Giuseppe Pambieri, grande Antifolo nella Commedia degli errori di Shakespeare

Sipario

[img_assist|nid=4315|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=86]GORIZIA - Il teatro Verdi ha presentato in prima regionale La Commedia degli Errori di William Shakespeare, rinnovando l'appuntamento con la prosa per la V stagione teatrale goriziana. Una delle prime commedie del drammaturgo inglese, che per comporla si ispirò ai Menecmi di Plauto. L'adattamento e la traduzione sono ad opera di Luca Simonelli, che realizza una versione frizzante e briosa dell'opera, supportata dal contributo dell'energica regia di Pambieri.

Le luci si accendono su una tragica scena: Egeone sulla forca attende di venir giustiziato da Solino, Duca di Efeso, poichè ha osato violare l'ordinanza secondo la quale nessun siracusano ha il permesso di mettere piede in città a causa della rivalità che avvelena i rapporti tra i due centri. Eppure il carisma e la nobiltà che traspaiono da Egeone convincono il Duca ad ascoltare la sua storia. Il personaggio racconta quindi di essere caduto in disgrazia in seguito ad un naufragio, a causa del quale è stato separato dalla moglie, da uno dei suoi due gemelli e da uno dei suoi due schiavi, anch'essi gemelli; cinque anni prima l'uomo aveva poi inviato il figlio rimastogli e lo schiavo alla ricerca del resto della famiglia, ma questi non avevano fatto più ritorno. Il Duca, commosso dal triste racconto, concede allora ad Egeone di avventurarsi per Efeso alla ricerca della somma di denaro necessaria per scagionarlo.

I figli di Egeone portano lo stesso nome, così come i due schiavi: Antifolo di Siracusa è un intellettuale un po' petulante, dotato di un certo aplomb inglese; Antifolo di Efeso è invece un uomo sanguigno e sicuro di sè ma amante della compagnia[img_assist|nid=4316|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=425] femminile, vizio che scatena le ire della focosa moglie Adriana, innamorata di lui ma stanca di scendere continuamente a patti con gli adulteri del marito.
In un vorticoso turbine di eventi, Antifolo di Siracusa si trova a venir scambiato per il gemello, dando vita a tutta una serie di spassosi fraintendimenti: collane al collo della donna sbagliata, corteggiamenti proibiti, scambi di servi, punizioni corporali e addirittura un arresto di massa ad opera di un gendarme un po' confuso. A districare la complessa vicenda interverrà la Badessa di Efeso che riuscirà a sciogliere tutti i nodi con un provvidenziale colpo di spazzola finale.
 
La rappresentazione è accompagnata da un gioco di luci che alterna sapientemente i momenti di pathos a quelli più sbarazzini: i fasci di luce vibrano allegramente sui personaggi quando gli errori si accavallano aumentando la confusione generale, si arrestano sugli attori in modo quasi drammatico quando la scena s'interrompe d'improvviso per illuminare a giorno i più intimi pensieri di un personaggio, dondolano malinconici sui visi degli attori quando la tristezza avanza, apparentemente ineluttabile, ad ammantare di colori cupi il palcoscenico. 
 
La piéce si affida soprattutto alla maestria degli attori, che dominano la platea grazie ad un'interpretazione davvero carismatica ma al tempo stesso scanzonata. La scenografia essenziale e surreale colloca le azioni nel tempo assoluto del sogno, stemperato tuttavia dalla vivacità scenica e dal sapiente gioco di luci. 
 
Il trio Pambieri è ancora una volta capace di emozionare il pubblico. Giuseppe Pambieri si tramuta abilmente dal delicato Antifolo di Siracusa al prestante Antifolo di Efeso; Micol Pambieri interpreta magistralmente il ruolo di Adriana, donando colore ed energia a questo già frizzante personaggio; Lia Tanzi si occupa invece dei costumi di scena, che si scompongono morbidamente attorno alle gambe delle attrici, seducendo la platea con i loro colori vivaci: Adriana è vestita di nero e rosso, a simboleggiare la rabbia ma anche la passione per il consorte; sua sorella Luciana veste di bianco, a sottolineare la purezza d'anima e di corpo; mentre la cortigiana è abbigliata con tonalità calde e maliziose.

I costumi si avvitano invece severamente sulle figure maschili, a donare forza e dignità ai due Antifolo, al padre e agli altri personaggi, mentre i due servi gemelli si distinguono per l'aspetto dimesso.