Herman Makkink, designer alla corte di Kubrick

InterConNessi

[img_assist|nid=11323|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]Designer, scultore, grafico l'olandese Herman Makkink diviene noto al grande pubblico quando Stanley Kubrick utilizza alcuni dei suoi lavori tra i quali Christ Unltd. e Rocking Machine per le scenografie di Arancia meccanica.

 

Connessomagazine.it: - Lei ha scritto: Tra la fine degli anni '60 ed i primi anni '70 noi artisti basati a Londra ci sentivamo terribilmente hip. Non volevamo combattere l'establishment, volevamo scioccarlo. Trent'anni dopo la pensa ancora così?

Herman Makkink: - A quei tempi scioccare era necessario. Ma se guardate i lavori che ho realizzato negli ultimi 35 anni (www.weteringgalerie. nl), la ventina di lavori realizzati in spazi pubblici e le opere attualmente esposte all'Exposorium della V.U. University di Amsterdam, realizzerete che Rocking Machine e Christ Unltd. sono tipiche del periodo compreso tra gli ultimi anni '60 ed i primi anni '70.

Connessomagazine.it: - Christ Unltd. è stato uno dei suoi lavori più apprezzati. Ci furono anche voci critiche?

Herman Makkink: - Le opere che Kubrick utilizzò in Arancia Meccanica furono rapidamente esaurite dato che raggiungevano un pubblico più vasto. Non le ho mai sentite criticare, certamente non nella Londra di [img_assist|nid=11325|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=368]quegli anni. Recentemente ho prodotto diverse serie di Christ Unltd. in bronzo con una patina marrone e verde. Si possono ottenere dal mio gallerista www.weteringgalerie.nl. A partire dal 2004 un'azienda di Tokio, Medicom Toy Co., ha iniziato una massiccia produzione di Rocking Machine e Christ Unltd. destinate a collezionisti di Cina e Giappone. La prima grossa serie è esaurita ed ora stanno producendo, sotto la mia supervisione, Rocking Machine in nero lucido e Christ Unltd. in nero opaco.

Connessomagazine.it: - In Arancia Meccanica l’arte, gli oggetti di design erano funzionali all’espressione di una visione avveniristica del mondo. La sua Rocking Machine sembra riassumere questa filosofia. Quando partì l'idea di questa scultura? Come realmente funziona?

Herman Makkink: - Il film di Kubrick era sulla violenza. A causa del suo strano, ritmico movimento Rocking Machine con la sua immagine liscia e sessualmente intesa si inseriva perfettamente in quel mondo. Il meccanismo? Un contrappeso davanti, un contrappeso dietro, un peso oscillante nel mezzo. Quest'ultimo ed i pesi della struttura hanno impulsi molto diversi. Alla morte di Kubrick ho realizzato un'altra edizione di sei Rocking Machines utilizzando lo stampo originale. Sono le uniche che ho consentito possano essere acquistate attraverso www.drencrom.com.

Connessomagazine.it: - Che segno ha lasciato Stanley Kubrick nella vita di Herman Makkink?

Herman Makkink: - Sono un ammiratore dei film di Kubrick, specialmente dell'ultimo, Eyes Wide Shut. Sfortunatamente non l'ho mai incontrato, accadeva che ero sempre assente quando si presentava agli studios londinesi di St. Catharine's Docks. Purtroppo, ho sempre trattato con il suo assistente. Una cosa che il mio lavoro ha in comune con il suo è che entrambi tentano di affrontare ogni volta soggetti diversi.

Connessomagazine.it: - Lei ha lavorato con la Rietveld Academy, prestigiosa istituzione olandese che dedica molta attenzione al design. Cosa ci può dire del rapporto tra arte e design?

[img_assist|nid=11326|title=|desc=|link=none|align=right|width=512|height=640]Herman Makkink: - Ho insegnato alla Rietveld Academy per 13 anni. Un designer riceve una commissione dal suo cliente mentre l'artista fissa da solo il suo soggetto. Sono costretti ad avere un'approccio totalmente diverso ma il lavoro di entrambi richiede questa strana cosa chiamata creatività. Il design è basato sul prodotto mentre l'arte concerne a idee impossibili da racchiudere nelle parole. Un po come nella letteratura dove le idee possono nascondersi "tra" e non "nelle" righe.

Connessomagazine.it: - Cosa pensa del design italiano?

Herman Makkink: - Ho una conoscenza limitata dell'ambiente del design italiano. Mi piacciono gli interni ispirati all'arte povera. Mi piace una Bugatti. Nel complesso mi piace il modo in cui gli italiani vestono in città.

Connessomagazine.it: - Vedremo nuovi lavori firmati Makkink?

Herman Makkink: - Espongo regolarmente e da 30 anni mantengo un rapporto con la stessa galleria di Amsterdam. Ora sto lavorando ad una striscia a fumetti autobiografica, uscirà in un volume. Dopo di ché ritornerò alla scultura e ai grandi disegni.