Götterdämmerung, Il crepuscolo degli dei al Teatro La Fenice

Opera
[img_assist|nid=21023|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VENEZIA - Prosegue nella Stagione lirica 2009 il ciclo completo del Ring des Nibelungen di Richard Wagner, iniziato nel 2006 con Die Walküre e proseguito nel 2007 con Siegfried. Giovedì 25 giugno 2009 alle ore 18.00 andrà infatti in scena al Teatro La Fenice la terza giornata del ciclo, Götterdämmerung (Il crepuscolo degli dei), articolata in un prologo e tre atti, che fu rappresentata in prima assoluta al Festspielhaus di Bayreuth il 17 agosto 1876. Come per le giornate precedenti, la produzione sarà quella firmata dal regista Robert Carsen e dallo scenografo e costumista Patrick Kinmonth, andata in scena per la prima volta all'Opera di Colonia nella stagione 2003-2004. Darko Petrovic curerà insieme a Kinmonth la realizzazione scenica per il Teatro La Fenice, Manfred Voss firmerà le luci. Alla testa dell'Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice (direttore del Coro Claudio Marino Moretti), cui si aggiungerà il Voxonus Choir diretto da Marcovalerio Marletta, vi sarà nuovamente il direttore britannico Jeffrey Tate. La compagnia sarà formata da Stefan Vinke nel ruolo di Siegfried, Gabriel Suovanen in quello di Gunther, Gidon Saks in quello di Hagen e Werner Van Mechelen in quello di Alberich; Jayne Casselman sarà Brünnhilde e Nicola Beller Carbone sarà Gutrune; completeranno il cast Natascha Petrinsky nel ruolo della valchiria Waltraute, Ceri Williams, Julie Mellor e Alexandra Wilson in quelli delle tre Norne, Eva Oltiványi, Stefanie Irányi e Annette Jahns in quelli delle tre figlie del Reno. L'opera sarà rappresentata in lingua originale con sopratitoli in italiano. Quattro le repliche: domenica 28 giugno 2009 alle 15.30 (turno B), mercoledì 1 luglio alle 18.00 (turno E), sabato 4 alle 15.30 (turno C) e martedì 7 alle 18.00 (turno D). Tra tutti i libretti della Tetralogia quello della Götterdämmerung, che costituisce la terza e ultima giornata del ciclo, è anche quello scritto per primo. Nell'ottobre 1848, dopo aver condensato in una breve sintesi i suoi studi e le sue riflessioni sul mito dei Nibelunghi, Richard Wagner ne trasse l¹abbozzo in prosa di un libretto d¹opera, Siegfrieds Tod, che versificò entro la fine dell'anno, al quale avrebbe dato più tardi il titolo definitivo di Götterdämmerung (spostando l'accento dalla morte di Sigfrido al Crepuscolo degli dei). Convintosi in seguito[img_assist|nid=21024|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=427] della necessità di mostrare in scena, anziché narrare o lasciare nell¹ombra, gli antefatti della vicenda, nel 1851 stese un secondo libretto, Der junge Siegfried (più tardi semplicemente Siegfried), per procedere poi a ritroso con Die Walküre e Das Rheingold, completato nel 1852. Dal 1853 iniziò la messa in musica del ciclo seguendo l'ordine della vicenda rappresentata, così che il libretto della Götterdämmerung, variamente rimaneggiato, dovette attendere ben ventisei anni prima di ottenere una veste musicale definitiva: la partitura completa fu infatti siglata nella residenza di Bayreuth, Villa Wahnfried, il 21 novembre 1874. Musicata dunque per ultima, dopo la pausa dovuta alla composizione di Tristan und Isolde (1865) e dei Meistersinger von Nürnberg (1868), la Götterdämmerung condivide i caratteri stilistici e compositivi, e in particolare il denso sinfonismo, del duetto tra Siegfried e Brünnhilde a conclusione del Siegfried, anch'esso messo in musica dopo tale interruzione. L'azione riprende laddove si era interrotta nella giornata precedente. Sulla rupe delle valchirie Brünnhilde e Siegfried si congedano, innamorati e felici. Siegfried intraprende un viaggio sul Reno che lo porta nella reggia dei Ghibicunghi, Gunther e Gutrune, fratellastri di Hagen, figlio del nibelungo Alberich. Il disastroso accavallarsi di inganni e bugie ordite da Hagen per conquistare l¹anello porta alla morte a tradimento di Siegfried, poi a quella di Gunther. A sua volta Brünnhilde assieme al fedele cavallo Grane si getta nel rogo funebre di Siegfried, le fiamme si propagano alla reggia, il Reno straripa permettendo alle ondine di recuperare finalmente oro e anello, Hagen sparisce tra i flutti, e fra le macerie della reggia crollata i superstiti contemplano l'incendio che in lontananza avvolge il Walhall, dove gli dei attendono la fine. Carl Dahlhaus ha notato che la Götterdämmerung è sostanzialmente dominata da due figure, Hagen e Brünnhilde. Ambedue