Felix Lupa e l’arte del quotidiano: rendere indimenticabile l’attimo fuggente

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[img_assist|nid=10034|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]Guardando le immagini di Felix Lupa rimaniamo stupiti dall’immediatezza dei sentimenti che descrivono. Foto che raccontano il mentre, tra un prima e un dopo, rendendo immortale il percorso che crea la vita e la fa ricca del vissuto emotivo che la permea. Lupa riesce a oggettivare le emozioni personali, eleggendole a universali attraverso la sua lente.

Le sue suggestioni sono anche le nostre nel vedere il taglio delle scene che emerge dai suoi scatti. Bianco/nero e colore mai leccati, ma tutti dall’impronta saldamente essenziale, necessaria, profondamente realista. Dopo aver visto le foto di Lupa abbiamo la sensazione di stare meglio, perché grazie a lui capiamo che ogni istante è ricco, fondamentale, e che in ogni cosa può nascondersi un lato buffo, leggero, comunque incredibilmente interessante. Oltre le tante miserie, malgrado tutto, ci rimane il dolce sapore della consapevolezza di partecipare, come co-protagonisti, al grande romanzo della vita.

Connessomagazine.it: - Raccontaci qualcosa della tua storia personale…

Felix Lupa: - Sono nato nel 1972 in Ucraina, quando faceva ancora parte dell’Unione Sovietica, e fin da piccolo mi sono avvicinato alla fotografia perché mio padre sviluppava e stampava le sue foto in casa.

Nel 1978 sono emigrato insieme ai miei genitori in Israele dove ho iniziato una nuova vita. L’integrazione è stata piuttosto dura e i miei genitori erano costretti a fare due lavori per sopravvivere. Spesso mi trovavo solo a casa dalla mattina alla sera; essendo un bambino molto curioso, presto ho iniziato a vagare nelle strade, conoscendo nuovi linguaggi, incontrando persone di ogni sorta e cominciando a gestire il mio personale stile di vita. Subito ho imparato a conoscere la strada, le sue leggi e la gente che la abitava. Questa scuola mi ha reso un gran servizio per l’avvenire!

A 24 anni ho deciso di iscrivermi a un istituto di fotografia per capire le conoscenze di cui ero in possesso e le mie possibilità. Da quel momento è stato chiaro che la fotografia non era per me né un hobby, né una semplice professione, ma piuttosto uno stile di vita.

Ero tra i primi nei corsi di composizione, nei laboratori, nel bianco e nero, e alla laurea mi hanno offerto un posto da istruttore. Dopo un anno ho deciso però che era arrivato il momento di esplorare il mondo in compagnia della mia macchina fotografica e per i successivi cinque anni ho visitato e lavorato in parecchi Paesi.

Con l’aiuto della mia Nikon F3-HP, sono riuscito a scoprire la vita di molte[img_assist|nid=10035|title=|desc=|link=none|align=right|width=427|height=640] persone, sviluppando una grande esperienza in numerosi campi della fotografia, ma ben presto ho realizzato che dovevo focalizzare la mia attenzione nel campo della fotografia in cui andavo meglio, cioè la ripresa realistica delle persone, la documentazione delle loro vite e dei loro ambienti.

Per tanti anni ho lavorato in numerose riviste in Israele e altri Paesi. Oggi tutto il mio tempo libero è dedicato alla fotografia di strada e al suo progresso in Israele.

Connessomagazine.it: - Cosa rappresenta la fotografia per te?

Felix Lupa: - È molto più che una semplice metodologia per registrare impressioni della mia vita o della vita che si sviluppa nella società in cui vivo. Per me fa da baricentro mentale in mezzo a tutto quello che richiama la mia attenzione nella giornata. È come un’isola incontaminata nella quale sono sempre contento di rifugiarmi da un mondo spesso insano. In qualunque momento prenda in mano la mia camera sento un dovere e un forte senso di responsabilità. Tenere in mano la macchina per me vuol dire impegnarmi ad essere più attento, sensibile, determinato. È come se mi obbligasse a pensare, immaginare, improvvisare, essere più creativo… come se, per un breve e magico istante, essa mi portasse fuori tutte quelle buone qualità che possono esserci in un uomo. La fotografia ha sempre avuto una specie di potere mistico per me… fin da piccolo la macchina era un divertentissimo marchingegno con superpoteri capaci di catturare magici momenti, mostrando a tutti che è possibile fermare lo scorrere del tempo, guardare più volte una determinata situazione e creare e ricreare, rivivendole, le emozioni di quell’istante!

