Dopo il concerto di Santana, la prima giornata ufficiale di Trieste Loves Jazz 2009

Jazz Vibes
TRIESTE - La maratona musicale di TriesteLovesJazz, giunto nel 2009 alla sua terza edizione, prende il via giovedì 16 luglio in Piazza Hortis, a partire dalle ore 21.00. Il primo appuntamento è con si delinea l’apertura della rassegna alle novità, alle sonorità non comuni, alla curiosità creativa: l’Auer Delago duo nel progetto Living room è quanto meno una formazione “inconsueta”, che nel fascino dell’accostamento tra hang drums e clarinetto basso – imbracciati rispettivamente da Manu Delago e Christoph Pepe Auer, ottimi musicisti e compositori-arrangiatori – trova il suo charme quasi ipnotico: grazie anche alla collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura Milano, Trieste ospita probabilmente il primo duo in assoluto composto da questo organico. A seguire una sferzata di potente energia sonora con i Gaia Cuatro: due personaggi tra i più emblematici della scena jazz giapponese (Aska Kaneko, violino; Tomohiro Yahiro, percussioni) e due musicisti argentini molto creativi che operano in Europa (Gerardo di Giusto, pianoforte; Carlos “el tero” Buschini, contrabbasso e basso elettrico) compongono l’ensemble che porta l'arte dell'improvvisazione all'eccellenza, con una libertà agli antipodi delle convenzioni stabilite, lavorando alla definizione di una musica totalmente inedita, ma allo stesso tempo sorprendentemente familiare grazie alla sua la naturalezza ed eleganza. Venerdì 17 luglio, ancora in piazza Hortis, la serata comincia con un omaggio a Keith Jarrett, con il tocco sensibile e chiaro del pianoforte di Igor Solo: con lui si apre la lunga schiera di artisti della nostra area geografica che ricalcano con il tocco sensibile, la perizia dell’osservazione, lo sguardo al futuro il carattere introspettivo e, allo stesso tempo, curioso delle terre del Nordest. A seguire, anziché l’annunciato Park Stickney Trio, un’altra formazione originalissima ed estremamente raffinata: l’Alboran Trio, composto da Paolo Paliaga al pianoforte, Dino Contenti al contrabbasso e Gigi Biolcati a batteria e percussioni. “Entrando dallo stretto di Gibilterra troviamo il mare d’Alboran, compreso tra le coste spagnole a nord e quelle marocchine ed algerine a sud. Il bacino occidentale del Mediterraneo, che contiene tra gli altri il mar d’Alboran, è ben delimitato dal bacino orientale della congiungente capo Bon-capo Lilibeo. Alboran è l’ingresso nel Mediterraneo, è il mare che congiunge il continente africano e quello europeo, è il mare che si incontra arrivando da tutti gli altri mari. Il Mediterraneo unisce, mescola, incontra, elabora, metabolizza culture, suoni, genti diverse, religioni, tradizioni e rimane da sempre come una grande fascinazione, un luogo fondativo, una scaturigine occulta. Alboran è come l’inizio di qualcosa di cui non si sa bene, che le parole stesse non sanno ancora raccontare”. Così si racconta il trio, che nasce da un incontro importante di musicisti che vivono la musica d’improvvisazione in un modo diverso, che scavano nel ritmo, che cercano un nuovo suono e un modo nuovo di far suonare la più tradizionale delle formazioni. Alboran Trio si caratterizza per essere una giusta combinazione di tre personalità che collaborano ad un’unica visione della musica. Il programma si incentra sui brani originali del pianista e compositore Paolo Paliaga che il trio ha sapientemente arrangiato. Rigorosamente acustico nella formazione, il lavoro dei musicisti ha approfondito la ricerca sonora sulla vibrazione delle pelli, corde e legni, si è concentrato sullo sviluppo dell’arte della melodia, sull’interazione e la creazione spontanea, fuori dalle etichette tradizionali e dalla strada principale dello swing. Il risultato è una musica fresca, piena di sfumature, articolata, che spazia dalla musica europea alla pulsazione africana, sullo sfondo della tradizione jazz nord-americana. Il concerto triestino prevede alcuni brani del primo CD Meltemi come Balkan Air, Pianissimo, Duende e Cinque lunghissimi minuti e la presentazione di molti dei brani del nuovo CD Near Gale come Autumn mist, Delle cose nascoste, Selon moi, Fuori stagione e Also sprach Raul, per citarne alcuni. Chiude la serata un'altra formazione del Friuli Venezia Giulia: l’affiatatissimo duo Cappelletti - Massaria (pianoforte e chitarra) che ormai da anni lavora in modo congiunto alla ricerca di nuovi mondi sonori. Arrigo Cappelletti, pianista e compositore, è tra i nomi del jazz più noti a livello nazionale per le sue collaborazioni (tra gli altri ha suonato con Gianni Cazzola, Sergio Fanni, Paolo Dalla Porta, Roberto Ottaviano, Barre Phillips, Olivier Manoury, Ralph Alessi, John Hebert) e per la sua innovativa tendenza alla contaminazione del jazz con diverse sonorità - dal tango al fado, alle più originali rivisitazioni del blues e degli standard jazz. È autore di diversi saggi e del volume autobiografico Il profumo del jazz (uscito per Edizioni Scientifiche Italiane nel 1996). Andrea Massaria è un jazzista triestino che vanta un importante percorso di specializzazione nell’ambito dei più diversi stili, anche Massaria è sperimentatore di nuovi contesti sonori, alla ricerca di continue esplorazioni intra-musicali. Numerose le sue partecipazioni discografiche (fino all’ultimo lavoro da solista, Giano, con U. T. Ghandi e Danilo Gallo), e molti anche i collaboratori, con i quali ha partecipato ai maggiori festival italiani, tra cui citiamo Francesco Bearzatti, Paolo Mappa, Stefano Senni, Flavio Boltro. Con loro, a completare il percorso, c’è Michele Rabbia, percussionista di fama europea, eclettico performer e artista multimediale. Funambolo della batteria e di tutto ciò che si può percuotere, Michele Rabbia crea, attraverso il ritmo, un mondo personale di suoni come i migliori batteristi che amano esibirsi in solo dimostrando di essere non solo eccellenti musicisti in ensemble di vario genere ma anche capaci di costruire narrazioni musicali e suscitare emozioni con la sola batteria. Nato a Torino nel '65, studia tra Italia e Stati Uniti, per trasferirsi a Roma, dove entra a far parte del gruppo Aires Tango guidato dal sassofonista argentino Javier Girotto; con questa formazione registra sette dischi e compie oltre 300 concerti che vedono, in alcuni casi, la collaborazione di musicisti come Enrico Rava, Paolo Fresu, Peppe Servillo e Gianni Coscia. Lavora anche con Rita Marcotulli, Charlie Mariano, Antonello Salis, Stefano Bollani e da sempre si occupa di interazioni tra le arti, tra cui la pittura la letteratura e soprattutto la video arte.