Error message

Il file non può essere creato.

Il Don Giovanni di Daniele Abbado entusiasma il pubblico del Verdi

Opera

P[img_assist|nid=5405|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]ORDENONE – Con un sonoro e prolungato applauso il pubblico del Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone ha mostrato grande apprezzamento per il Don Giovanni nella versione diretta da Daniele Abbado che ha calcato il palco del Verdi nel doppio appuntamento di domenica 15 e martedì 17 aprile.

Si tratta di una versione del celebre dramma giocoso musicata dall’immenso Wolfgang Amedues Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, davvero particolare, dato che l’allestimento proposto dalla Fondazione Arena di Verona in collaborazione con la Fondazione I teatri di Reggio Emilia e diretto dal regista Daniele Abbado, è ambientato negli anni Cinquanta, in uno spazio neutro, quasi un non spazio, anticonvenzionale ed illusorio, caratterizzato da un impianto scenico costituito da una pedana inclinata e quadrangolare girevole su cui singoli oggetti caratterizzano le diverse azioni dello spettacolo. L’obiettivo del regista di focalizzare la concentrazione dello spettatore sull’ambiguità che, in Don Giovanni, è intrinseca al protagonista e che costituisce il nucleo centrale dell’opera, è completamente raggiunto. Apprezzabili tutti gli interpreti: le donne del cast, Donna Anna, Donna Elvira e Zerlina, interpretate rispettivamente dalla slovacca Adriana Kohutkova, dalla kazaka Irina Muratbekova e dalla nostrana Ivanna Speranza; ottimi il Commendatore interpretato dal basso[img_assist|nid=5406|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=427] Dmitri Ageew, il Masetto Gianpiero Ruggeri; standing ovation finale per lo strepitoso Leporello interpretato dal portoghese José Fardilha e naturalmente per il giovanissimo Don Giovanni Nicola Ulivieri. Applausi a scena aperta anche per il maestro concertatore e direttore, il giovane moldavo Tomas Netopil.
Bravissimi l’orchestra, il coro, il corpo di ballo del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

Da non dimenticare poi i tecnici capaci di rendere accattivante uno allestimento, volutamente prosciugato e nudo, che trova un felice contrappunto nelle indovinate proiezioni video che riflettono ora situazioni che si svolgono sulla scena, ora immagini oniriche.