Piergiorgio Odifreddi

Venerdì 8 aprile 2011, ore 20:45

La musica dei numeri e i numeri della musica
conversazione matematico-sonora

di e con Piergiorgio Odifreddi


con interventi anche pianistici di Roberto Cognazzo
Una produzione Promo Music

Mettere insieme un matematico appassionato di musica e un musicista che con i numeri proprio “non se la dice” è una vera e propria sfida al destino. Ma proprio un destino con la D minuscola, un “fatino” piccolo piccolo ha fatto incontrare qualche tempo fa Piergiorgio Odifreddi e Roberto Cognazzo, torinesi ambedue, ambedue cattedratici (Università e Conservatorio), ambedue di facile parola e avvezzi alle performances radiofoniche, televisive e teatrali.
Mettendo insieme differenze e somiglianze i due amici hanno costruito un concerto numerico che a poco a poco si trasforma in numero concertistico. Dall’esordio operistico passando per le più diverse situazioni, danno la scalata alle scale, paragonano frazioni a ritmi esotici, trasformano serie arie classiche in improbabili pezzi ballabili con un semplice scambio di cifre... Einstein, Mozart, Gauss, Rossini, Bartòk e Peano vengono coinvolti in un vortice di sons et lumières, cui imporrà ordine il mitico Bach delle “Variazioni Goldberg”. Attraverso esempi significativi s’imparano a riconoscere le differenze che occorrono fra un quattro/quarti e un tre/ottavi, fra una scala esatonale e una dodecafonica e a comprendere quanto sia complessa e strutturata un’attività apparentemente spontanea come il comporre, e quanto l’aritmetica ne influenzi le forme. Un grande spazio è dedicato al periodo barocco e alla tecnica contrappuntistica, che offrono, per loro natura, molti spunti di riflessione soprattutto nei confronti della geometria. Il paradosso che ci viene rivelato mentre Cognazzo suona le Variazioni Goldberg,è che la matematica con le sue simmetrie nascoste, la manipolazione delle sequenze di note per mezzo di regole di traslazione, riflessione e permutazione, è in grado di fare la musica, ma che la musica non è la matematica stessa.
La gente – sottolinea Odifreddi - si sorprende perché non crede che la matematica sia così legata all’arte e alla musica, che è l’espressione dei sentimenti. Nella percezione comune c’è la sensazione che i numeri siano freddi, aridi, espressioni della razionalità e invece la gente alla fine scopre che dietro una composizione ci sono strutture matematiche ben precise.

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