Gerd Albrecht dirige alla Fenice musiche di Henze e Brahms

Classica
[img_assist|nid=18566|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VENEZIA - Venerdì 6 marzo 2009 alle ore 20.00 con repliche sabato 7 alle ore 20.00 e domenica 8 alle ore 17.00, il direttore tedesco Gerd Albrecht dirigerà al Teatro La Fenice il sesto concerto della Stagione sinfonica 2008-2009, dedicato a musiche di Hans Werner Henze e Johannes Brahms. Autorevole interprete della musica di Henze, Albrecht proporrà nella prima parte del programma due brani del compositore tedesco, uno giovanile (1950), presentato in prima esecuzione a Venezia, il secondo recente (2003), in prima esecuzione italiana. Il concerto si aprirà infatti con Das Vokaltuch der Kammersängerin Rosa Silber (Il tessuto vocale del soprano Rosa Silber), una suite di musiche da balletto in sei movimenti ispirata all’omonimo quadro di Paul Klee, presentata nella versione originale del 1950 anziché in quella, di più frequente esecuzione, del 1990. Seguirà Appassionatamente plus, un brano per grande orchestra composto nel 2003 su materiali tratti dall’opera Das verratene Meer (1989), ed eseguito per la prima volta il 19 dicembre dello stesso anno dall’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam diretta dallo stesso Albrecht. La seconda parte del programma sarà invece interamente dedicata alla Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 di Johannes Brahms, composta a Baden-Baden nel 1877 e articolata nei movimenti Allegro non troppo, Adagio non troppo, Allegretto grazioso quasi andantino e Allegro con spirito.I concerti del 7 e 8 marzo rientrano rispettivamente nelle iniziative La Fenice per la città e La Fenice per la provincia, rivolte ai residenti nel comune e nella provincia di Venezia. Con il concerto diretto da Gerd Albrecht inizia per la Stagione sinfonica un periodo fitto di appuntamenti, uno alla settimana fino all’11 aprile: sul podio dell’Orchestra del Teatro La Fenice si avvicenderanno infatti Bruno Bartoletti (14 e 15 marzo), Christian Arming (20, 21 e 22 marzo), Juraj Valčuha (28 e 29 marzo), Michel Tabachnik (4 e 5 aprile) e Sir Andrew Davis (10 e 11 aprile). Henze appartiene alla stessa generazione di Stockhausen,[img_assist|nid=18567|title=|desc=|link=none|align=right|width=427|height=640] Berio, Boulez, Ligeti, ha frequentato i Ferienkurse di Darmstadt ed è stato uno dei primi ad adottare il sistema dodecafonico in Germania. Ma ha sempre rifiutato di superare i limiti dell’atonalismo e arrivare agli esiti radicali della Neue Musik, individuando i suoi modelli in Berg e nell’ultimo Schoenberg e cercando di mescolare, con straordinaria maestria, stili e tecniche diversi, dal jazz alle più sofisticate tecniche contrappuntistiche. Nato a Gütersloh nel 1926, dopo i difficili anni dell’immediato dopoguerra compose all’inizio degli anni Cinquanta parecchi lavori operistici e coreografici, fra cui Das Vokaltuch der Kammersängerin Rosa Silber (1950), un «balletto astratto» in sei movimenti (Introduction, Pas d’action, Deux variations, Intermède, Pas de deux, Conclusion) eseguito per la prima volta nel 1951 a Berlino in forma di concerto (direttore Ferenc Fricsay) e nel 1958 a Colonia in forma scenica (con le coreografie di Lisa Kretschmar). Quando nel 1990 ne revisionò la partitura, vi aggiunse il sottotitolo «esercizi con Stravinskij su un quadro di Paul Klee», evidenziando così le fonti di ispirazione del lavoro: lo Stravinskij neoclassico dei balletti Orpheus e Scènes de ballet e il dipinto di Paul Klee Das Vokaltuch der Kammersängerin Rosa Silber (1922), a sua volta ispirato dalla forte impressione suscitata nel pittore dalla voce del soprano Rosa Silber, ascoltata a Monaco all’inizio degli anni Venti. La tela di Klee trasforma il momento aneddotico, emozionale, in una trama argentea, sfumata, con delicati affioramenti di rosa, azzurro e giallo, cinque vocali in colori diversi, e due grandi lettere maiuscole, «R» e «S», che sono le iniziali della cantante. Nella sua partitura Henze cerca di restituire la stessa atmosfera, non tanto giocando sulle sfumature di colori strumentali, sempre molto netti e ‘neoclassici’, quanto sul gioco, tutto musicale, della variazione, basato su un tema che si staglia proprio come le due iniziali del quadro. Ne risulta una pagina giocosa e ‘agrodolce’, affidata a un piccolo organico dalle sonorità trasparenti, percorse da numerosi interventi a solo. Imponente è invece l’organico di Appassionatamente