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Gabriele Lavia con lo shakespeariano Misura per misura per l'apertura del Comunale di Treviso

Foyer
[img_assist|nid=9724|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]TREVISO - La stagione di prosa del Teatro Comunale di Treviso si apre con uno fra i drammi più discordanti, stridenti e contraddittori di William Shakespeare. Misura per misura, in scena da venerdì 12 a domenica 13 ottobre con la regia Gabriele Lavia. L'impegnativo allestimento, che vede sotto la direzione di Lavia una compagnia di ben 23 attori, si avvale di due collaboratori storici della Compagnia Lavia, lo scenografo Carmelo Giammello e il costumista Andrea Viotti. Le coreografie sono affidate al celebre Luca Tommassini. Già nel 1976, sul palco dell’Argentina, Gabriele Lavia, diretto da Luigi Squarzina, aveva recitato questo “dramma problematico”, o dark comedy, negli abiti di Angelo il vicario (interpretato ora da suo figlio Lorenzo Lavia), insieme a un cast d’eccezione, composto fra gli altri da Mario Scaccia e Luigi Vannucchi. Perché riaffrontare questo testo in veste di regista? Perchè non c'è niente di più moderno dei classici - afferma Lavia - infatti attraverso i classici racconto la contemporaneità. E’ questo lo spirito con cui viene affrontata questa opera poco frequentata dal teatro italiano (si ricordano anche le messe in scena di Ronconi, Brook e Cecchi). L’universo rappresentato da questa commedia oscura è infatti conflittuale e irrisolto come lo è la nostra attualità, un mondo dove giustizia e ingiustizia confondono i loro regni, si scambiano le parti, ed è impossibile marcare una linea di confine definita una volta per tutte. Era dal Riccardo II del 1996[img_assist|nid=9725|title=|desc=|link=none|align=right|width=230|height=162] che Lavia non si misurava con un classico shakespeariano, e questa volta la sfida è resa più serrata dalla duplicità che caratterizza i personaggi del testo, sfuggente anche alle stesse definizioni di genere. Difficile, ambiguo, inafferrabile come la complessità del nostro vivere, Misura per misura è un grande gioco del teatro e fa da specchio a un mondo che non smette di cercare un senso nuovo per parole come giustizia, potere, morale e dignità umana. Ma non si tratta di concetti astratti, quanto di nodi esistenziali che conducono a temi eterni ed attualissimi come la pena di morte e il rapporto tra politica e morale: perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati (dal Vangelo secondo Matteo, passo da cui probabilmente è stato tratto il titolo dell’opera). Al centro c’è il tema del sesso. Se andiamo a stringere, Misura per misura è la storia di un ragazzo condannato a morte per aver fatto l’amore con una vergine. Tutta la corruzione del mondo ha come paradigma il sesso afferma ancora Lavia, forte della sua conoscenza di Shakespeare, l’autore che più di ogni altro ha saputo raccontare la Storia attraverso i conflitti e le controversie legate alla sessualità. L’azione si svolge in quella che il regista ha definito una Vienna da sottosuolo, splendidamente rappresentata dalla scena di ferro arrugginito ad opera di Carmelo Giammello, in cui un universo corrotto, vizioso e malato mostra le sue contraddizioni. Nello stesso stile, che potremmo definire “dark”, rappresentativi di un umanità corrotta, i costumi di Andrea Viotti. Protagonista della vicenda è il duca di Vienna, Vincenzo, preoccupato [img_assist|nid=9726|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=428]dell’immoralità dei sudditi e del dispregio dell’istituzione matrimoniale, che affida il governo al vicario Angelo per vedere se sarà in grado di far rispettare le leggi. Finge quindi di assentarsi e si traveste da frate per spiarne l’operato. Angelo si rivelerà incapace di governare con autentica equità e giustizia, attaccato al mero dettato della legge e travolto dalle stesse passioni che dovrebbe punire. Condanna a morte Claudio, colpevole di aver sedotto Giulietta, che lo ama, anche se i due vorrebbero sposarsi; allora Lucio, l’amico di Claudio, chiede aiuto alla sorella di lui, la virtuosa novizia Isabella, per dissuadere Angelo. Isabella supplica il vicario di aver pietà del fratello, ma Angelo prova nei suoi confronti pensieri peccaminosi e le promette la salvezza di Claudio a patto che lei gli si conceda. Interviene allora il duca travestito, vero deus-ex-machina della vicenda, che con la sua presenza-assenza manovra i fili dei destini dei suoi sudditi. Personaggio ambiguo e inafferrabile, attraverso complicati intrighi e sotterfugi ristabilirà infine l’ordine e la giustizia. Dal 12 al 14 ottobre 2007 Venerdì 12 Ottobre - ore 20.45 – Turno A Sabato 13 Ottobre – ore 20.45 – Turno B Domenica 14 Ottobre - ore 16.00 - Turno C Teatro Comunale, Corso del Popolo, 31 - TREVISO Teatro di Roma e Compagnia Lavia presentano Misura per misura di William Shakespeare traduzione Alessandro Serpieri scene Carmelo Giammello – costumi Andrea Viotti musiche Andrea Nicolini – coreografie Luca Tommassini regia Gabriele Lavia con Vincenzo, il Duca Gabriele Lavia Escalo, un vecchio signore Pietro Biondi Isabella, sorella di Claudio Federica Di Martino Angelo, il Vicario Lorenzo Lavia Lucio, un libertino Francesco Bonomo Il Bargello Marco Cavicchioli Pompeo, servo di Madama Sfondata Gianni De Lellis Chiappa, servo di Madama Sfondata Luca Fagioli Madama Sfondata, una mezzana Rita Di Lernia Gomito, un conestabile sciocco; Claudio, un giovane gentiluomo Alessandro Riceci Abortroione, un boia; suonatore Andrea Nicolini Frate Pietro Fabio Massimo Amoroso Schiuma, uno stupido gentiluomo Faustino Vargas Mariana, promessa sposa di Angelo Giorgia Salari Giulietta, l’innamorata di Claudio Tamara Balducci Madre Superiora, frate, carcerato, guardia Viviana Lombardo Servo, segretario di Angelo, frate, monaca, carcerato, giudice Fabrizio Vona Segretario di Angelo, frate, monaca, guardia, giudice, carcerato Claudio Ammendola Frate, monaca, carcerato, guardia, giudice Francesco Laruffa Ragusino, frate, monaca, guardia, carcerato, segretario di Angelo Alessandro Cangiani Servo, frate, monaca, carcerato, guardia, giudice Matteo Micheli Caterina Aprilecosce, moglie di Gomito; monaca, frate, carcerato Giovanna De Maio Bernardino, un prigioniero dissoluto, frate Sidi Diop Biglietti: da € 8 a € 27 Info: Tel. 0422540480