Dal Grillo parlante un'iniezione di (s)fiducia contro la rassegnazione

Sipario

[img_assist|nid=4267|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=120]UDINE - Seppur sempre più appesantito nel fisico, il nostro Beppe Grillo si è dimostrato ancora una volta uno dei più grandi animali da palcoscenico (anzi da platea, visto che sul palco non ci è salito quasi mai, gironzolando sempre in mezzo al pubblico) del nostro Paese.

Scevro da qualsiasi interesse personale, ha espresso lungo le due ore di spettacolo ansie e malumori quotidiani del Popolo, si è fatto portavoce di minoranze inascoltate che non possono avere la meritata risonanza (la Carnia con i suoi inutili referendum e la costruzione di ancor più inutili autostrade) e ha puntato l’indice, come leitmotiv della serata, sulla carenza di (sana) informazione nella penisola Italica.

Caricato, esplosivo come non mai, la battuta sempre pronta, ha coinvolto un pubblico accorso in massa (8.000 persone in due date; il tutto esaurito è d’obbligo) con una dialettica dirompente, una capacità comunicativa senza pari e un’invidiabile dose d’ironia e buonumore (con un retrogusto fortemente amaro, se non angosciante).

Le cronache cittadine raccontano di un Grillo che, nei due pomeriggi passati in città, si è visto scorazzare liberamente in piazza Matteotti e dialogare con garbo con tutti coloro che lo hanno avvicinato; non quindi una  star arroccata e indisponibile/indisponente, ma serio professionista che vuole vivere la realtà del posto in cui si trova, la sua quotidianità, i suoi pregi e/o difetti, per poi disseminarli con sferzante energia nel canovaccio distribuito generosamente agli astanti.

Un fuoco di fila che non risparmia il territorio comunale, con battute sul sindaco (definito un metàfisico), sulla laboriosità del popolo friulano (il terremoto qui non torna di certo, si vergogna, in quindici minuti avete ricostruito tutto) e quello nazionale (governo, industrie, media), il tutto basato su pregressi constatabili e saldamente fondati. Mai inutile, il[img_assist|nid=4268|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=427] discorso di Grillo punta anche sull’innovazione, sul futuro di tecnologie ancora in fase embrionale (ma che, secondo lui -e ha dimostrato più volte la sua lungimiranza- saranno cose di dominio comune fra non molto tempo) oppure su altre che altrove sono già una realtà, qui ignorata per mancanza d’informazione.

Bella, potente, illuminante, la maratona di Grillo è una cosa a cui bisogna assistere, boccata di rarefatto ossigeno, un’illuminazione costante e realistica,  poggiata pesantemente presente, ma fondata sull’esperienza del passato e con le mani necessariamente sul (possibile) futuro. In questo senso è indispensabile un consiglio: insieme ai giornali e telegiornali istituzionali è d’obbligo una visita quotidiana al suo blog (www.beppegrillo.it), fonte inesauribile di spunti introvabili sui tradizionali circuiti mediatici.