Facevo il morto...

Carichi di scena
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Facevo il morto...
drammaturgia e regia Roberta Spaventa
con Angelo Argentina e Santo Marino
installazioni multimediali Alberto Boni
contaminazioni musicali Alessia Natillo
realizzazioni sceniche Franco Spaventa
Produzione Peso Specifico Teatro

Lo spettacolo riflette sulla questione centrale e atemporale del Potere che crea ruoli e blocca gli uomini in strutture sociali prestabilite, sulle “banali” modalità che usa per confermare sé stesso creando dubbi e sensi di colpa, astenendosi dal fornire quegli strumenti necessari all’emancipazione e alla capacità di azione consapevole.
Una denuncia contro l’acquiescenza, l’abbandono e l’impossibilità di creare un futuro migliore in una società più vivibile.

I due personaggi, Duca e Fido, sembrano tesi verso la ricerca di una nuova appartenenza al gruppo, verso un'unità sovra-strutturante che possa al contempo contenerli e giustificarli: l'Esercito in Giallo. Non si tratta dell'unità definita dall'idealismo tedesco, in cui lo Spirito, la Natura e Dio sono un tutt'uno da ritrovare, ne di un'unità dove prevale l'assunto caro alla Harendt: “Siamo simili perché siamo liberi di mettere in comune le nostre differenze”.
L'unità agognata dai personaggi è una nuova culla materna che però, a loro insaputa, li incastra in ruoli prestabiliti e socialmente definiti: una madre-esercito dunque, incapace di rendere i suoi figli individui indipendenti e autonomi, del tutto simile alla giurisdizione da cui i personaggi sono partiti.
La stessa società, rappresentata nella pièce dal pubblico, rimane indifferente, ferma a guardare: anche l'immobilità infatti è un'azione: di non coinvolgimento!

Riusciranno Fido e Duca a compiere quel salto al contempo individuale e socio-culturale verso un nuovo concetto di unità? Il loro peregrinare diventerà lo spunto per un percorso sia fisico che interiore, verso quell’inconscio che anela al cambiamento e alla trasformazione dell’ordine delle cose. Due viaggi infatti si intersecano nell’agire scenico: quello dei personaggi in carne ed ossa che giocano il proprio ruolo e quello della video-installazione, in cui i loro alter-ego vivranno una realtà parallela, apparente, illusoria dove tutto, persino le bombe, sono scie luminose lasciate dal battito d’ali di argentee farfalle.

Ho scritto questo spettacolo per non soccombere a un quotidiano assopito e troppo spesso non consapevole, ma che potrebbe superare i “confini prestabiliti” solo se non si rimane fermi, semplicemente a guardare!
Agire, dunque, per non rimanere ad osservare immobili, per non fare il morto!

Scheda Evento

Quando:
Venerdì 22 febbraio 2013, ore 21:30
Location:
Circolo Culturale Carichi Sospesi, vicolo Portello, 12 - PADOVA
Contatto:
Circolo Culturale Carichi Sospesi
Tel.:
049.9872683