Elio Ciol e Gli anni del Neorealismo a Villa Manin

Deep Focus
[img_assist|nid=23283|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]Codroipo (UD) - Una serie di mostre realizzate a Villa Manin di Passariano, a Casarsa della Delizia e a Pordenone, celebrano gli ottant’anni di Elio Ciol, uno dei paesaggisti italiani più noti nel mondo, e i sessant’anni di professione del maestro. Il fotografo friulano è conosciuto soprattutto per la sua interpretazione fotografica del paesaggio italiano e per il lavoro di documentazione del patrimonio artistico.

La mostra Gli anni del Neorealismo, che inaugura sabato 5 settembre a Villa Manin, affronta uno risvolto poco noto dell’opera del fotografo friulano, quello degli anni della formazione, tra il 1950 e il 1964. L’Italia appena uscita dalla guerra e immersa, nelle zone più avanzate, nella grande opera di industrializzazione del Paese, viveva una stagione di grande fervore creativo in tutti i campi, dal cinema alla letteratura, dall’arte alla fotografia. Il clima del neorealismo portava a sguardi innovativi su queste società in trasformazione, con messaggi che per la prima volta penetravano in profondità nella società grazie alla diffusione del cinema e della stampa illustrata. Elio Ciol, esordiente, partecipe al dibattito di quegli anni, ad esempio con la frequentazione del circolo La Gondola di Venezia, uno dei punti focali della creatività fotografica del tempo, raccontava con le sue immagini il clima fervido della trasformazione sociale, ma anche l’apparente immutabilità delle campagne e delle montagne del Friuli e del Veneto, in quel periodo ancorate ad ancestrali modi di vita e di produzione, e il fascino di un Mezzogiorno d’Italia che in quel periodo era ancora lo stesso che aveva affascinato i viaggiatori del Grand Tour a partire dal Settecento. Il suo racconto mostrava però già i segni di un linguaggio raffinato,costruito attraverso una ricerca formale tutta interna al bianco e nero. Vita ed estetica si intrecciano nelle immagini di quegli anni, e trovano la loro sintesi nelle straordinarie immagini scattate poche ore dopo la tragedia del Vajont.

Merita una citazione a parte il lavoro di fotografo di scena per[img_assist|nid=23284|title=|desc=|link=none|align=right|width=509|height=640] il film Gli Ultimi ideato da padre David Maria Turoldo e diretto nel 1962 da Vito Pandolfi. La ricostruzione del Friuli degli anni Trenta, immerso nella miseria, consentì a padre Turoldo di disegnare un’elegia dei valori della vita contadina che è forse più attuale e più interessante oggi che nell’Italia del miracolo economico (il film fu uno straordinario insuccesso commerciale). De Gli Ultimi Elio Ciol fu fotografo di scena, e le sue immagini sono una storia nella storia, racconto di momenti della produzione, di espressioni di protagonisti e tecnici, di presenza di quel paesaggio friulano che era ormai una costante del suo sguardo. La mostra presenta però anche altri momenti che oggi sembrano provenire da un passato remoto. Visioni di Venezia, di Assisi, delle campagne attorno a Milano; e momenti di quella vita di montagna che pareva destinata all’ immobilità, tutte realtà che nel giro di pochi anni avrebbero subito l’attacco della modernità. In quel mondo in trasformazione si trasforma progressivamente anche lo sguardo di Elio Ciol, che lentamente elabora la sua filosofia fine art anche quando il suo obiettivo si rivolge alle persone, agli sguardi, alle posture. La mostra è composta di 140 immagini, ed occupa la barchessa di Villa Manin, il grande complesso nella campagna friulana, nel comune di Codroipo, che da molti anni costituisce una delle maggiori sedi espositive della regione Friuli Venezia Giulia. Accompagnerà la mostra un catalogo edito da Umberto Allemandi, con un saggio introduttivo di Silvia Paoli.

Elio Ciol è nato a Casarsa della Delizia (PN), dove tuttora risiede e lavora. Ha iniziato a lavorare fin da giovane nel laboratorio fotografico del padre. Ha acquisito una vasta esperienza tecnica e ha maturato un suo modo di leggere le opere d’arte e di esprimersi attraverso la fotografia, segnatamente nel paesaggio. Nella ricerca costante di nuove tecniche e di nuove forme di linguaggio per immagini ha fatto parte dal 1955 al 1965 del cineclub di Udine. Ha realizzato vari documentari, a passo ridotto, premiati al Concorso Nazionale del Cineamatore di Montecatini e al Concorso Internazionale del Cineamatore di Salerno. Dal 1955 al 1960 ha fatto parte del circolo fotografico “La Gondola” di Venezia. Nel 1962 ha partecipato come fotografo di scena al film Gli ultimi di Vito Pandolfi e P.D.M. Turoldo. Nel 1963, a Milano, ha collaborato con Luigi Crocenzi alla realizzazione della “Fondazione Arnaldo e Fernando Altimani per lo studio e la sperimentazione sul linguaggio per immagini”. Nello stesso anno ha esposto all’Ambrosianeum di Milano le foto di un suo servizio sull’attività di Gioventù Studentesca nella Bassa Milanese. Numerose le sue mostre fotografiche in Italia e all’estero. Molto significative l’ antologica del 1999 voluta dai Civici Musei e dal Comune di Udine nel grandioso spazio espositivo della Chiesa di S. Francesco e quella promossa dal Comune di Padova, nel 2002, nel Palazzo del Monte di Pietà. Nel 2004 la Provincia di Pordenone e il Comune di Casarsa Della Delizia hanno promosso una mostra di sue nuove fotografie raccolte in dittici e trittici, e per l’occasione è stato realizzato il convegno sul collezionismo fotografico: La memoria ambigua. Nel 2006 è stato invitato a esporre nel Museo Diocesano e [img_assist|nid=23285|title=|desc=|link=none|align=left|width=509|height=640]Gallerie del Tiepolo a Udine. Nel 2006 la Cohen Amador Gallery di New York ha esposto una sua mostra personale. Nel 2007 è stato invitato al Meeting per l’amicizia tra i popoli di Rimini, assieme a Pepi Merisio, per un’antologica. Nel 2009 è stato invitato dal Centro Culturale Candiani di Mestre-Venezia a esporre un’ antologica dal titolo Elio Ciol. Terre di poesia. Nello stesso anno, in occasione del conferimento del titolo Uomo di Confine a Claudio Magris, è stato invitato a esporre a Sejny, in Polonia, nella Galleria della Sinagoga Bianca, la mostra La luce incisa. Collabora con importanti case editrici e ha contribuito con le sue fotografie alla realizzazione di oltre duecento libri.

Dal 5 settembre al 10 ottobre 2009

Barchessa di Villa Manin, Piazza Manin, 10, loc, Passariano - Codroipo (UD)

Elio Ciol - Gli anni del Neorealismo

Vernissage: sabato 5 settembre 2009

Orario: dal martedì al venerdì dalle 14 alle 19; il sabato e la domenica dalle 10 alle 19.

Ingresso libero

La mostra viene realizzata con il contributo di Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’Azienda speciale di Villa Manin, della Provincia di Pordenone, del Comune di Pordenone e del Comune di Casarsa della Delizia, e con la collaborazione di Friuladria – Crédit Agricole.

Info: Azienda Speciale Villa Manin

tel. 0432821211

asvm@regione.fvg.it

www. villamanin-eventi.it