Enrico Deaglio a Pordenone presenta Patria 1978-2008

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PORDENONE - L'associazione Libertà e giustizia e Le voci dell'inchiesta, il festival organizzato da Cinemazero e Università degli Studi di Udine per dare spazio e risalto a un genere giornalistico troppo spesso dimenticato, quello dell'inchiesta, propongono un nuovo, interessante dibattito a Pordenone venerdì 16 ottobre, alle ore 20.45 all'Auditorium della Regione di via Roma, che vedrà come protagonista il giornalista Enrico Deaglio, autore di reportage televisivi e film-inchiesta sull'attualità italiana, oltre che di numerosi libri.
Proprio il suo ultimo volume, dal titolo Patria 1978-2008, sarà al centro del dibattito, moderato dal giornalista Giampaolo Carbonetto e introdotto da direttore artistico del Festival Le voci dell'inchiesta Marco Rossitti. Nel libro, Deaglio ripercorre la storia degli ultimi 30 anni, quelli che hanno portato il nostro paese, in cui viviamo oggi, a quello che è. Un libro di novecento pagine, una vera e propria "cavalcata" in quel romanzo, vero, che è stata l'Italia degli ultimi trent'anni, l'Italia della criminalità mafiosa, delle stragi, l'Italia di Berlusconi e Bossi, di Raul Gardini, della Fiat, delle televendite, della pubblicità, delle Soap...

La presentazione del libro sarà seguita dalla proiezione del documentario, a firma dello stesso Deaglio, Governare con la paura, espressione con cui l'autore si riferisce alla strategia sperimentata nel luglio del 2001 per le strade di Genova invase dai manifestanti no global (un modus operandi che finì in tragedia) e continuamente riproposta dai vari decreti-sicurezza approvati anche negli anni successivi dal governo Berlusconi (mano dura contro i più deboli, gli extracomunitari, contro chi protesta e non si adatta alle regole imposte dall’alto.. sicurezza è la parola d’ordine in base alla quale l’opinione pubblica deve accettare nuove regole che limitano la libertà e i diritti dei singoli). Sarà questa l'occasione per ricordare un altro grande giornalista, noto per le sue inchieste, anche scomode, e per le sue posizioni fortemente critiche: Beppe Cremagnani, recentemente scomparso, co-autore del documentario Governare con la paura insieme a Deaglio, con cui aveva girato, nel 2005, anche Quando c’era Silvio, un'inchiesta che racconta prima delle decisive elezioni del 2006 l’ascesa imprenditoriale di Silvio Berlusconi. La serata sarà aperta da un saluto del coordinatore dell'associazione Libertà e Giustizia di Pordenone Giuseppe Cesco.

Patria 1978-2008 racconta la storia degli ultimi 30 anni, che hanno portato il nostro paese, in cui viviamo oggi, a quello che è. Di quale Italia parliamo? Dell'Italia della criminalità mafiosa, divenuta negli anni ‘70-’80 grazie al traffico di eroina e alle opere pubbliche, un enorme potere economico.
Dell'Italia dei tanti morti: le morti misteriose di Roberto Calvi, Michele Sindona, del criminologo Semerari. Le morti dei tanti eroi borghesi che han cercato solo di fare il loro dovere. Ambrosoli, Galli, Alessandrini, Tobagi. Dei magistrati antimafia: Costa, Scaglione, Livatino, Terranova, Chinnici, Borsellino, Falcone. Dei poliziotti, dei carabinieri, dei sindacalisti, avvocati. Parliamo dei mille morti per la guerra di mafia a Palermo (la mattanza dei corleonesi), dei 400 morti a Napoli per la guerra dei clan, alle migliaia di morti in Calabria negli anni ‘80. Morti passate sotto silenzio: come se fosse normale morire in quel modo, in quelle regioni di Italia. Folklore. L'Italia delle Brigate Rosse (il libro parte con la prigionia di Aldo Moro), contro cui lo Stato seppe combattere e vincere anche col sangue, la battaglia. Non come l'altra battaglia, mai portata avanti fino in fondo, quella contro la mafia. Vedi le vicende dei vari incontri tra i boss Bontade, Di Cristina e Andreotti (dopo l'omicidio Mattarella). All'incontro con Berlusconi e Dell'Utri. Ma si parla anche dell'Italia dei quattro condottieri della finanza, degli ‘80: Raul Gardini, Silvio Berlusconi, Gianni Agnelli e De Benedetti. I quattro condottieri che avevano in mente grandi progetti per loro e per l'Italia. Uno è morto; uno è l'uomo forse più potente di Italia; la Fiat ha rischiato il crac, ma coi nostri soldi è ancora viva. L'ultimo ha portato avanti una sua battaglia contro Berlusconi, perdendo spesso le sue battaglie e il suo impero. L'Italia che nel corso degli anni ‘80 scoprì il fascino delle televisioni commerciali, delle televendite, della pubblicità, delle Soap, della TV delle lacrime e della TV del consenso. Che poi è quella che forma oggi la (in)coscienza politica del paese. L'Italia della fine della prima Repubblica: con Tangentopoli, con le bombe della mafia del 92, 93.Non potevano finire peggio i vari Craxi, De Michelis, Forlani, Pomicino, De Mita. L'Italia che scoprì come può nascere un partito dal nulla (o quasi): vedere dal tubo televisivo uscire un premier dal passato poco chiaro (da dove vengono i soldi?) e che questi potesse vincere le elezioni. Forza Italia alle elezioni del 1994. Assieme ad un altro partitino, allora snobbato: la Lega di Bossi. L'Italia della Lega, del primo centro sinistra, del PCI poi PDS poi DS, poi chissà... L'Italia del fascismo non rinnegato, poi sdoganato, poi ripulito.
Mai sepolto, né condannato. L'Italia della balena bianca, arenata in tanti piccoli partitini. L'Italia del tavolino con la mafia e con le maggiori imprese italiane (anche con Confindustria). L'Italia del primo Berlusconi, delle leggi vergogna, della guerra con la menzogna, del G8 a Genova. La parentesi prodiana e poi, l'Italia di oggi.
Dove scandali, corruzione, mani sporche mafia... tutto sembra scivolare sulla pelle degli italiani. Apparentemente assuefatti a tutto.

Enrico Deaglio (Torino 1947), medico, direttore di Lotta continua e Reporter, collaboratore del La Stampa, nel 1996 ha dato vita al settimanale Diario che ha diretto fino al 2008. Corrispondente negli anni ottanta per il programma tv Mixer, ha poi condotto per la Rai Milano, Italia (1994), Ragazzi del ’99 (1999), Così va il mondo (2000) e L’Elmo di Scipio (2001- 2004). Numerosi i suoi libri, tra cui La Fiat com’è (1975), Cinque storie quasi vere (1988), Raccolto rosso. La mafia, l’Italia (1993), Besame mucho (1995), Bella ciao (1996), La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca (Feltrinelli, 1991) da cui è stato tratto il film tv. Autore di reportage televisivi sull’attualità italiana, ha inoltre realizzato con Beppe Cremagnani diversi film inchiesta: Quando c’era Silvio (2006), Uccidete la democrazia! (2006), Gli imbroglioni (2007), Fare un golpe e farla franca (2008).

 
Venerdì 16 ottobre 2009, ore 20.45

Auditorium della Regione, via Roma - PORDENONE

Incontro con l'autore

Enrico Deaglio presenta Patria 1978-2008 (2009, Il Saggiatore)

Conduce il dibattito Giampaolo Carbonetto

A seguire la proiezione del film Governare con la paura

Info:

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