Giornate di Cinema e Cultura Omosessuale

Giornate di Cinema e Cultura Omosessuale 2011 - XVI edizione

Martedì 10 e mercoledì 11 maggio 2011

Martedì 10 e mercoledì 11 maggio il Cinema Astra in via Tiziano Aspetti 21 a Padova ospita la 16° edizione delle Giornate di Cinema e Cultura Omosessuale, rassegna di cortometraggi, lungometraggi e documentari inediti in Italia.

Tra i film in programma il peruviano Contracorriente (vincitore di ben 39 premi ai festival internazionali, tra i quali il Premio del Pubblico al Sundance Film Festival) e l'algerino Quelque jours de repit.
Tra i documentari lo spagnolo "El muro rosa", che racconta le persecuzioni di gay e lesbiche nella Spagna franchista.
Un sezione delle Giornate sarà dedicata alla Cina con il documentario Shangai Rainbow (che testimonia l'apertura del regime cinese alle battaglie sui diritti civili e della comunità GLBT alle prese con la "lunga marcia" verso la propria consapevolezza) e Wu Yan Hua, Mi Le Guo, sorprendente film che racconta la storia d'amore tra uomini in una Cina completamente fuori da ogni cliché.

Il programma:

Martedì 10 maggio

ore 19.30

Shangai Rainbow di Shen Weiwei (Cina 2010, durata: 60')
Sotto la guida di un gay americano che vive a Shangai, uno sguardo sul mondo omosessuale della città. Le palestre, i ristoranti, i locali notturni, un cineclub, un circolo letterario, i suoi protagonisti... Un documentario che testimonia l'apertura, ancora semi-ufficiale, del regime cinese alle battaglie sui diritti civili e della comunità GLBT alle prese con la "lunga marcia" verso la propria consapevolezza.

Wu Yan Hua, Mi Le Guo di Shen Weiwei (Cina 2011, durata: 48')
In una Cina completamente fuori da ogni clichè, una storia d'amore e sesso di grande intensità, che ha il coraggio di affrontare invece gli stereotipi dei rapporti d'amore fra uomini. Con una lucidità che la rende universale, esattamente come i suoi protagonisti. Ipocrisia, finzione, paura, prostituzione, desideri in un ambiente ricco e "occidentale", per un film davvero sorprendente.

ore 21.30

Contracorriente di Javier Fuentes-Leòn (Perù 2009, durata: 100')
Film vincitore di 39 premi ai Festival internazionali, tra i quali il Premio del Pubblico al Sundance Film Festival. Una storia d'amore e fantasmi ambientata in uno sperduto villaggio di pescatori sulla costa del Perù. Miguel è un giovane marinaio sposato con Mariela, da cui aspetta un figlio. Il matrimonio è una copertura che nasconde la sua relazione segreta e passionale con un uomo, Santiago, un pittore malvisto dalla comunità per le sue idee aperte sulla sessualità. Santiago vive isolato, lontano da tutti. Quando annega accidentalmente e scompare tra le acque, egli continua ad apparire a Miguel (e solo a lui), uno spettro condannato a vagare senza pace finché il suo corpo non sarà seppellito. Per onorare il suo vero amore, Miguel dovrà rivelarsi. Tra "Donna Flor e i suoi due mariti" e "Ghost", una splendida metafora sull'invisibilità e una narrazione "irreale" e fantastica nella tradizione della letteratura e del cinema sudamericano.

Mercoledì 11 maggio

ore 19.30

El muro rosa di Enrique Dal Pozo e Julian Lara (Spagna 2010, durata: 55')
La memoria storica delle torture, persecuzioni e morti degli omosessuali e delle lesbiche in Spagna durante la dittatura di Franco è lo spunto per raccontare la discriminazione e l'omofobia nel resto del mondo. I protagonisti di quell'epoca rievocano i tempi nei quali essere gay costituiva un crimine e la Chiesa si mostrava del tutto indifferente ma anche il mondo del cinema (o della moda) rimaneva in silenzio...

Nebenan (La porta accanto) di Luise Brinkmann (Germania 2010, durata: 21')
In un appartamento condiviso da giovani lesbiche tutte hanno un segreto. Ma non ogni coinquilina conosce quello dell'altra. E poi a cena arriva un'ospite con un segreto ancora...

Mann Mit Bart (Uomo con barba) di Maria Pavlidou (Germania 2010, durata: 12')
Un uomo senza barba non è un uomo: così la nonna di Meral le ripete quotidianamente. E Meral dimostrerà a lei e al padre, ancorato alle idee maschiliste della sua patria d'origine, la Turchia, di aver capito perfettamente la lezione. E di aver scelto per sé un destino in barba ai pregiudizi della famiglia, come accade ai giovani immigrati di seconda o terza generazione.

Dinero fácil (Denaro facile) di Carlos Montero Castiñeira (Spagna 2010, 15')
Prostituirsi sembra un modo molto facile per fare soldi. Ma non se si viene scambiati dal cliente per un killer professionista e tanto meno se poi il killer professionista arriva davvero. E se minaccia di ucciderti per quello che ormai sai. Un film davvero convincente sullo scambio di ruoli, sul sadismo, sull'inganno e sull'incredibile potere del denaro e su quello che può comprare.

ore 21.30

Que el mundo sepa de mí di Mariana Giordano (Argentina 2010, 14')
Una ragazza ha un modo tutto suo per far sì che il mondo sappia di lei. Lo canta: alla madre, al padre, alle amiche, al vicinato. Senza paura. Da ascoltare a tutto volume.

Santiago del otro lado di Mauro Mueller (Messico 2011, 11')
Lucia partecipa a una festa con il suo fidanzato di lunga data, Santiago, un aitante ragazzo che si mostra geloso e incapace di rispondere al machismo senza mostrarne altrettanto. La serata è allegra e divertente fino a che Lucia non scopre qualcosa di sconvolgente. Qualche volta la vita presenta una sorpresa, altre volte due. Ma l'ipocrisia ha sempre la stessa faccia e miete sempre le stesse vittime.

Quelque jours de repit di Amor Hakkar (Algeria/Francia 2010, 80')
Dopo essere fuggiti dall'Iran, dove la loro relazione equivale ad una sentenza di morte, Hassan e Mohsen, una coppia gay, arrivano clandestinamente in Francia, in un paese di provincia. Mentre aspettano il treno per Parigi, Mohsen fa amicizia con Yolande, che gli offre un lavoro e inizia a provare un interesse per lui. Ma la generosità della donna e una malaugurata casualità cambieranno il destino di tutti. Il regista Amor Hakkar dirige (e interpreta) un film che è quasi un giallo e, come in una parabola, racconta la precarietà che perseguita le vite in bilico di chi è costretto a scappare da una realtà spietata. Nel ruolo di Yolanda, Marina Vlady una delle attrici simbolo del cinema d'autore degli anni Sessanta (L'ape regina di Marco Ferreri, Due o tre cose che so di lei di Jean-Luc Godard).

Scheda Evento

Location:
Cinema Astra, via Tiziano Aspetti 21, padova