Il nipote di Rameau

Stagione Teatrale 2012-2013

Il nipote di Rameau
di Denis Diderot
adattamento di Edoardo Erba e Silvio Orlando
con Silvio Orlando, Amerigo Fontani, Maria Laura Rondanini
clavicembalista Simone Gullì
scene Giancarlo Basili
costumi Giovanna Buzzi
regia di Silvio Orlando
Una produzione Cardellino srl

Il nipote di Rameau di Denis Diderot, capolavoro satirico della seconda metà del Settecento è la parabola grottesca di un musico fallito, cortigiano convinto, amorale per vocazione,avvolto in un lucido cupio dissolvi. Un spettacolo che porta per la prima volta nel nuovo Teatro Verdi di Pordenone Silvio Orlando, nella doppia veste di attore e regista, magnifico sulla scena, “con la sua parrucca spettinata, col suo sorriso subdolo, col suo sguardo furbo e ironico, nel mostrare diderotianamente di sé quel che va raziocinando”.

Grazie alla bravura di Silvio Orlando, con la sua parrucca spettinata, col suo sorriso subdolo, col suo sguardo furbo e ironico, nel mostrare diderotianamente di sé quel che va raziocinando.

Il testo immagina un ipotetico dialogo tra l'autore, Denis Diderot, e Jean-François Rameau, nipote di Jean-Philippe Rameau, eccellente compositore musicale, organista e autore drammatico. Una breve conversazione che si immagina al Café de la Régence.

Rameau si presenta al filosofo come un vero adulatore, non fa mistero della propria immoralità e della pratica come "parassita del potere". Si parla di musica, dello zio, (geniale musicista ma avaro e pessimo in famiglia), e dell'ambiente di contorno al teatro, fatto di donne mantenute da ricchi spregiudicati.

Il protagonista crea da subito delle perplessità: è un genio eccentrico e spregiudicato, oppure un impostore che riesce a ribaltare il pensiero etico dell'autore con grande abilità?

Nella sua imbarazzante assenza di prospettive edificanti, nella riduzione della vita a pura funzione fisiologica, Il nipote di Rameau riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male, del genio e della mediocrità, della natura umana e delle possibilità di redimerla.

Rameau si è offerto attraverso i secoli come un nitido archetipo di libero servo, innocua foglia di fico per padroni a tolleranza variabile.

Scorgiamo dietro la sua perversità le paure del filosofo del perdere se stesso e i propri riferimenti etici nell'affrontare un primo embrione di libero mercato delle idee che intuiva stesse nascendo in quel turbolento e fervido scorcio di secolo.

Rameau manca dai nostri teatri dagli inizi degli anni Novanta, un ventennio di profonde mutazioni nel corpo della nostra società civile, le sue contorsioni intellettuali quindi assumono nuovo e violento impatto e nuovi motivi di aspro divertimento.

Scheda Evento

Quando:
Dal 15 al 17 marzo 2013
Location:
Teatro Comunale Giuseppe Verdi, viale Martelli 2 - PORDENONE
Contatto:
Biglietteria del Teatro
Tel.:
0434247624