta: 30 studenti universitari e giovani appassionati di cinema, teatro, fotografia, radio, televisione e nuovi media parteciperanno in modo attivo e gratuito all’evento. Per tutta la durata del Festival saranno ospitati da una famiglia di Pordenone e potranno assistere alle proiezioni, agli incontri con gli autori, a dibattiti e spettacoli, in qualità di “segugi dell’inchiesta”. È previsto inoltre un workshop appositamente dedicato, dal titolo L’inchiesta partecipata: le tecniche e gli strumenti del giornalismo cinematografico nella forma breve del web, a cura di Elisa Grando (giornalista de Il Piccolo e Ciak) ed Enrico Marchetto (docente di Sociologia dei Consumi presso lo IULM e ricercatore). I ragazzi accreditati quest’anno arrivano da Sardegna, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
 Il festival - che presenta quest’anno sei anteprime nazionali, tredici produzioni internazionali, oltre una quarantina di ospiti italiani e stranieri e numerose pellicole (oltre una decina) vincitrici di importanti riconoscimenti in festival italiani e stranieri – ospita anche due ulteriori produzioni internazionali su temi che non potevano mancare all’appello dell’Inchiesta. Giovedì 14 aprile, in programma l’opera prima di Janus Metz Armadillo vincitrice della “Semaine de La Critique” all’ultimo Festival di Cannes: il titolo prende il nome da una base del contingente danese in Afghanistan, dove il regista ha abitato e filmato per 6 mesi. I characters sono quelli di un film di guerra hollywoodiano, col palestrato tatuato ed esaltato e il novellino poco più che adolescente. Ma il punto è proprio questo: tutto quello a cui assistiamo è terribilmente reale… Gran finale per la quinta edizione del festival con un’altra produzione danese, questa volta incentrata sul nucleare, tema che la catastrofe giapponese ha prepotentemente riportato all’attenzione mondiale. Alle 22.15 di domenica 17 sarà proiettato Into Eternity di Michael Madsen, già ospite del Tribeca Film Festival. Il film racconta il progetto di un gigantesco sistema di tunnel e gallerie sotterranee, destinato a durare 100.000 anni, posizionato in un isolotto al largo delle coste finlandesi. Si tratta del primo deposito permanente di scorie nucleari, una titanica operazione ingegneristica che potrà “archiviare” solo una esigua percentuale delle scorie radioattive prodotte dall’uomo.

Dal 13 la 17 aprile 2011

Cinemazero - PORDENONE

Le Voci dell'Inchiesta 2011 - cinema, teatro, radio, televisione, fotografia, stampa, nuovi media - V edizione

Info: www.voci-inchiesta.it