Disoccupazione, in aumento anche in Friuli. La conferma arriva dai Centri Impiego della Provincia

Provincia Udine
UDINE - Un prevedibile e costante aumento di persone disoccupate: il dato del 1° semestre 2009 è quasi pari a quello complessivo del 2008. A confermarlo i dati raccolti dai Centri per l’impiego della Provincia, elaborati dall’Osservatorio per il lavoro e presentati nel corso dell’ultima riunione della Commissione Provinciale del Lavoro dall’assessore al lavoro Daniele Macorig – dati aggiornati al secondo trimestre del 2009 –.
Nel 2008, gli ingressi in stato di disoccupazione sono stati pari a 15.027, una cifra in linea con il 2007 (15.095) ma in crescita rispetto agli anni precedenti: se raffrontata rispetto al 2004 si registra un aumento dei flussi pari al 16,83%.
Nel 2008 la distribuzione per genere mostra che i 15.027 ingressi sono determinati da 8.792 dichiarazioni di disponibilità da parte di donne e 6.235 da parte di uomini. In linea con quanto osservato negli anni precedenti, mediamente, i movimenti femminili superano quelli degli uomini di circa 20 punti percentuali. I movimenti conteggiati nei primi sei mesi di quest’anno sono pari a 9.817, di gran lunga superiori a quanto registrato negli anni precedenti (da un minimo di 5.887 nel 2004 ad un massimo di 6.473 nel 2008). L’ammontare registrato nel primo semestre rappresenta mediamente il 44% di quanto rilevato nell’intero anno.

Se i flussi degli ingressi in stato di disoccupazione nulla dicono sui settori economici in sofferenza – ha precisato Macorig -, l’ingresso in lista di mobilità rappresenta un importante indicatore economico congiunturale. In particolare, rivela la diffusione o la contrazione di situazioni aziendali di crisi che, a loro volta, condizionano le uscite dalla lista conseguentemente ad una nuova occupazione. La mobilità – prosegue - è un ammortizzatore sociale previsto dalla legge e presuppone il licenziamento del lavoratore.

Gli inserimenti in lista di mobilità sono in crescita, una tendenza concorde nel territorio della provincia di Udine e in quello dell’intera regione. I licenziamenti individuali (ex L. 236/93) sono sempre superiori a quelli collettivi (ex L. 223/91), in una proporzione media del 70% (ex L.236/93) e del 30% (ex L.223/91).

L’entità degli inserimenti in mobilità nel 1° semestre 2009 (1.990 – dato provvisorio) si avvicina a quella dell’intero anno scorso (2.679). La distribuzione per genere nei due tipi di mobilità è inversa: per la L. 223/91 la quota di uomini è sempre abbondantemente superiore al 50% mentre, nel caso della L. 236/93, sono le donne a superare la metà degli inserimenti. Tale distribuzione è spiegata dall’impiego tipicamente maschile in grandi aziende dell’industria e di quello femminile in realtà più piccole. L’andamento delle linee di tendenza distinte per L. 223/91 e per L. 236/93 mette in luce una crescita progressiva della mobilità non indennizzata (L. 236/93) a scapito di quella indennizzata (223/91).

In considerazione della maggiore difficoltà per le donne – ha aggiunto Macorig – si darà atto nella continuità del progetto finanziato dal Ministero attraverso Italia Lavoro, nel dare priorità al sostegno rivolto al sesso debole. In generale, a fronte di un quadro così delicato – afferma Macorig –, la Provincia sta lavorando al massimo delle proprie possibilità e in ogni sua competenza in attesa della ripresa dell’economia. Tra le iniziative avviate la costituzione di un fondo di 1 milione di euro a disposizione dei Comuni per l’anticipazione della Cassa integrazione straordinaria nel caso di ritardi dell’Inps. Per quanto riguarda l’istituto degli ammortizzatori in deroga, per il 2009 i target di beneficiari sono stati modificarti estendendo il trattamento in deroga a tutti i lavoratori privi di trattamento previdenziale ordinario. In più – ha aggiunto Macorig – per poter rendere proficui i mesi di forzato stop per molti lavoratori, a settembre partiranno i percorsi riguardanti le attività formative per i beneficiari di ammortizzatori sociali in deroga.