David Grossman al Goldoni di Venezia per Incroci di Civiltà 2010

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[img_assist|nid=26680|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VENEZIA - Quando finii di scrivere Vedi alla voce: amore capii di averlo scritto per dire che chi annienta un uomo, qualunque uomo, a conti fatti distrugge un'opera geniale, unica nel suo genere, specifica e infinita che non si potrà mai più ricreare, nè mai ve ne sarà una simile (David Grossman). Per il terzo anno consecutivo, Incroci di civiltà. Incontri internazionali di letteratura darà corpo e voce ad una variegata miscela di esperienze umane e letterarie, e sospingerà a maggio autori ed opere da svariate aree del globo verso il palcoscenico lagunare; Venezia così tornerà a farsi ancora una volta snodo virtuoso per molteplici traiettorie ed esperienze creative, di cui parleremo qui molto presto nei dettagli.Evento invernale "apripista" della manifestazione di primavera, l'incontro con un autore che incarna nella propria storia personale ed opera letteraria l'idea stessa di "incrocio" come reiterata mediazione fra idee e sensibilità difficilmente conciliabili: lo scrittore israeliano David Grossman. Autore tra i più rappresentativi della letteratura contemporanea mondiale, Grossman (Gerusalemme 1954) è da sempre impegnato in un delicatissimo processo di riconnotazione umana e letteraria di aree opposte dell'immaginario collettivo e strumentario politico, nel crogiuolo israeliano di oggi.  Instancabile sostenitore del dialogo come strumento essenziale per la convivenza pacifica tra i popoli, affianca alla sua attività di autore di romanzi quella di giornalista e opinionista. La biografia di David Grossman è assai densa, e ci presenta un talento precocissimo. Bambino prodigio, all'età di soli dieci anni conduce una trasmissione radiofonica per ragazzi e intraprende così la carriera giornalistica alla Israel Radio, che abbandonerà venticinque anni più tardi.Laureatosi in filosofia e teatro alla Hebrew University alterna la sua attività di anchor-man a quella di scrittore, impegnandosi nella narrativa per ragazzi e realizzando numerosi radiodrammi di successo.Il suo primo romanzo, Il sorriso dell'agnello, esce nel 1983, ma è con il secondo, Vedi alla voce: amore, (1988) che avviene la sua definitiva consacrazione: il New York Times Book Review lo [img_assist|nid=26681|title=|desc=|link=none|align=right|width=480|height=640]paragona a Faulkner, Gunter Grass e Gabriel Garcia Marquez. Con questo romanzo descrive l'orrore della shoah attraverso i racconti e la fantasia di un bambino; la tecnica assolutamente innovativa è data in questo caso dai molteplici incastri temporali nella struttura narrativa, accanto all'adozione di personaggi surreali.Nel 1987, con il saggio Il vento giallo, analizza realisticamente la vita nei territori occupati della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Un reportage che l'allora capo del governo d'Israele, Ytzkhak Shamir, aveva definito "una trovata giornalistica". Nove mesi più tardi, nella sorpresa generale (ma non di Grossman), iniziava l'intifada palestinese.Nel 1988 viene licenziato in seguito alle sue proteste contro le censure imposte ai suoi reportage. Da allora si dedica completamente alla scrittura aggiudicandosi importanti riconoscimenti come il Sappir Prize for literature nel 2001 e il premio come miglior romanzo al Jewish Quaterly Wingate Literaly Prize del 2004.Al centro dei suoi romanzi, il mondo dei sentimenti umani e delle passioni, espressi in una prosa immaginifica e strutturalmente complessa: Scrivo storie d'amore perché sono così afflitto dalla realtà caotica che mi circonda da avere bisogno di crearmi attorno un mondo di affetti. E' il mio modo di astrarmi dalla follia e dalla guerra. Scrivere diventa un rifugio dalla violenza e dalla morte che entra in ogni momento della mia vita. Sento il bisogno di parlare di quello che ci è stato tolto: la normalità, il senso della vita, i sentimenti. Le mie invenzioni diventano la mia realtà. Sono nello stesso tempo ebreo e palestinese, cane e bambino. Assumo tante identità senza mai rinunciare alla mia. In questi anni non ho scritto solo romanzi: ho preso parte a discussioni politiche, ho pubblicato articoli e saggi. Ma ho sempre saputo che le cose più importanti erano quelle che avevano a che fare con la parte più profonda di noi, con l'essenza della vita.Attualmente vive a Mevasseret Zion, vicino a Gerusalemme con la moglie e due dei suoi tre figli, Yonathan e Ruti. Un altro figlio, Uri, a soli 20 anni è stato ucciso il 12 agosto 2006 durante la guerra in Libano. A colpirlo è stato un missile anticarro sparato durante un'operazione delle forze israeliane poco prima del cessate il fuoco imposto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Solo due giorni prima Grossman si era unito ad Amos Oz e Abraham Yehoshua per chiedere al governo di trovare un accordo per un cessate il fuoco come base per negoziati che portassero a una soluzione concordata, definendo ulteriori azioni militari come "pericolose e controproducenti" ed esprimendo preoccupazione per il destino del governo libanese. Il 27 gennaio 2008, in occasione del Giorno della Memoria, Grossman ha ricevuto una laurea honoris causa in Studi letterari e culturali internazionali dall'Università di Firenze. Indroci di civiltà 2010 Sabato 20 febbraio 2010, ore 18:30 Teatro Goldoni - VENEZIA Venezia dialoga con David Grossman Antonio Gnoli e Emanuela Trevisan Semi incontrano l'autore Ingresso libero Info: tel 0413969220 / 0412747676 info@incrocidicivilta.org www.incrocidicivilta.org