Gabriele Salvatores & Co.: quando il cinema si innamora del Friuli

ConSequenze
[img_assist|nid=11955|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]PORDENONE – Ieri, presso la sala grande di Cinemazero, si è svolta l’attesissima conferenza stampa di presentazione delle numerose attività svolte dalla FVG Film Commission con la partecipazione di un ospite d’onore d’eccezione come Gabriele Salvatores. Il regista ha colto l’occasione di raccontare qualche anticipazione del suo ultimo film, tratto dal best seller Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti, le cui riprese avranno inizio l’11 febbraio in varie locations friulane (Maniago, Pordenone, Osoppo, San Daniele, Vajont, Gemona, Udine).
La Friuli Venezia Giulia Film Commission è una gran bella realtà culturale del nostro territorio, un patrimonio da conservare e tutelare che riesce ottimamente a fare da tramite tra il mondo artistico e quello politico-industriale regionale; un fiore all’occhiello di cui essere orgogliosi, che mette in circolo una preziosa quantità di posti di lavoro di alto profilo (diretti e indiretti) e che negli ultimi anni ha saputo far crescere le produzioni esponenzialmente. Numerose ormai le case cinematografiche e le reti televisive che si affidano alle professionalità regionali e che vedono in questa Terra l’ambientazione ottimale per i set; tra queste vanno citate sicuramente La sconosciuta di Tornatore, La ragazza del lago, Riparo, ma anche numerose fiction per la tv Il commissario Laurenti, Un caso di coscienza, Rebecca la prima moglie, e spot come quelli delle lotterie nazionali austriaca e francese che mostrano la nostra Villa Manin e piazza Unità di Trieste quali mete da sogno che il fortunato vincitore potrebbe visitare. Da quest’anno le partnership si rinforzeranno ulteriormente grazie alla creazione del Film Fund 2008, primo vero Film Fund in Italia, ispirato ai modelli esistenti in molti paesi europei e nel mondo.
Chi gira in Friuli Venezia Giulia può richiedere un contributo cash variabile a seconda della durata della permanenza della produzione sul territorio regionale, che può arrivare ad un massimo di centomila euro.La partecipazione di Salvatores, oltre a dimostrare la continuità e la solidità di un progetto che ormai ha assunto una rilevanza nazionale, è stata una bellissima parentesi per conoscere un personaggio sincero e appassionato (sono influenzato e mi capita sempre prima di girare un film… sono le tensioni, le preoccupazioni che ogni volta, come la prima, mi accompagnano prima di gettarmi nel set) e per carpire qualche curiosità sul suo prossimo successo. Definito come un thriller che osserva e scava in profondità nelle relazioni tra persone (soprattutto con un interessantissimo rapporto padre-figlio) e ambiente, si prospetta come uno degli appuntamenti da non mancare assolutamente nella prossima stagione; d'altronde quello tra Salvatores e Ammaniti è un rapporto pluriannuale che ha prodotto un capolavoro come Io non ho paura.
La scelta del territorio friulano è nata dopo essersi innamorato su internet della foto di Vivaro (anche se le frequentazioni sono di molti anni prima visto il nonno di Palmanova e le collaborazioni con Il Teatro dell’Elfo); i sopralluoghi hanno poi fatto il resto e cementato una passione che cresce, di giorno in giorno, sempre più il Friuli mi ha subito impressionato… un territorio compatto, con una grandissima varietà di ambienti in pochi chilometri… è pervaso da una qualche e indescrivibile magia! Quelle montagne sono fantastiche, sembrano nascondere qualcosa di incredibile, hanno una dimensione epica… una natura fortissima che ne esalta la dimensione shakespeariana. Eppoi l’essere Terra di confine si sente nello sviluppo culturale, nei sapori e nei colori delle persone, che hanno una grande anima.