Il 2009 della Cooperazione sociale punta su dialogo con le istituzioni

Solidarietà
PORDENONE - Il 2008 della Cooperativa sociale Itaca di Pordenone si è chiuso con un bilancio positivo. “Abbiamo continuato nella strada che ci caratterizza - spiega il presidente, Leo Tomarchio -, perseguendo i nostri fini statutari quali il benessere generale della comunità e delle persone, la mutualità interna ed esterna, il miglioramento dei servizi che dal 1992 offriamo a vantaggio delle persone”. Per quanto riguarda l’attenzione ai propri soci, la Cooperativa friulana ha “ottemperato agli obblighi derivanti dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale di lavoro della Cooperazione sociale. Peraltro, avevamo già anticipato parte delle somme previste prima della firma dello stesso Contratto. Dal punto di vista della nostra mission, quindi, il bilancio di Itaca è pertanto positivo, come anche quello economico”.Tuttavia, il più complesso quadro delle Cooperative sociali a livello regionale e anche nazionale merita “un discorso diverso, perché diverso è il peso della Cooperazione sociale rispetto al panorama attuale delle politiche sociali nel Paese e, in particolare, in Friuli Venezia Giulia”. Tomarchio infatti non può fare a meno di notare “che ancora oggi viene fatto un uso alquanto strumentale della Cooperazione sociale. Purtroppo, da parte di alcuni committenti siamo tuttora considerati uno strumento più che una risorsa”. E non dimentica i fenomeni emergenti “delle Asp o delle Srl a partecipazione pubblica che tendono ad entrare in concorrenza superando le ‘regole’ del mercato, forti del fatto di essere sostanzialmente a partecipazione pubblica”.Il presidente di Itaca non si esime poi dall’affrontare uno dei temi più scottanti emersi nelle ultime settimane anche in Friuli Venezia Giulia, ovvero quello delle gare d’appalto con una base d’asta inadeguata. “Un po’ per l’ulteriore taglio dato alla spesa pubblica, un po’ perché la cooperazione spuria è ancora presente nel mercato, alcuni enti si sentono autorizzati a indire gare d’appalto con basi d’asta assolutamente inadeguate – dichiara -. Ovvero che, non coprendo il costo del personale, non permettono la corretta ed integrale applicazione del Ccnl delle Cooperative sociali”.Se a ciò si aggiunge “che alcune Cooperative partecipano a tali gare sostenendo di rientrare tranquillamente nei costi” il gioco è fatto. Già, perché “ciò è possibile solamente dal momento che le stesse Cooperative utilizzano la formula contrattuale dei lavoratori atipici (a progetto). Il che si traduce, però, nell’incremento della precarizzazione – evidenzia Tomarchio -, fenomeno già presente in maniera massiccia nel nostro Paese. Questi lavoratori, infatti, non possono usufruire né di ferie pagate, né di malattia retribuita, maternità e via dicendo”.L’anno appena iniziato non sarà pertanto scevro di nodi da sciogliere. “Dobbiamo sicuramente proseguire nella strada che abbiamo sinora intrapreso, costellata da un dialogo costruttivo con le istituzioni tutte. L’auspicio – sottolinea il presidente di Itaca - è che con la nuova giunta regionale vi possa essere un confronto proficuo mirato al miglioramento dei servizi alle persone”. Ma l’augurio, in realtà, è anche quello di “perseverare nell’ottica della co-progettazione, già prevista dalla legge quadro 328/2000 e recepita dalla legge regionale 6/2006. Ciò al fine anche di promuovere servizi davvero innovativi e sempre più rispettosi dei diritti di cittadinanza delle persone”.Per il 2009 “ci auguriamo altresì che, come promesso dalle Organizzazioni sindacali e dalle Centrali cooperative, venga avviata per tempo la piattaforma per il rinnovo contrattuale che scadrà il prossimo 31 dicembre 2009. Non sarebbe male, anzi sarebbe opportuno - chiosa Tomarchio -, che questa volta venisse coinvolta nella trattativa anche la Conferenza Stato-Regioni, per garantire una sostenibilità economica ai maggiori costi che il Contratto andrà verosimilmente a prevedere”.E chiude con uno speciale augurio a tutti i cooperatori e le cooperatrici sociali: “che si possa finalmente risolvere l’ormai annoso problema relativo all’equiparazione economica e contrattuale tra i nostri lavoratori e quelli del settore pubblico”.