A Pordenone tornano Le voci dell'inchiesta

E20

PORDENONE - Torna dal 10 al 14 aprile 2013 a Pordenone, con omaggi ai grandi maestri del giornalismo d’inchiesta, pluripremiati documentari italiani e internazionali, spesso in anteprima italiana e  protagonisti del teatro civile il festival Le voci dell'inchiesta.

La rassegna, giunta alla settima edizione, sarà ancora ricca di spunti sull'attualità, ma anche di approfondimenti sulla storia del giornalismo d’inchiesta, incrociando alle grandi inchieste di oggi e di ieri il tema sempre attuale della censura.

Le Voci negate del giornalismo militante, le libertà di stampa e di espressione vilipese e calpestate percorrono trasversalmente il cartellone, che quest’anno ripercorrerà quasi settant’anni di giornalismo d’inchiesta, a partire dagli storici reportage di Sergio Zavoli - attesissimo ospite del festival, testimone di oltre mezzo secolo di giornalismo a cui sarà dedicata un’ampia retrospettiva – fino all’analisi del rapporto tra inchiesta e nuovi media (giornalismo on-line, social network), grazie a documentari sul tema, workshop e l’incontro con Marco Pratellesi, già direttore di Corriere.it.
 
Il festival dell’Inchiesta non poteva quest’anno non soffermarsi su alcuni importanti omaggi e ricordi, a partire dai 50 anni di TV7, storico rotocalco del TG1, fino alla ricorrenza dei 50 anni dalla tragedia del Vajont: due capisaldi del programma di questa edizione, con numerosi filmati e reportage dell’epoca affiancati dalla viva voce di alcuni prestigiosi testimoni.
50 volte TV7. Mezzo secolo di giornalismo d'inchiesta è il titolo dell’ampia retrospettiva dedicata ai 50 anni della più longeva rubrica settimanale di approfondimento giornalistico della RAI (data di nascita: 20 gennaio 1963), palestra del miglior giornalismo televisivo nazionale.
Un logo essenziale - una V incorniciata da una T e da un 7 – e una sigla indimenticabile (i ritmi sincopati del brano jazz Intermission Riff di Stan Kenton) TV7 poté contare, negli anni, su una schiera di "illuminati" direttori e autorevoli giornalisti-autori: alcuni di loro, come Sergio Zavoli, Furio Colombo, Emilio Ravel, Nino Criscenti e Silvia Samaritani saranno al centro della serata inaugurale del festival in un incontro pubblico (mercoledì 10 aprile ore 21.00) condotto dal giornalista Riccardo Iacona, ‘erede’ di quella fortunata pagina di giornalismo d’inchiesta in Rai.
Nato come un prolungamento del Telegiornale, TV7 ne ruppe subito gli steccati, puntando sui temi più scottanti e sugli aspetti più critici della politica e della società italiane: denunciò scandali, trattò argomenti complessi e controversi, affrontò problemi urgenti e “scomodi”. La trasmissione fu spesso al centro di conflitti, polemiche e azioni di aperta censura: dove mettevamo le mani nascevano problemi, ricorda Sergio Zavoli, giornalista e scrittore a cui il festival dedicherà uno specifico omaggio, offrendo l'occasione di rivedere alcune sue storiche inchieste e interviste.

Lo stesso Zavoli (che alle 11.30 di giovedì 11 aprile riceverà ufficialmente il Sigillo della Città di Pordenone) e Furio Colombo presenteranno al festival anche due attese lectio magistralis: nella mattina di mercoledì 10 aprile, Furio Colombo presenterà la lectio Dalla mobilitazione televisiva del 1968 a quella informatica del 2013 mentre Sergio Zavoli nella mattinata di giovedì 11 aprile interverrà su Informare non è comunicare (e viceversa).
 
Ai 50 anni di Tv7 si intreccia la Ricorrenza dei 50 della tragedia del Vajont, al centro, tra l’altro, di un clamoroso caso di censura cui fu protagonista il giovane collaboratore di Tv7 Antonello Branca, immediatamente espulso dai vertici Rai di allora per aver realizzato un servizio (Quelli di Erto/Quelli di Casso) che dava la parola ai superstiti, amplificandone le voci e le denunce. Ma i silenzi e le censure che hanno preceduto e seguito il più grande disastro naturale provocato dall'uomo furono numerosi, così come le storture firmate dalle principali testate giornalistiche italiane e avallate da alcune penne illustri, che facevano a gara per avvalorare la tesi della catastrofe naturale, cercando di sminuire le colpe della S.A.D.E.
A 50 anni da quella tragedia, il festival dell’Inchiesta si inoltrerà in un laborioso processo di ricomposizione e ricostruzione della memoria, grazie alla presentazione di una significativa ma pressoché misconosciuta produzione di documentari e inchieste filmate. Tra gli altri, sarà presentato per la prima volta in sala La tragedia del Vajont, mediometraggio commissionato dalla Rai nel 1963 a Luigi Di Gianni, e poi mai acquistato n’è mandato in onda (venerdì 12 alla presenza del regista). Nella serata di sabato 13 aprile è inoltre, atteso un importante momento corale in ricordo della tragedia del Vajont: alle 21.00 sarà proiettato il lavoro del regista Andrea Prandstraller “Vajont ’63. il coraggio di sopravvivere”, alla presenza di Giovanni De Lorenzi, della Fondazione Vajont, Roberto Padrin, sindaco di Longarone, Franco Roccon, sindaco di Castellavazzo, Luciano Pezzin, sindaco di Erto e Casso, Luigi Rivis, responsabile della centrale, idroelettrica di Soverzene nel 1963, Gianni Olivier, sopravvissuto al disastro, Don Gastone Liut, parrocco di Vajont e lo stesso Prandstraller (modera Stefano Polzot, giornalista del Messaggero Veneto)
 
