Cernobyl’ Tour

Stagione Teatrale 2010-2011

Sabato 16 aprile 2011, ore 21:00

Cernobyl’ Tour

Prima regionale
Menzione Speciale Premio tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2009
da un’idea di Sara Allevi e Dominic De Cia ispirata a Preghiera per Cernobyl di Svetlana Alekseievia
con Sara Allevi e Dominic De Cia
regia di Marco Adda
aiuto regia Anna De Franceschi
consulenza drammaturgica Nicola Borghesi
musiche originali Fabio Cucculelli
consulenza ai costumi Ambra Bellot
 Teatro degli Erranti
Con il Contributo del Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige
Con il sostegno di: Associazione “Verso L’Ecomuseo” di Canal San Bovo (TN); Circolo Arci “MISS KAPPA” (UD); Comune di Majano (UD)

Nel nostro immaginario Cernobyl’ è un mostro senza corpo e senza volto. Il nostro tentativo è di ridare corpo e voce ad una tragedia che investe proprio i corpi: li cambia, li trasforma, li distrugge. Raccontare la sorte di questi corpi è per noi un modo di rendere vivo e visibile qualcosa che è ancora sepolto, confuso, alla vigilia dei 25 anni dal disastro. Ancora oggi non è possibile valutare con precisione le conseguenze dell’incidente, poiché tali conseguenze continueranno a tramandarsi di generazione in generazione attraverso il codice genetico. Cernobyl’ sfugge alla comprensione e alla materia, è contemporaneamente in migliaia di posti diversi: è nella terra, nell’aria, nei corpi, nel sangue.

Narrare e confrontarsi su questo avvenimento, oggi, mentre il mondo s’interroga sul proprio destino e sulla questione energetica, è necessario: per conoscere il passato; per essere consapevoli del nostro presente; per non commettere gli stessi errori e fare le scelte giuste per il nostro futuro.

Cernobyl’, 26 aprile 1986. All’una, ventitré minuti e cinquantotto secondi il reattore numero quattro della centrale nucleare esplode. I vigili del fuoco della vicina città di Pripjat’ sono i primi ad intervenire. Raggiungono velocemente il luogo dell’incidente; nessuno li avverte della pericolosità dell’accaduto. Muoiono tutti nel giro di pochi giorni. Nessuno sapeva minimamente ciò che stesse accadendo. Nessuno poteva lontanamente immaginare ciò che Cernobyl’ sarebbe diventato: il più grande incidente nucleare della storia.

Lo spettacolo è ispirato alla prima testimonianza di Ljudmilla Ignatenko (Ljusja), moglie del defunto vigile del fuoco Vasilij Ignatenko (Vasja), riportata dalla giornalista Svetlana Aleksievic in “Preghiera per Cernobyl”. Vasjaj era vigile del fuoco della città di Pripyat e fu tra i primi ad arrivare alla centrale di Cernobyl per spegnere l’incendio. Lui e tutti i suoi compagni morirono nell’arco di quattordici giorni. Ljusja, pur standogli accanto in ospedale si salvò grazie ad una dolorosa coincidenza: il feto che portava in grembo assorbì tutte le radiazioni. Nella nostra rielaborazione del racconto della Aleksievic i due sono insieme, uno accanto all’altra, a sopportare il peso schiacciante di questa storia come se nulla, neanche Cernobyl’ stessa, li potesse mai separare.

La storia di Ljusja e Vasja si mescola con quella di un’altra coppia, italiana stavolta, alle prese con il problema della nube tossica, delle radiazioni, dei cibi, dell’adozione dei “bambini di Cernobyl”.

 

 

Dalle note di regia:
“Come spesso accade, il teatro propone possibilità che la storia non contempla; allora si può riscrivere il passato e intercettare il futuro, riformulando fatti già avvenuti e riscattando destini che nella realtà non hanno più voce. Ripensando a Cernobyl’ e ai grandi temi, dunque, mi pare che questa sia l’unica risposta che riesco a darmi, e a dare, oggi”. Marco Adda

Scheda Evento

Location:
Teatro Aurora - Marghera (VE)