I mille occhi 2009, inizio all'insegna del regista franco-greco Nico Papatakis, la cantante Nico, Andy Warhol e Leo Castelli

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[img_assist|nid=22982|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]TRIESTE - Sarà un weekend di apertura all’insegna della riscoperta e dell’incrocio di percorsi e di coincidenze quella dell’ottava edizione de I mille occhi, festival internazionale del cinema e delle arti. Manca meno di un mese alla manifestazione, che si terrà a Trieste dal 18 al 26 settembre presso la consueta sede del Teatro Miela. I primi tre giorni vivranno principalmente tra l’opera del regista franco-greco Nico Papatakis, la cantante Nico, Andy Warhol e Leo Castelli, collezionista e mercante d’arte originario proprio di Trieste. Dov’è il filo che li collega? La proiezione, nel weekend d’apertura festival, di titoli come Tortura - Gloria Mundi, diretto da Papatakis, il documentario Nico Icon e Imitation of Christ, oltre alla scoperta del personaggio Castelli attraverso documentari ed interviste non è un caso: si tratta di personaggi ed opere intrecciati in maniera più o meno evidente, e il legame nascosto e segreto che li unisce rappresenta soltanto uno dei possibili suggestivi percorsi che gli spettatori avranno la possibilità di intraprendere grazie all’offerta del festival, come sempre frutto di un appassionato lavoro di ricerca. Papatakis e Christa Päffgen, cantante, attrice e modella tedesca, sono stati compagni prima che quest’ultima si trasferisse a Parigi e raggiungesse fama internazionale con il nome d’arte “Nico”: a ribattezzarla così fu il fotografo Herbert Tobias, proprio partendo dal nome del suo ex ragazzo. Ecco perché Papatakis compare pure nel documentario Nico Icon, e perché sarà lo stesso regista franco-greco ad introdurre, a Trieste, la proiezione di Imitation of Christ, film che vede proprio Nico tra i protagonisti ed è stato girato da Andy Warhol. L’impatto emotivo maggiore al pubblico de I mille occhi, per quanto riguarda Papatakis, arriverà però dal già citato Gloria Mundi, intensissimo lavoro sulla rappresentazione della tortura, nella serata inaugurale del festival venerdì 18 settembre. Si[img_assist|nid=22984|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=420] tratta dell’anteprima internazionale di un capolavoro clandestino del cinema contemporaneo, girato nel 1974 ma rielaborato dall'autore nel 2004. La protagonista del film, Olga Karlatos, compare anche in altre opere presentate nel corso del festival triestino, come Murderock, thriller per la regia di Lucio Fulci con richiami a Suspiria, e Oi vosko”, diretto ancora da Papatakis. Il cerchio che coinvolge quest’ultimo verrà chiuso con il suo contributo alla produzione di Un chant d’amour - opera unica e di culto diretta dallo scrittore, poeta e drammaturgo Jean Genet -, anche questo in programma nel primo weekend della manifestazione triestina. Se il legame fra Andy Warhol e Nico è noto, lo è di meno quello di Castelli con lo stesso Warhol. Il mercante d’arte triestino è stato tra i responsabili della diffusione della conoscenza e dell’apprezzamento dei rappresentanti dei principali movimenti artistici del Novecento, dall’espressionismo alla pop art: trasferitosi negli Stati Uniti agli inizi del secolo scorso, si tratta di un personaggio da riscoprire, e proprio per questo motivo su Castelli verranno presentati nel corso del festival tutti i film in cui è stato intervistato, tra cui il prezioso documentario Painters Painting, che oltre a Castelli vede tra i protagonisti appunto Andy Warhol e molti altri. Fra gli altri appuntamenti del primo weekend, non slegata dal discorso precedente spicca senz’altro la proiezione di De son appartement e Trois Fois Rien, diretti da Jean Claude Rousseau. Il regista di origini parigine, presente a Trieste per l’occasione, si è formato nel circuito sperimentale del cinema d’avanguardia newyorkese all’inizio degli anni ’80. De son appartemen” ha ricevuto il primo premio Festival del documentario di Marsiglia. A suggello della ricca programmazione del primo weekend, la partenza di un percorso d’esplorazione nel cinema di Leo McCarey, regista e sceneggiatore statunitense noto al grande pubblico soprattutto per aver diretto il capolavoro La guerra lampo dei Fratelli Marx, oltre ai film di Stanlio e Ollio, coppia comica da lui creata assieme ad Hal Roach. Di McCarey, I mille occhi dedicherà un omaggio proprio a Laurel & Hardy, ma proseguirà poi nel viaggio attraverso la cinematografia del regista proponendo il capolavoro The Bells of St. Mary's, con Bing Crosby e Ingrid Bergman. L’ottava edizione de I Mille occhi ha come titolo Paura e desiderio, ed è impreziosita con un’anteprima a Roma dal 13 al 15 settembre, segno inequivocabile della crescita della manifestazione. Il festival è ideato e realizzato dall’Associazione Anno Uno con Cineteca del Friuli – Archivio cinema del Friuli Venezia Giulia, FIAF, con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste e Comune di Trieste e il patrocinio dell’INA e dell’Ambassade de France en Italie. Collaborano i maggiori archivi italiani (Cineteca Nazionale, Cineteca di Bologna, Museo del Cinema, Cineteca Italiana), europei ed americani. La manifestazione è diretta da Sergio Grmek Germani con a fianco un prestigioso comitato artistico internazionale. Il Premio Anno Uno, sostenuto dalla Provincia di Trieste ed attribuito ogni anno ad un autore da scoprire nella sua attualità, andrà a Helena Ignez, icona del cinema brasiliano marginal. La Ignez ha segnato come attrice e collaboratrice l'opera di cineasti come Glauber Rocha, De Andrade, Julio Bressane e Rogério Sganzerla. Attrice ma anche autrice dei film da lei interpretati, sarà a Trieste dove le verrà dedicata una rassegna di alcune tra le opere più significative cui ha partecipato, accanto all'anteprima italiana del suo nuovo film, suo esordio ufficiale nella regia di un lungometraggio: Cançao de Baal, musicalissima e eroticissima opera sovversiva.