Persino oggi, dopo molti anni e tanta esperienza alle spalle, questo feeling non è svanito. Sento ancora l’eccitazione della fotografia e ringrazio la mia fortuna di essere capace di provare questa magnifica esperienza, condividendo con il mio pubblico sensazioni di stupore ed eccitazione.

Connessomagazine.it: - Come affronti il processo creativo?

Felix Lupa: - Uso due metodi che si completano l’un l’altro e mi consentono di essere sempre pronto ad ogni eventualità.

Il metodo difensivo: quando sono in strada mi posso trovare attaccato da situazioni inaspettate e sorprendenti. Rimanendo allerta sono sempre pronto ad andare incontro al cambiamento che mi si presenta davanti. In questo modo resto aperto all’ambiente; non sempre c’è il tempo di riflettere, devi agire d’istinto, assorbendo la situazione e scomparendo.

Il metodo dell’iniziativa: è come un’uscita di caccia; segue tutte le metodiche usate normalmente dai cacciatori. Girare nei campi di caccia richiede un preparazione mentale. Prima di tutto bisogna sgomberare la mente dalle cose irrilevanti, come interessi altri e problemi. La strada racconta le sue storie usando una particolare lunghezza d’onda e devi solo sincronizzarti su essa e riceverla; devi affinare i sensi, accordare il corpo per registrare ad ogni minimo cambiamento, avere la mente lucida e l’adrenalina ai livelli di guardia. In questa maniera ogni azione sarà pensata, pianificata, cronometrata e ogni situazione verrà esaminata in profondità per decidere come agire: diversivi da usare, mimetizzarsi, strisciare, scattare… tutte tattiche conosciute da ogni fotografo di strada, perché noi siamo cacciatori di strada.

Comunque, la prima regola da non dimenticare mai è che un buon fotografo di strada non deve mai avere la macchina fotografica nella custodia, appesa al collo… deve sempre essere in mano pronta a scattare!

Connessomagazine.it: - Come mai la scelta di dedicarti alla realtà e alla strada?

Felix Lupa: - Sono rimasto affascinato dalla fotografia di strada dopo aver avuto esperienze in altri campi della fotografia. Erano tutti caratterizzati dal controllo e dalla regolarizzazione della situazione. Le [img_assist|nid=10036|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=431]foto di moda, quelle di scena, gli astratti, i nudi, i lavori di studio sono caratterizzati dal fatto di rendere sempre possibile ricreare la stessa scena, tornare indietro, in modo da creare posti perfetti, nei quali le persone preferiscono trovare rifugio dalla vita reale.

Registrare la vita di strada e studiare la società umana sono però, per me, gli aspetti più complessi e affascinanti; sono aspetti che hanno grande appeal su ognuno di noi. Lo studio della natura umana, ti mette a confronto con eventi inaspettati, casuali, spontanei, sensibili e sorprendenti, piacevoli e pericolosi allo stesso tempo. Le situazioni umane si misurano in frazioni di secondo, ma alcune hanno il dono di essere eterne. In questo tipo di fotografia io non ho nessun controllo su ciò che accade, ho solo il mio punto di vista attraverso il quale cerco di comunicare al mio pubblico le cose più rilevanti, i momenti più alti che mi accadono attorno.

Connessomagazine.it: - Segni e significanti nelle tue opere…

Felix Lupa: - L’uso di vari segni/simboli in primo piano o nello sfondo della foto, in combinazione con l’elemento umano, è come un puzzle. Il bimbo tiene il suo pezzo in mano e cerca di trovare il posto dove metterlo tra un mucchio di altri pezzi. Ogni pezzo in sé non è molto interessante, ma quando due o più pezzi si combinano e inizia a vedersi l’immagine o l’idea di quel che sarà… ecco che questo assomiglia al percorso creativo mentale della realizzazione di una foto.

I puzzle sono esercizi per gli occhi e per il cervello, allenano a notare i dettagli più piccoli. Spesso i dettagli (apparentemente) più trascurabili possono concorrere a rendere bellissima una foto.

Connessomagazine.it: - Cosa cerchi nelle tue foto?

Felix Lupa: - Cerco di rivelare ed esporre lo stato reale delle cose, con un’investigazione attenta in profondità, osservando con attenzione ogni dettaglio e grattando gli strati superficiali per penetrare nella vita delle persone e vedere la profondità dell’anima e ciò che essa mi rivela.

Info: www.felixlupa.com

Foto Felix Lupa ©2007 . Ogni riproduzione vietata