Senza di te, che sarei mai io?

Senza di te, che sarei mai io?
Rassegna al grado zero del progetto Painting Detours
prima residenza per artisti legata alla pratica pittorica in Italia

da un'idea di Andrea Bruciati

Guado dell’Arciduca inaugura il primo anno di programmazione culturale il 22 ottobre 2011 con Painting Detours, articolato progetto di formazione dedicato all’arte contemporanea ideato e curato da Andrea Bruciati composto da due esposizioni e una residenza esclusivamente incentrati sullo sviluppo delle pratiche pittoriche.
Diviso in più fasi, il progetto Painting Detours inaugurerà  il nuovo polo culturale con la mostra Senza di te, che sarei mai io?, titolo tratto da Le Confessioni di Un Italiano di Ippolito Nievo, una mostra collettiva che vede coinvolti gli artisti Luca Bertolo, Francesco De Grandi, Maria Morganti e Marco Neri.

Allestita nell’antica scuderia del complesso settecentesco ed in alcune aree private della dimora – eccezionalmente aperte per l’occasione – la mostra Senza di te, che sarei mai io? sarà seguita, ad aprile 2012, da un workshop di un mese rivolto a dieci artisti, tutti rigorosamente under 40, selezionati dal curatore e dai protagonisti della mostra inaugurale, per l’occasione in veste di tutor.
Gli artisti che parteciperanno alla residenza sono: Riccardo Baruzzi, Thomas Braida, Silvia Chiarini, Sara Enrico, Pesce Khete, Ivan Malerba, Gionata Ozmo Gesi, Dario Pecoraro, Vito Stassi, Lucia Veronesi.
Il progetto si inserisce in una programmazione ben precisa ed eclettica, focalizzata sullo studio e sulla sperimentazione del design, all’architettura e all’arte contemporanea  rilette in una prospettiva “verde”.
 

Architecture, landscape design, opere d’arte ambientale, opere pittoriche, gardening come concetto assoluto di esperienza di vita quotidiana, progettazione in cui il pensiero creativo si
manifesta nell’elemento naturale sono le risultanti della programmazione che AtemporaryStudio – in qualità di coordinatore – intende promuovere.

In questo contesto il progetto Painting Detours intende utilizzare lo spazio architettonico e paesaggistico come spazio per l’opera pittorica, diventando elemento di connessione tra i dipinti parietali appartenenti all’architettura settecentesca della dimora e gli interventi degli artisti contemporanei. L’architettura raffigurata sulle pitture presenti sulla facciata della Villa e della Scuderia, dimostra infatti il gusto per l’effimero e l’attenzione per la decorazione scenografica settecentesca che contraddistinguono la fortuna della “cultura delle ville venete”.

Al progetto Painting Detours quindi il compito di riflettere sul tema cardine di questo spazio: guardare, reinterpretare, coinvolgere la Natura intesa innanzitutto come portato ambientale, ma anche quale paesaggio esteriore e interiore all’animo dell’artista. Lo scenario “differente” che connota questa particolare area geografica diventa, nelle intenzioni del curatore, ispirazione e strumento creativo per gli artisti in residenza.

Fine ultimo del progetto Painting Detours è infatti quello di focalizzare l’attenzione sul medium pittorico secondo una prospettiva di ricerca che miri allo studio e alla riflessione concernente la pratica operativa relativa a tela e pennello. Gli atelier in cui gli artisti saranno invitati a lavorare si svilupperanno all’interno di una Barchessa creando un percorso attraverso le derive della pittura, lì realizzate.
Una grande collettiva concluderà la residenza con l’esposizione delle opere realizzate nel mese di residenza.
La mostra sarà corredata da un catalogo di documentazione in italiano ed inglese, che illustrerà compiutamente tutte le fasi del progetto.

Direttore artistico della GC. AC - Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone (GO), curatore del Premio MOROSO per l'Arte Contemporanea 2010, Andrea Bruciati collabora a varie testate specializzate e partecipa attivamente alla discussione sul ruolo di una rete nazionale di ricerca e formazione, volta all’arte contemporanea. Si interessa a tal proposito anche della promozione internazionale delle giovani generazioni che operano nella penisola e alla diffusione dei nuovi media.

Luca Bertolo è nato a Milano nel 1968. Ha vissuto a Sãn Paulo, Londra, Vienna e, per lungo tempo, a Berlino. Dopo essersi quasi laureato in Scienze dell'Informazione all'Università Statale di Milano, si è diplomato in pittura all'Accademia di Belle Arti di Milano.
Il suo lavoro è incentrato sulla pittura e sul disegno, intesi come mezzi sofisticati per una riflessione sui modi della rappresentazione. Ha utilizzato anche il video, il collage e la scrittura. Due modalità apparentemente antitetiche connotano le sue opere: un approccio concettuale e analitico da una parte, e una pratica legata ai materiali e ai linguaggi specifici dall'altra.

Francesco De Grandi, palermitano, classe 1968. Si muove tra Shanghai e la sua terra natia, la Sicilia. Un artista capace di muoversi agilmente tra una corrente pittorica e l’altra. Tra ispirazioni classiche e tagli contemporanei che di cinematografico hanno moltissimo.
Un Manierista a tratti, un impressionista contemporaneo. La pittura di Francesco De Grandi guarda la realtà nei suoi aspetti più ambigui e decadenti, trasfigurandola attraverso l’innesto di un immaginario fantastico, onirico, ma solo a tratti. La sua è una reinterpretazione della realtà, della verità. Il colore, la sfuocatura e il graffio sono filtri attraverso cui racconta il reale. Tagli cinematografici e inquadrature fotografiche.

Maria Morganti è nata a Milano il 1965. Nel 1985 frequenta la New York Studio School. Nel 1988 consegue il diploma all'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Nel 1990 frequenta il Master Program in Fine Arts alla New York University. Vive e lavora a Venezia.

Marco Neri, nato a Forlì nel 1968, vive e lavora a Torriana, in provincia di Rimini, lontano dai centri dell'arte, in un paesino collinare sui contrafforti dell'Appennino marchigiano. Si forma a Bologna, all’Accademia di Belle Arti. Il pubblico internazionale ha fatto la sua conoscenza grazie al contributo alla mostra Platea dell'Umanità della Biennale di Venezia del 2001, curata da Harald Szeemann.
Marco Neri dipinge, non inventa ma rappresenta ciò che la realtà gli mostra: ritratti, paesaggi, temi classici della tradizione pittorica, rinnovandoli completamente. Marco Neri si affida alla sostanza poetica ed alle qualità etiche della pittura, evita anche le tecniche volutamente raffinate, prediligendo come materiali i colori murali o le tempere. Ripercorre, indaga e reinterpreta due generi molto cari all’arte italiana: il paesaggio e il ritratto.

Organizzazione e coordinamento Associazione Guado dell’Arciduca AtemporaryStudio di S. Punis e G. Felluga Promosso da Associazione Guado dell’Arciduca

Scheda Evento

Quando:
Dal 22 ottobre al 6 dicembre 2011
Location:
Guado dell’Arciduca, via Julia 30 - Nogaredo al Torre (UD)
Contatto:
Associazione Culturale Guado dell'Arciduca Onlus
Tel.:
335 282016