Tra le Voci di quest’anno non poteva mancare quella di Damiano Damiani, eclettico regista, scrittore e pittore pordenonese recentemente scomparso, che ha dedicato un’intera esistenza al cinema d’inchiesta: giovedì 11 aprile, nell’ambito dei matinèe realizzati all’Università per la sezione Legality Coop: educare alla legalità (la campagna di comunicazione e sensibilizzazione sul tema della Legalità rivolta agli studenti delle scuole secondarie e delle università realizzata in collaborazione con Coop Consumatori Nord Est), in programma la proiezione di uno dei suoi film più intensi, Un uomo in ginocchio, con Giuliano Gemma e Michele Placido.
 
A tournèe già conclusa, approda al festival come evento speciale, lo spettacolo di teatro civile E’ stato la mafia, firmato da Marco Travaglio, affiancato in scena dall’attrice Isabella Ferrari. Venerdì 12 aprile al Teatro Verdi di Pordenone (ore 20.45) il festival di Cinemazero offrirà al pubblico l’ultima occasione per assistere allo spettacolo prodotto da Promomusic che denuncia una delle colpe più oscure e orrende delle istituzioni italiane, la trattativa tra i rappresentanti della legalità e quelli della criminalità organizzata: una replica ideata e pensata appositamente per la manifestazione pordenonese con alcune rivisitazioni e attualizzazioni inserite per l’occasione. Nello spettacolo Marco Travaglio racconta la storia della trattativa fra Stato e Mafia, avviata dallo Stato nel 1992 e proseguita fino a oggi: com'è suo costume, il giornalista narra fatti drammatici in forma tragicomica, sottolineando gli aspetti grotteschi e ridicoli delle campagne di stampa negazioniste e giustificazioniste scatenate da giornali e televisioni.
 
Le strade del documentario è l’importante sezione che anche quest’anno riserverà al pubblico del festival la visione, spesso in prima nazionale, di alcuni tra i più recenti e applauditi documentari d’inchiesta, italiani e internazionali, pluripremiati nei più prestigiosi festival del mondo.
I documentari sono il nuovo giornalismo d’inchiest», ha affermato di recente il regista americano Michael Moore, cui va il merito di aver dato nuova legittimazione al documentario, imponendolo come prodotto appetibile per il mercato. In linea con le considerazioni di uno dei massimi rappresentanti del film-inchiesta internazionale, Le voci dell'inchiesta spalanca ancora di più le porte quest’anno al grande "cinema della realtà", attraverso un'ampia e variegata proposta di reportage e documentari d'inchiesta di rilievo internazionale. Una ventina di titoli in calendario, provenienti da altrettanti paesi del mondo, selezionati tra le migliori realizzazioni dell'ultima stagione e sottotitolati per l'occasione.
I lavori toccheranno tematiche che vanno dalla salute all’ambiente, passando per la legalità fino all’importante tema della censura, che percorre tutto il festival nelle diverse declinazioni del programma.
Nel percorso Voci negate spicca un’attesa anteprima nazionale, reduce dall’ennesimo premio vinto poche settimane fa al festival di Ginevra (dopo aver toccato i festival di Toronto, Locarno, Tallin, Stoccolma, Amsterdam, San Paolo, ..). La sconvolgente la testimonianza del ragazzo nord-coreano Shin Dong-Hyuk è al centro dell’intenso docu-film Camp 14. Total control zone, di Marc Wiese. Il noto documentarista tedesco, riporta la drammatica e toccante testimonianza di Shin, figlio di due prigionieri politici nord-coreani, e per questo trovatosi costretto a vivere la sua infanzia e adolescenza in un campo di lavoro del regime. Il film è arricchito dalle visualizzazioni in animazione dell'iraniano Alireza Darvish.