sono veicoli di affetti elementari più che personaggi veri e propri: Hagen rappresenta l'invidia, Brünnhilde, l'amore incondizionato, pronto a rovesciarsi in odio furibondo e poi di nuovo in amore non appena essa capisce l¹inganno che ha obnubilato il suo amato. La vicenda che oppone Brünnhilde ad Hagen coinvolgendo Siegfried, Gunther e Gutrune è relativamente rettilinea e si compie in buona parte entro il consorzio umano. Essa è contrappuntata da una serie di scene i cui personaggi ­ le Norne, la valchiria Waltraute, le figlie del Reno, il nibelungo Alberich ­ sono legati al mondo atemporale del mito. Queste scene sono periferiche sul piano drammatico ma musicalmente centrali in quanto contribuiscono a sostanziare il tessuto di motivi che ricopre interamente il dramma. Come nel finale di Siegfried, anche nella Götterdämmerung Wagner dà prova di una vertiginosa abilità nella sovrapposizione e nell¹addensamento dei temi. Nel contempo vi ricompaiono anche episodi corali e forme chiuse di taglio operistico tradizionale, come il duetto tra Siegfried e Brünnhilde alla fine del prologo o il terzetto fra Brünnhilde, Gunther e Hagen alla fine dell¹atto secondo. Questa scelta può apparire strana se si considera l'estetica anti-operistica del compositore: Wagner considerava l'opera del suo tempo come «pura apparenza, perfetta per un mondo in cui ogni cosa è apparenza e ipocrisia», e con esplicita volontà rivoluzionaria ideò il Musikdrama, forma d'arte complessa e dichiaratamente anticonvenzionale. Ma nella partitura della Götterdämmerung, il cui libretto risale a un periodo in cui l'estetica del Musikdrama non era ancora del tutto chiara agli occhi del suo creatore, Wagner decise deliberatamente di non modificare opzioni formali ampiamente superate negli anni Settanta, perché proprio il genere dell¹opera tradizionale si prestava a rappresentare con efficacia lo scontro devastante tra i rappresentanti dell¹ideale, Siegfried e Brünnhilde, e gli esponenti di una società esteriore e corrotta, Hagen, Gunther e Gutrune. Resta il problema della conclusione del ciclo: placata la maledizione dell'anello, estinti gli dei, quale sarà il destino degli uomini sopravvissuti alla catastrofe? Brünnhilde, prefigurazione dell¹umanità, mette termine al rapporto amoroso con Siegfried, già inghiottito dalle tenebre, con un atto di abnegazione e sacrificio, e con la sua morte volontaria suggella tragicamente la Götterdämmerung e l'intera Tetralogia. Tuttavia, nella prospettiva dell'intero ciclo, la sulfurea intensità del suo amore per Siegfried è capace di contrastare la rassegnazione disillusa del vero protagonista della Tetralogia, il dio Wotan, e di rendere misteriosamente possibile l'utopica rinascita di un mondo migliore, di cui tace il libretto ma cui allude la musica, con l'estatica melodia che conclude l'opera. La Götterdämmerung fu rappresentata per la prima volta a Bayreuth il 17 agosto 1876 in occasione della prima rappresentazione al Festspielhaus dell¹intero ciclo, diretta da Hans Richter e con l'attenta supervisione del compositore, che assieme ai suoi collaboratori, in primo luogo lo scenografo Josef Hoffmann, ne curò anche la realizzazione visiva. Stagione lirica 2009 Dal 25 giugno al 7 luglio 2009 Giovedì 25 giugno, ore 18.00; domenica 28 giugno, ore 15.30; mercoledì 1 luglio, ore 18.00; sabato 4 luglio, ore 15.30; martedì 7 luglio, ore 18.00 Teatro La Fenice, Camo San Fantin 1965 - VENEZIA Götterdämmerung (Il crepuscolo degli dei) terza giornata della sagra scenica Der Ring des Nibelungen, in un prologo e tre attilibretto e musica di Richard Wagnerprima rappresentazione assoluta: Bayreuth, Festspielhaus, 17 agosto 1876 personaggi e interpretiSiegfried Stefan VinkeGunther Gabriel SuovanenHagen Gidon SaksAlberich Werner Van MechelenBrünnhilde Jayne CasselmanGutrune Nicola Beller CarboneWaltraute Natascha PetrinskyPrima Norna Ceri WilliamsSeconda Norna Julie MellorTerza Norna Alexandra WilsonWoglinde Eva OltiványiWellgunde Stefanie IrányiFlosshilde Annette Jahns maestro concertatore e direttore: Jeffrey Tate regia: Robert Carsen una produzione di Robert Carsen e Patrick Kinmonth scene e costumi: Patrick Kinmonth realizzazione scenica per il Teatro La Fenice: Patrick Kinmonth, Darko Petrovic Orchestra e Coro del Teatro La Fenice direttore del Coro: Claudio Marino Moretti in lingua originale con sopratitoli in italianocostumi, scene e parti della decorazione realizzati nel laboratorio dell’Oper der Stadt Köln   Info: Teatro La Fenice tel. 041786511 www.teatrolafenice.it