Dergah Danza Teatro - Il quattordicesimo fiore

Stagione Teatrale 2010-2011

Verona 18 febbraio 2011,  ore 20:45

Dergah Danza Teatro

in Il quattordicesimo fiore
coreografia Giovanni di Cicco
e Francesca Zaccaria
musiche originali Chiara Cipolli
 
Una riflessione su sacrificio e sacralità, ispirata ad alcuni temi presenti nel libretto di “Le Sacre du printemps” di Igor Stravinskij.
Consacrazione al movimento puro, impersonale, attraverso la materia profonda dell'elemento umano.
Attrazione naturale che conduce alla scelta della danza come occasione iniziatica eletta, esperienza non addomesticata di ebbrezza vitale.

L'elezione della danza come occasione di contatto tra universo corporeo ed incorporeo è pratica condivisa da diverse tradizioni.
“Le Sacre du Printemps” evoca il tema del sacrificio  necessario al percorso di trasformazione da morte a rinascita, comune alla maggioranza delle culture religiose e spirituali. Anche il Cristianesimo non si sottrae al vincolo, attraverso l'immolarsi del Cristo ritualizzato non a caso, in liturgia, nei pressi dell'equinozio primaverile.
La Primavera, archetipo di vita in rinnovamento, richiede sempre una morte alla forma passata. Curiosamente, in ogni racconto antico, in ogni fiaba o messaggio tramandato, il maschile compie il passo verso il sacrificio (sia esso croce, altare o battaglia) con esercizio di libero arbitrio, mentre il femminile, la Donna, la Vergine, l'Eletta, viene indicata da una comunità, sottratta alla propria vita per volontà esterna e collettiva.
Tanti temi si sovrappongono in questo racconto, che non amiamo tradurre  come Saga né Sagra -poiché ne annulleremmo la fondamentale valenza di sacralità- né reinterpretare in osservanza dei canoni originari, bensì distillare  in un'essenza che percepiamo affine alla ricerca fin qui, da noi, condotta negli anni.
Molti hanno rivisitato l'opera di Nijinskij in differenti chiavi stilistiche, la nostra ricerca  è legata all'esperienza profondamente corporea connaturata al tema di fondo: morire di danza, aprire, attraverso la danza, una porta di passaggio tra mondo materico, umano, e divinità.
Spinto sul limite della fatica e del controllo da vincoli esterni, è possibile per il danzatore agire il tema del sacrificio tornando così, anche, ad un utilizzo sacro dello spazio scenico?
L'Eletta ci affascina come possibilità di incarnare, e non solo rappresentare, una lucida Iniziazione.

Valentina Farone

Scheda Evento

Location:
Teatro Camploy, Via Cantarane 32 - VERONA
Contatto:
Arteven