plus, brano sinfonico composto nel 2003 per l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam diretta da Gerd Albrecht e basato – come il precedente Appassionatamente scritto nel 1994 per i Wiener Philharmoniker – su materiali tratti dall’opera Das verratene Meer (Lo sdegno del mare, 1986-1989). Ispirata al romanzo Gogo no eiko (Il sapore della gloria, 1963) di Yukio Mishima, Das verratene Meer è un lavoro cupo, dominato dall’idea di un destino ineluttabile, ma insieme punteggiato da echi paesaggistici, suoni del mare e delle navi. In Appassionatamente plus Henze ne trae un grande affresco ‘marino’, dalla forma ondeggiante, che alterna sezioni motorie e dissonanti con plaghe statiche e intensamente liriche, momenti incandescenti di tutta l’orchestra con sezioni quasi cameristiche, sempre con un melodizzare estremamente fluido, impreziosito da un continuo, lussureggiante trascolorare dei timbri orchestrali. Dopo la lunga e tormentata elaborazione della Prima Sinfonia, compiuta solo nel 1876 dopo 15 anni di gestazione, Brahms compose speditamente la Seconda, eseguita a Vienna il 30 dicembre 1877. Paragonata spesso alla Pastorale di Beethoven per il suo fascino bucolico, la spontaneità dell’ispirazione e la chiarezza della costruzione, la sinfonia si sviluppa tuttavia all’interno di strutture formali non riconducibili a modelli sinfonici tradizionali e rivela dietro la superficie leggiadra e spontanea una sotterranea inquietudine, un teso lirismo che appare strettamente legato alla produzione liederistica di quel periodo. Una raccolta di valzer, gaia e piacevole e insieme malinconica da non potersi sopportare la definì scherzosamente lo stesso compositore che in questo lavoro seppe rinnovare dall’interno la forma sinfonica grazie allo smussamento dei contrasti drammatici e all’affermazione di un mondo musicale intimo ed affettuoso in cui circolano liberamente il Lied, la variazione, la danza, la serenata e le più squisite idee cameristiche. Gerd Albrecht, figlio d’arte, nasce in una famiglia di musicologi. Allievo di Herbert von Karajan, vince nel 1962, a 22 anni, il Concorso di Besançon. Dopo aver lavorato all’Opera di Stoccarda e all’Opera di Magonza, diviene Generalmusikdirektor a Lubecca, quindi a Kassel e alla Deutsche Oper di Berlino, e infine ad Amburgo, dove, insieme a Peter Ruzicka, diventa direttore della Staatsorchester e dell’Opera. È quindi direttore principale della Tonhalle di Zurigo, della Filarmonica Ceca (1993-1996), della Yomiuri Nippon Orchestra di Tokyo (1998-2007) e dell’Orchestra della Radio Danese (2000-2004). È stato ospite dei principali teatri d’opera, di prestigiosi complessi sinfonici e di importanti festival quali quelli di Salisburgo, Edimburgo, Lucerna, Vienna e Monaco. Fra i più significativi impegni degli ultimi anni segnaliamo Penthesilea di Othmar Schoeck (2001) e Peer Gynt di Grieg (2002) al Maggio Musicale Fiorentino; la prima italiana di Gogo no Eiko di Henze con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI a Settembre Musica di Torino, preceduta da esecuzioni al Festival di Salisburgo e alla Philharmonie di Berlino (2006); la prima ripresa alla Semperoper di Dresda (dopo la prima assoluta del 1927) di Penthesilea di Schoeck (febbraio 2008). Particolarmente importanti nella sua attività artistica sono il lavoro con i bambini e i giovani, la diffusione della musica contemporanea e l’impegno nella riscoperta di compositori dimenticati. Il suo repertorio spazia da Beethoven e Spontini al romanticismo tedesco di Spohr, Schumann, Wolff, all’espressionismo di Zemlinsky, Schreker, Busoni, Hindemith, Schoeck, fino ai compositori contemporanei Henze, Reimann, Ligeti, Kirchner. È vincitore di numerosi premi discografici e di riconoscimenti ufficiali della Repubblica Francese, del Governo Austriaco, dell’Akademie der schönen Künste di Monaco di Baviera e della Città di Hanau. Stagione sinfonica 2008-2009 La Fenice per la città e La Fenice per la provincia Venerdì 6 e sabato 7 marzo, ore 20.00 e domenica 8 marzo 2009, ore 17.00 Teatro La Fenice, Campo San Fantin, 1965 - VENEZIA Gerd Albrecht dirige l'Orchestra del Teatro La Fenice In programma Hans Werner Henze, Das Vokaltuch der Kammersängerin Rosa Silber Appassionatamente plus dall’opera Das verratene Meer Johannes Brahms, alla Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 Allegro non troppo Adagio non troppo Allegretto grazioso quasi andantino Allegro con spirito Info: www.teatrolafenice.it