Da segnalare tra i titoli in programma anche Five broken cameras, il primo documentario palestinese ad essere candidato al premio Oscar, firmato dal palestinese Emad Burnat che narra per immagini la resistenza nonviolenta del villaggio palestinese di Bil’in in West Bank al di l’à del muro. Ancora, da segnalare il film sulle donne-blogger Forbidden voices - come iniziare una rivoluzione con un portatile dove la regista Barbara Miller, ospite del festival, sottolinea l’impatto di Internet sulla libertà di informazione attraverso la vita di tre coraggiose donne blogger provenienti da Iran, Cuba e Cina. A chiusura di festival, domenica 14 aprile, saranno presentati alla presenza dei registi due importanti lavori selezionati quest’anno. The Iran job è film documentario realizzato dal regista Till Schauder con il giocatore di basket americano Kevin Sheppard in occasione della sua permanenza in una squadra di basket in Iran: un film per raccontare attraverso lo sport le profonde contraddizioni del paese di Ahmadinejad. A seguire Donauspital dell’austriaco Nikolaus Geyrhalter, impietoso ritratto di un’istituzione ospedaliera che svela procedimenti di norma invisibili ai pazienti e ai visitatori: mai si è entrati così dietro le quinte di un istituto sanitario

In programma al festival anche L’omaggio alla coppia Massimo d'Anolfi e Martina Parenti, considerati tra i nostri migliori documentaristi, per approccio e riflessioni sul reale. Dei due filmmakers - che di recente hanno rappresentato l’Italia alla Berlinale 2013 e che saranno presenti alla manifestazione pordenonense – verranno presentati i quattro lavori finora realizzati, a partire dall’ultima opera Materia oscura che tanta attenzione e clamore ha suscitato al festival internazionale di Berlino. Lo spazio del film è un poligono sperimentale nel sud-est della Sardegna, luogo fondamentale della ricerca scientifica militare situato in una terra ferita dalle innumerevoli esplosioni, i cui danni emergono sotto forma di malattie e crudeltà finora invisibili ai nostri occhi (il sito è stato sequestrato di recente). In sala anche il loro lavoro Il castello, film che racconta un anno dentro l’aeroporto intercontinentale di Malpensa, Grandi speranze, sulle ambizioni di tre giovani imprenditori e I promessi sposi che incrocia i destini e le storie di alcune persone alle prese con il periodo che precede il giorno del matrimonio.

Anche quest’anno il programma del festival sarà arricchito dagli appuntamenti del mattino con la lettura dei quotidiani a cura di alcuni ospiti del festival con i giornalisti delle nostre testate regionali. Coffee&Newspapaers prende avvio giovedì 11 aprile (ore 10.00 Bar Municipio) con la presenza di Furio Colombo e il giornalista del Il Gazzettino Lorenzo Marchiori. Sabato 13, sempre alle 10.00 al Caffè Nuovo, in programma, invece, l’incontro con il giornalista del Messaggero Veneto Domenico Pecile intervistato dal direttore del telegiornale di Tv7 Triveneta FVG Alessandro Rinaldini su L’Inchiesta giornalistica: Cronaca e attualità.
Domenica 14 aprile (caffè della piazza, ore 11.00) i quotidiani saranno letti dal giornalista Marco Pratellesi con Stefano Polzot, del Messaggero Veneto

Dal 10 al 14 aprile 2013

Cinemazero, Piazza della Motta, 2 - PORDENONE

Le voci dell'inchiesta 2013 - 7^ edizione

Biglietti e abbonamenti: per lo spettacolo E’ stato la mafia prevendite sul sito del Teatro Verdi www.comunalegiuseppeverdi.it mentre le prevendite dirette saranno aperte dal 6 al 12 aprile presso la biglietteria del Teatro Verdi (orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 14.30 alle ore 19.00; il sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.00 (festivi esclusi) e un’ora prima dell’inizio dell’evento).
A tutti gli altri eventi della rassegna ingresso con biglietto giornaliero con l'abbonamento; base15 €, e sostenitore Fuori dal coro, 30 € che offrono l'ingresso a tutti gli eventi e alle proiezioni serali, previo ritiro del tagliando alle casse di Cinemazero
Per richiedere l’abbonamento è sufficiente scrivere a inchiesta@cinemazero.it 

Le Voci dell’Inchiesta, un progetto di Marco Rossitti, che firma anche la direzione artistica, con il coordinamento di Riccardo Costantini, è organizzato da Cinemazero con Università degli studi di Udine (Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Multimediali-Laboratorio ReMote), con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Cinema, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ARPA FVG/Larea, Banca Popolare Friuladria – Crédit Agricole, Coop Consumatori Nordest; con la partecipazione del Comune di Pordenone e Consorzio Universitario di Pordenone, in collaborazione con RAI e RAI Friuli Venezia Giulia, Cinemambiente, Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Teatro Comunale Giuseppe Verdi, la città complessa, pordenonelegge.it, Circolo Fotografico "L'Obiettivo", Pordenone, Pordenone With Love; con il supporto di Gervasoni Spa

Info: Cinemazero
Tel. 0434520404
inchiesta@cinemazero.it 
www.voci-inchiesta.it