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Stagione Teatrale 2011-2012 - InterAzioni

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di Flavia Mastrella e Antonio Rezza

con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista

(mai) scritto da Antonio Rezza

un habitat di Flavia Mastrella

assistente alla creazione Massimo Camilli

disegno luci di Maria Pastore

Una produzione Teatro 91 - Fondazione Teatro Piemonte Europa – RezzaMastrella

Rompe, irrompe, spiazza, scheggia, frulla parole e scompiglia anime, strapazza il pubblico, è un fenomeno enza eguali, somiglia solo a se stesso. Si chiama Antonio Rezza, guai a qualificarlo attore, è un performer, anarchico e amabilmente scorretto. Genialoide fuori da ogni schema, autore, cineasta, scrittore, in tandem con l’inseparabile compagna d’avventura, la scultrice-scenografa Flavia Mastrella, travolge il pubblico con il suo spettacolo da numeri a colori. Ragazzaccio scalmanato Rezza, classe 1965, è un vero animale da palcoscenico, traboccante, irruento, sciabordante, adrenalinico. «Non è facile riassumere i suoi spettacoli senza trama lineare, azioni e quadri in sequenza, voraci, simultanei, pazzeschi. Bisogna vederlo con quel volto puntuto e furfante che come una maschera di lattice si deforma e trasfigura, la chioma inanellata e scarmigliata, il corpo parlante in movimento costante senza pace e tregua, il carisma da teatrante di razza, la parlantina roteante. Artista corrosivo, sanamente fuori di testa, fa accorrere miracolosamente frotte di giovani a teatro e chiunque cerchi nuovi linguaggi e salutari novità outsider. La Mastrella, complice alter-ego rezziana ha creato, come sempre, l’habitat della perfomance, rappresentando lo spazio come un ideogramma cinese con un’altalena che sottolinea il tema portante dell’impianto scenico. Parossistico e surreale, le sue non sono mai movenze circensi, bensì gesti come prolungamento del pensiero e della parola. Rezza, pantagruelico nel suo nuovo delirio cabalistico ben organizzato, affronta un tema a lui caro: l’uomo e la fatica di vivere. In questo caso sconfitto, tormentato, strepitante, senza dignità. Proibito capire negli spettacoli della premiata ditta Rezza-Mastrella, inutile cercare significati razionali e codificabili, ognuno legge ciò che vuole. Antonio squaderna una serie di sketch ferini e al fulmicotone, galleria di personaggi orrendamente comici: il sadico papà sull’altalena, l’operaio precario, il principe zoppo in una sarabanda da danza macabra di umanità grottesca e struggente. Pugni allo stomaco ben sferrati ed efferati, non c’è scampo, ti fai malissimo piangendo e sganasciandoti dalle risate. Gianburrasca diabolico del terzo millennio, colto luciferino e geniale, Rezza ammonisce: Qui non si racconta la storiella della buonanotte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia. Vedere per credere” (Il Sole 24 Ore.com, Francesca Motta).

Scheda Evento

Quando:
Sabato 3 dicembre 2011, ore 20.45
Location:
Teatro Comunale Giuseppe Verdi, viale Martelli 2 - PORDENONE
Contatto:
Biglietteria del Teatro
Tel.:
0434 247624