Gli occhi dell'Africa prosegue con due proiezioni a San Daniele e Gemona

ConSequenze
San Daniele del Friuli (UD) - L’Algeria e il Ruanda raccontati dalla macchina da presa: la retrospettiva Gli occhi dell’Africa continua a San Daniele del Friuli e a Gemona del Friuli con due film,  A ingresso libero, che consentono di vedere l’Africa con gli occhi degli stessi africani, capire come loro vedono la propria terra, con le sue risorse, bellezze, difficoltà, potenzialità. Martedì 15 dicembre, al cinema Splendor di San Daniele del Friuli, ore 21.00, è in programma il film Munyurangabo, del regista Lee Isaac Chung, presentato con successo anche a Cannes nel 2007 e al 18esimo Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina di Milano, che ci racconta una storia di amicizia in un Ruanda in cui il genocidio è ormai lontano, ma non del tutto dimenticato. Mercoledì 16 dicembre al Cinema sociale di Gemona del Friuli, ore 20.45, arriva il film Barakat!, di Djamila Sahraoui, storia di due coraggiose donne algerine in lotta contro discriminazioni e violenze. La pellicola ha vinto il premio come miglior film africano 2006 al Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano. In Munyurangabo, il regista racconta la storia dell’amicizia tra due ragazzi, Sangwa e Munyurangabo. Il genocidio in Ruanda è ormai lontano, ma i conti con il passato restano in sospeso e i due amici, uno hutu e l’altro tutsi, vogliono risolverli insieme. Prima passeranno a trovare i genitori di Sangwa nel villaggio hutu e poi continueranno verso il villaggio di Munyurangabo per uccidere l’assassino dei suoi genitori. La visita al villaggio di Sangwa, il confronto con il mondo degli adulti e la mentalità delle campagne, metterà a dura prova la loro amicizia. Nel film Barakat!, ambientato in un’Algeria ancora vittima del fanatismo integralista, due donne, Amel e Khadidja, partono alla ricerca del marito della donna più giovane rapito a causa dei suoi coraggiosi articoli. Il loro percorso, denso di pericoli e di scoperte, permetterà alle due amiche di conoscersi più a fondo, di accettare le rispettive differenze generazionali e di sentirsi solidali nella lotta contro ogni discriminazione e violenza. Il finale lancia un chiaro segnale di pace. Info: www.cinemazero.org www.cinemasplendor.it