La venexiana

Stagione Teatrale 2011-2012

La venexiana

con Letizia E.M. Piva, Andrea Zanforlin, Antonia Bertagnon, Paolo Rossi

regia di Gabbris Ferrari

Una produzione Minimi Termini In coproduzione con il Teatro Sociale di Rovigo

Nel variegato panorama della letteratura teatrale italiana del “500 La venexiana rappresenta, come è noto, uno dei testi fondamentali. Le ragioni della sua originalità e perfezione sono molteplici e alcune di esse si possono evidenziare con semplici considerazioni. Anzitutto. ciò che si impone è il fluire asciutto del dialogo: essenziale, incisivo, totalmente privo di quella tendenza alla digressione e alla facile battuta di spirito di cui sono spesso carichi i testi di quel periodo, particolarmente amati dal teatro dell’arte. In questo caso il contenuto realistico espresso dalla commedia si avvale, in gran parte, di una struttura dialogica particolarmente stringata. Un altro valore importante è lo spazio di cui si avvale la struttura del racconto: la rapida alternanza fra lo spazio aperto della città e il chiuso di ambienti privati dove si consumano i segreti incontri amorosi. A tale proposito diventa calzante una osservazione di Roberto Alongi: “Ciò che continua a sembrarmi straordinario, e praticamente unico, nella Venexiana, rispetto al panorama generale della commedia del Rinascimento, è (…) l’impianto spazio-temporale. Non la piazza consueta, bensì uno spazio misto che alterna luoghi aperti e luoghi chiusi” (1) In sostanza è l’intera città che sullo sfondo fa sentire la propria presenza e fa da cornice allo sviluppo del racconto: una trama forse esile sul piano degli intrecci ma senza dubbio esemplare per la sua particolare struttura drammaturgica. Come è noto La Venexiana” è un testo ancor oggi anonimo e la sua datazione si aggira intorno al 1535. Fino ad ora a nulla sono approdate le ricerche per individuare un autore certo della commedia la quale, con tutta probabilità, nasce nell’ambito di uno di quei sodalizi veneziani che nella città lagunare organizzavano feste e incontri di cultura. Il più noto fu “La compagnia della calza” al quale aderirono nel”500 artisti famosi e letterati. La vicenda raccontata nella commedia è, anch’essa, molto scarna e si muove essenzialmente sui temi della passione amorosa e della attrazioni fatali: due donne si invaghiscono dello stesso uomo, uno straniero giovane e attraente. La loro condizione sociale è agiata ma differente lo stato civile, Angela è vedova, molto libera nel motivare la conquista del giovane e disposta, senza alcuna remora, a pagare i suoi momenti d’amore, Valeria invece è maritata e il suo matrimonio è addirittura recente. Intorno a loro le rispettive serve: Nena e Oria. Le due donne fanno parte del tessuto popolare veneziano e, come macchine da guerra, si prodigano per esaudire i desideri delle loro padrone e fare in modo che ogni cosa vada a buon fine. I protagonisti maschili sono. Jiulio e Bernardo. Julio è lo “straniero” il giovane bello e disponibile che accetta qualsiasi soluzione pur di uscire dal suo stato di indigenza e sfrutta, con entrambe le sue amanti,.il solo bene che possiede: la prestanza fisica e il fascino. Bernardo è un servitore tuttofare alle dipendenze di Angela. Nel dispositivo della commedia egli svolge una funzione importante e cioè quella di rappresentare un vasto universo maschile che si deve accontentare, con l’aiuto della provvidenza, di tirare a campare come può. Verso la fine del terzo atto, rispondendo ad una intimazione di Nena, Bernardo risponde: “No vit s’a’ ’l faghi (…) A vaghi ogna di’ a messa a pregà ol Salvador, che s’ recordi dol povero m” Come già si è detto una presenza di rango è, ancora una volta, la città di Venezia, spazio che si percepisce come un mondo esterno ed estraneo al gioco erotico dei protagonisti ma pur sempre complice e tollerante.

Scheda Evento

Quando:
Sabato 5 maggio 2012, ore 21:00
Location:
Teatro Sociale. Piazza Garibaldi, 14 - ROVIGO
Contatto:
Arteven
Tel.:
041 5074711